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La famiglia Vacchi? Industria, estro ma anche pittura. Una mostra racconta l’opera di Sergio


BOLOGNA – Una vena artistica percorre i rami della famiglia Vacchi, industriali bolognesi cui fa capo la multinazionale del packaging Ima, guidata da Alberto, che nella scorsa primavera ha mancato per un soffio la presidenza nazionale di Confindustria. Un tassello importante di questa storia, fatta di macchine, ma anche di amore per l’arte (Fabio Vacchi è un noto compositore), va in mostra a Castenaso, terra natale di questa ‘dinasty’ bolognese, con la mostra dedicata al pittore Sergio Vacchi, scomparso un anno fa.

Per questa monografica, voluta dall’amministrazione comunale e ospitata nel palazzo comunale vecchio, sono state selezionate dalla curatrice, Claudia Collina, 39 opere che, per lo più, descrivono il rapporto dell’artista con la figura femminile, scandagliata in opere e ritratti che raffigurano la compagna di sempre, Marilena, ma anche volti noti del cinema e della cultura internazionale. L’evento, ideato con l’Ibc dell’Emilia-Romagna, ha il sostegno di Ima (che ha prestato molte opere) e la collaborazione della Fondazione Sergio Vacchi del Castello di Grotti. Peraltro, la mostra di Castenaso potrebbe aprire la strada ad un omaggio al pittore che l’amico Renato Barilli vorrebbe poter realizzare a Bologna, con un’antologica che ripercorra i sessanta anni della sua carriera. “Noi siamo motorino di avviamento per una riflessione sull’opera di Vacchi”, afferma Giorgio Tonelli, assessore alla Cultura a Castenaso. “Per ora è solo un’idea, ma bisognerebbe pensare ad un’antologica, di lui ci sono tanti aspetti da scandagliare”, spiega il cugino Daniele a margine della presentazione dell’evento.

“Il primo grande artista in famiglia fu il padre di Sergio, Giuseppe, lo zio Peppino, fondatore dell’impresa industriale assieme al fratello Luigi (padre di Marco, presidente onorario di Ima e nonno di Alberto, ndr)”, racconta Daniele. Sergio, autore molto apprezzato fin dagli anni ’50, non ha mai vissuto dell'”ipotetica ricchezza” della famiglia Vacchi. “I suoi primi collezionisti furono Carlo Ponti e Sofia Loren”, spiega il cugino. La Loren è una delle donne ritratte da pittore, assieme a Anna Magnani, Piera Degli Esposti, Marguerite Yourcenar e Greta Garbo, una vera ossessione artistica per Vacchi. “La sua è una figura che segna la vicenda artistica del secolo scorso. La mostra vuole segnare il legame con il territorio, con l’obiettivo di valorizzare tutto ciò che fa parte della fisionomia di una comunità”, sottolinea il presidente dell’Ibc, Angelo Varni. Le opere di Sergio Vacchi rimarranno esposte a Castenaso da domani fino al 12 marzo.

di Vania Vorcelli, giornalista professionista

13 gennaio 2017

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