VIDEO | Venezuela, parla l’oppositore Sucre: “No al negoziato, si muova l’esercito”

Secondo il deputato, oppositore di Maduro, "la maggior parte dei militari ci sosterrà. Di loro ci fidiamo"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – “Non siamo d’accordo con l’iniziativa di mediazione di Montevideo. L’agonia del popolo venezuelano non può aspettare e non possiamo estendere la loro tragedia attraverso un meccanismo di dialogo che potrebbe durate sei mesi o più”. Così parla alla Dire Francisco Jose Sucre Giffuni, presidente della Commissione affari esteri dell’Assemblea nazionale di Caracas, raggiunto a margine di una conferenza stampa a Roma.

La visita in Italia di Sucre e della delegazione dell’opposizione venezuelana ha avuto come obiettivo quello di incontrare rappresentanti del governo italiano e della Santa Sede, per chiedere sostegno politico per Juan Guaido’.

Ora l’obiettivo è andare presto a nuove elezioni presidenziali. Il governo di Nicolas Maduro cadrà, assicurano i delegati, una volta convinto l’esercito a voltargli le spalle. Ma quanto tempo ci vorrà? “Non lo sappiamo, non abbiamo una sfera di cristallo – risponde Sucre – ma stiamo lavorando duro per arrivarci e il sostegno internazionale è fondamentale per raggiungere questo obiettivo. Stiamo facendo pressioni anche sulle forze militari, gli stiamo chiedendo di abbandonare Maduro e tendere una mano alla popolazione”. Ci si può fidare dell’esercito? “I reparti intermedi e più bassi dell’esercito sono col Venezuela” assicura il delegato. “Stanno soffrendo le stesse pene della popolazione. Una piccola elite invece, che da anni contribuisce ai traffici di droga, oro e ogni altra attività criminale, sostiene il regime” dice Sucre. “Ma molto presto la maggior parte dei militari ci sosterrà. Di loro ci fidiamo“.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

13 Febbraio 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»