Bankitalia: "Sulle 4 banche c'è stata vigilanza costante dal 2008" - DIRE.it

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Bankitalia: “Sulle 4 banche c’è stata vigilanza costante dal 2008”

ROMA – “L’azione della Vigilanza è stata incalzante. Dal 2008 fino al commissariamento sono state condotte 18 ispezioni, equamente distribuite tra le quattro banche”. Lo dice Carmelo Barbagallo, capo della Vigilanza della Banca d’Italia, nel corso di una audizione davanti alla commissione di inchiesta sulle 4 banche poste in risoluzione: Cassa di Risparmio di Ferrara, Banca delle Marche, Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti e Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio.

“Ai primi esiti negativi di tali accertamenti la Vigilanza ha rafforzato i controlli. I provvedimenti assunti sono stati di intensità crescente- sottolinea- in linea con la gravità dei problemi riscontrati. Sono stati utilizzati tutti gli strumenti a disposizione richiedendo piani di rafforzamento patrimoniale, il ricambio degli organi amministrativi e di controllo, l’aggregazione con altre banche. Le irregolarità sono state portate tempestivamente a conoscenza dell’Autorità Giudiziaria. Nel periodo considerato, si contano più di venti riferimenti d’iniziativa a 7 diverse Procure. Sono state irrogate oltre 140 sanzioni a persone fisiche, per un totale di 13,4 milioni. La collaborazione con la Consob – che ha avuto a disposizione, a partire dal protocollo del 2012, un flusso continuo di dati economici, patrimoniali e di rischiosità – si è svolta nell’alveo di una prassi generalizzata e degli accordi esistenti, che prevedono comunicazioni di sintesi dell’azione di Vigilanza”.

Barbagallo ricorda che “le risposte delle quattro banche alle sollecitazioni della Vigilanza sono state insoddisfacenti: i rafforzamenti patrimoniali non si sono talvolta nemmeno realizzati; i ricambi degli esponenti di vertice non ne hanno migliorato i comportamenti; la pervicace difesa dell’autonomia ha scoraggiato la ricerca di potenziali acquirenti”.

BANKITALIA: GOVERNANCE DELLE 4 INADEGUATA, FONDAZIONI DOMINANTI

“La crisi delle quattro banche poste in risoluzione il 22 novembre 2015 trae origine da cause comuni: governance inadeguata, politiche di erogazione imprudenti, comportamenti irregolari“, spiega Barbagallo. “La crisi economica ha fatto deflagrare fragilità già esistenti impedendo, in un contesto normativo europeo radicalmente mutato, l’utilizzo degli strumenti di soluzione delle crisi sperimentati in passato”, continua. “La governance delle quattro banche è risultata fortemente inadeguata in tutte le sue articolazioni: la proprietà non ha svolto il ruolo di selezione e vaglio dei vertici aziendali; il Consiglio di amministrazione e il management non hanno realizzato un modello di gestione sano e prudente; i meccanismi di controllo interno non hanno funzionato”, insiste il capo della Vigilanza di via Nazionale. Sulla qualità della governance di tre di queste banche (Marche, Chieti e Ferrara) ha inciso “la strategia delle Fondazioni, volta a conservare un ruolo dominante; ne sono conseguiti una riluttanza a ricorrere al mercato dei capitali e atteggiamenti ostili a soluzioni aggregative. Di segno non diverso i problemi della Popolare dell’Etruria, dove al debole controllo degli azionisti ha fatto riscontro l’autoreferenzialità dei vertici aziendali, decisi a mantenere condizioni di autonomia anche a fronte di una situazione sempre più critica”, conclude.

BANKITALIA: MAI CHIESTO NÈ INCORAGGIATO FUSIONE BANCA D’ETRURIA CON VICENZA

La Banca d’Italia non ha chiesto né incoraggiato né tanto meno favorito la Popolare di Vicenza ad acquisire Banca Etruria; per altro verso, in quel momento la Vigilanza non disponeva di elementi per contrastare a priori tale iniziativa che, se si fosse tramutata in istanza formale, sarebbe stata approfondita”, dice Barbagallo.

12 dicembre 2017
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