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Haiti, sei anni dopo il terremoto: ancora 60mila sfollati

ROMA – A sei anni di distanza da quel terribile terremoto che il 12 gennaio del 2010 fece piu’ di 200mila morti e 300mila feriti, le organizzazioni della societa’ civile di Haiti hanno organizzato, come ogni anno ormai, una cerimonia per commemorare quella tragica data e ricordarne le vittime.

Nel parco Martissant, a Port-au-Prince, si sono dati quindi appuntamento ieri sia personaggi politici che gente comune e del mondo dell’attivismo civile – come il movimento femminista, che nel sisma perse alcune delle sue piu’ importanti esponenti.

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Tra questi fa sentire forte la sua voce la sociologa Daniele Magloire, che attacca il governo per via dei 60mila sfollati che vivono ancora in campi di fortuna, in condizioni precarie: “Abbiamo semplicemente spostato questi campi fuori dalla vista del grande pubblico– ha detto davanti alla folla la sociologa, come riportato da Radio France internationale- e ce ne siamo dimenticati. Questa gente vive in condizioni disumane. Ma la cosa che ci indigna di piu’- ha aggiunto- e’ che ad oggi ancora non abbiamo realizzato una stima esatta dei dispersi. E’ inaccettabile. Oltre al modo brutale in cui sono morti, sono stati anche disumanizzati”.

In effetti il bilancio oscilla ancora tra le 200 e le 300mila vittime: le autorita’ non danno grande risalto alla giornata del 12 gennaio, e hanno anche deciso di non promuoverla a ricorrenza nazionale.

13 gennaio 2016

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