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“Pescherecci a strascico siciliani in acque protette”: la denuncia delle ong africane

ROMA - Pescherecci da traino italiani hanno effettuato "incursioni" in aree protette lungo la costa della Sierra Leone, catturando squali

Pubblicato:13-02-2019 12:01
Ultimo aggiornamento:13-02-2019 12:01

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ROMA – Pescherecci da traino italiani hanno effettuato “incursioni” in aree protette lungo la costa della Sierra Leone, catturando squali e infrangendo le stesse norme europee: lo hanno denunciato, sporgendo denuncia presso l’Ue, organizzazioni di categoria dell’Africa occidentale.

Una ricostruzione dell’accaduto è contenuta in un documento redatto dalla Confederation des organisations professionelle de peche artisanale (Coapa), che ha presentato il ricorso insieme con la Coalition pour des accords de peche equitable (Cape) e il Partenariat pour la conservation marine (Prcm).

Nel testo, rilanciato dal portale di informazione marocchino ‘Le360Afrique’ e da altre testate africane, si riferisce che “pescherecci da traino di società siciliane hanno effettuato incursioni in una zona costiera riservata alla pesca artigianale, catturando specie di squali protette nelle acque territoriali della Sierra Leone”.


Secondo le organizzazioni, attività illegali sono state compiute anche lungo la costa di altri Paesi, con l’uso di motori proibiti, anche in Gambia e Guinea Bissau.

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