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Il collezionista che scova tesori nei mercatini di Roma VIDEO

ROMA – A Roma si aggira un uomo che salva gli oggetti. Li va a recuperare nel momento più triste della loro vita, quando il proprietario li ha gettati o, peggio ancora, è morto e non può più vegliare su di loro.

E’ un momento funesto, l’inizio di una “catastrofe”, perché gli oggetti, come sosteneva Borges, non sanno che il loro proprietario se n’è andato.

Sono soprattutto stampe e libri, “la merce meno amata, giudicata ingombrante, vecchia, incapace di emettere una luce”.


Gli svuota appartamenti li caricano sui furgoni e li portano nei mercatini, da Porta Portese a Piazzale Ostiense, dove – per un giorno soltanto – vengono esposti e hanno la possibilità di essere salvati dall’immondezzaio. E’ il momento in cui compare l’uomo. Verso le quattro o le cinque di mattina, quando il sole ancora deve sorgere, è già chino su di loro. Li accarezza, li annusa, li controlla. Vuole capire cosa contengono e a chi sono appartenuti. Se la “caccia al tesoro” va a buon fine, per l’oggetto inizia una nuova vita.

L’uomo si chiama Giuseppe Garrera. E’ un insegnante di liceo, storico dell’arte, ma soprattutto collezionista. In questi anni ha scovato tesori e rarità, come l’archivio di Giovanni Macchia, poi ceduto alla Biblioteca Nazionale di Roma. A casa ha così tanto materiale da poter organizzare mostre per anni. Intanto ha aperto la prima, alla Casa di Goethe. Si chiama ‘Costellazione 1’ e raccoglie la storie di tre personaggi tedeschi che vissero a Roma: l’artista Ernst Stadelmann, lo psicoterapeuta Ernst Bernhard (che ebbe tra i suoi pazienti Fellini, Ginzburg, Manganelli, Campo) e Reinhard Dhorn, direttore dell’Acquario di Napoli.

Baudelaire ritratto da Manet

“La mia è una mostra legata al destino delle cose e al vagabondare alla ricerca di storie, di avventure, di cui Roma è piena – racconta Garrera, intervistato dall’agenzia DIRE- La metropoli è un luogo di oggetti da scovare”. Alla Casa di Goethe sono esposte rare edizioni grafiche di Manet e Renoir, una stampa originale del Cinquecento di Albrecht Durer, altre stampe di Francis Bacon, un libro con dedica di Heidegger, autografi di Ernst Bernhard e lettere inedite.

Chi visita la mostra esce con la sensazione che Roma, nonostante il degrado quotidiano, sia ancora un luogo magico.

“Spero che chi esca da qui faccia ciò che Simon Weil raccomandava alle sue allieve: prestare attenzione– sottolinea Garrera- In ogni oggetto gettato o dimenticato si possono ritrovare le storie di una vita, di una morte, di un amore. E poi uno degli elementi della caccia ai libri è che si trasforma in un’avventura fanciullesca. E’ come andare sulle giostre o in un luogo miracoloso, in cui non c’è l’ansia del denaro ma soltanto la speranza del ritrovamento”.

Garrera spiega che “l’amore per le bancarelle e i mercatini nasce dall’amore per il libro e la lettura. Credo si potrebbe fare una storia delle letteratura attraverso le letture che i poeti e gli scrittori hanno fatto comprando nelle bancarelle. Il valore economico dei libri si azzera per quell’unico giorno che sono in vendita e si possono fare acquisti a prezzi ridicoli, da racconto di Collodi. C’è quindi una sospensione economica. E’ chiaro che poi riacquistano il loro valore quando tornano nelle mai di un appassionato. Walter Benjamin dice che i libri nella bancarella stanno aspettano qualcuno che tornerà ad amarli. Ecco, è questo il tesoro”.

‘Costellazione 1’ resterà aperta alla Casa di Goethe fino al 12 marzo. Ma in programma sono già previste ‘Costellazione 2’ e ‘Costellazione 3’. “Alla fine dell’anno esporrò nuovi ritrovamenti, altre avventure- conclude Garrera- Posso anticipare che due sale saranno dedicate alla poesia visiva tedesca”.

di Alessandro Melia, giornalista professionista

13 febbraio 2017

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