Welfare

Ogni anno per l’invalidità l’Inps spende 14,5 miliardi, quasi un punto di Pil

ROMA – L’Inps spende ogni anno 14,5 miliardi di euro per l’invalidità, quasi l’equivalente di un punto di Pil. In particolare, ammonta a circa 4 miliardi di euro annui l’impatto economico delle disabilità associate ai 5 più importanti gruppi di patologie: tumori, malattie del sistema circolatorio, patologie mentali e psichiatriche, malattie del sistema nervoso centrale e malattie muscolo-scheletriche.

È quanto emerge da un’indagine condotta per la prima volta nel nostro Paese grazie a una collaborazione tra l’Inps e il gruppo di ricerca Eehta-Economic Evaluation and Hta del Ceis (Centre for Economic and International Studies) dell’Università Tor Vergata di Roma, presentata durante l’incontro +Abili – Ricerca e innovazione per il superamento della disabilità che si è svolto a Roma. L’incontro è stato promosso da PreSa – Prevenzione e Salute, un network di promozione della salute nato nel 2015 dalla collaborazione tra mondo dei media, società scientifiche, mondo universitario e associazionistico.

Nell’ambito dell’edizione di quest’anno, sono stati assegnati riconoscimenti a clinici, ricercatori e associazioni che si sono distinti nell’impegno per il superamento delle disabilità, tra cui: Aism, Associazione italiana per la sclerosi multipla, Maja Di Rocco, responsabile dell’UO Dipartimentale di Malattie rare dell’Ospedale Gaslini di Genova, per la scoperta di un algoritmo pediatrico che facilita la diagnosi precoce della malattia di Gaucher e la Nazionale di calcio amputati, fondata da Francesco Messori.

Aurilio (Presa): “La disabilità colpisce 4,5 mln italiani”

“L’appuntamento di oggi è dedicato alle disabilità, un tema importante che coinvolge 4,5 milioni di italiani“. Lo ha dichiarato Marco Trabucco Aurilio, direttore scientifico di PreSa, a margine dell’incontro ‘+ Abili, Ricerca e innovazione per il superamento delle disabilità’ che si è svolto oggi a Roma.

“Faremo il punto dei progressi della ricerca italiana in questo campo- ha continuato- e andremo ad analizzare anche l‘impatto socio-economico che queste patologie hanno sul sistema sanitario nazionale. Abbiamo inoltre deciso di dedicare dei riconoscimenti ai tanti ricercatori, ai tanti clinici che quotidianamente, lontano dai riflettori, si impegnano per superare le disabilità. Daremo un riconoscimento a chi, venendosi a trovare in una situazione di disabilità, per patologia o per trauma, non si è arreso- ha concluso- ed è diventato uno stimolo per gli altri e un orgoglio per tutti noi e per il nostro paese”.


Mennini: “Ricerca ed innovazione per il superamento delle disabilita’”

“Per quanto riguarda le disabilità nel nostro Paese l’Inps spende circa 14,5 miliardi di euro ogni anno all’interno di questa cifra i primi cinque raggruppamenti di patologie ovverosia le malattie cardiovascolari, quelle oncologiche, muscoloscheletriche, le turbe mentali psichiatriche e malattie del sistema nervoso centrale pesano per circa 4 miliardi di euro”. Lo ha dichiarato Francesco Saverio Mennini, professore di Economia Sanitaria e Politica dell’università di Roma Tor Vergata, intervenendo a margine dell’incontro ‘+ Abili, Ricerca e innovazione per il superamento delle disabilità’.

Cifre molto importanti– ha continuato- che meritano un’attenzione non solo dal punto di vista economico, ma anche dal punto di vista della qualità della vita del paziente. Una prima ricetta potrebbe essere quella di cercare di ridurre queste disabilità perché portano a una riduzione della produttività e all’abbandono del posto di lavoro, quindi c’è un disagio sociale umano importante. Si potrebbe fare garantendo un accesso precoce alle cure efficaci, una presa in carico precoce dei pazienti, migliorando e incrementando, come è stato fatto dal Ministero della Salute, anche la spesa per la prevenzione. Inoltre migliorando l’aderenza alla terapia sicuramente riusciremo a ridurre una quota importante di queste risorse che essendo finanziate dal ministero dell’Economia ed erogate le prestazioni poi dall’Inps, si garantirebbe una liberazione di queste risorse da parte del sistema per dirottarle dal sistema previdenziale al sistema sanitario. Quindi- ha concluso- si potrebbe fare questo famoso travaso di risorse che garantirebbe maggiori risorse al sistema sanitario per finanziare l’innovazione e la prevenzione“.

12 dicembre 2017
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