La minoranza del Pd si riunisce: teatro pieno per Cuperlo, Reichlin scalpita ma resta e tifa

cuperlo_minoranza pdNessuna scissione, il Pd si cambia da dentro. Il ministro Boschi non deve dimettersi, ma se il premier Renzi lasciasse la segreteria del partito sarebbe molto meglio. E soprattutto: senza Cuperlo e Bersani “il Pd non esiste, perché la sinistra non è il problema ma la soluzione”. La minoranza del Pd si riunisce al teatro Vittoria di Testaccio e fa il punto sulla propria presenza nel partito di largo del Nazareno. Mettendo in ordine priorità e posizioni della corrente. Il teatro è strapieno, alcune persone restano fuori, dove è allestito un gazebo con schermo e altoparlanti per seguire l’assemblea anche dal parco di piazza Santa Maria Liberatrice.

Peccato solo che la sicurezza reclutata per dirigere il traffico umano dei militanti sia maleducata e aggressiva, come testimoniano le urla e le parolacce volate in strada intorno alle 11 mentre dal palco parlava Roberto Speranza. I ‘vigilantes’ alzano la voce, allontanano malamente le persone, sbarrano le porte (che riaprianno dopo mezzogiorno).

In sala ci sono alcuni parlamentari del Pd: Cuperlo, Pollastrini, Bersani, Gotor, Giorgi, Lo Moro, Stumpo, l’ex ministro Visco, Alfredo Reichlin. Ci sono i due Guerini: il deputato semplice Giuseppe e Lorenzo, vicesegretario del partito, Smeriglio di Sel. Si comincia con la colazione offerta in piazza: caffè, pandoro e panettone per tutti. Poi dentro al teatro si apre con un video su Parigi (immagini toccanti, musica di Eddie Vedder). Speranza chiede di non chiamare questa giornata “antileopolda”. Sul palco ci sono dei ragazzi che smanetteranno tutto il giorno col pc, “sono i twittatori”, spiega la presentatrice. Che quattro ore dopo l’avvio, quando Gianni Cuperlo sale sul palco per chiudere la giornata, lo esorta: “Il nostro hashtag #ilpdnelmondochecambia è terzo nei trending topic”. Lui la fissa, poi si gira verso il pubblico: “Non capisco di cosa parla”. Risate.

teatro minoranza pdIl più sollevato di tutti, quando Cuperlo prende la parola alle 14 passate, è Alfredo Reichlin. Ha 90 anni, è in prima fila dalla mattina. Ha ascoltato quasi tutti gli interventi, solo verso le 13 è uscito dal teatro Vittoria. “Sono andato a mangiare la pizza”, dice tornandosi a sedere accanto a Visco. L’ex ministro, affamato, lo guarda con invidia. Gli bisbiglia qualcosa e Reichlin tira fuori una provvidenziale tavoletta di cioccolato. Visco gradisce e torna a sorridere. Verso le 14, però, Reichlin comincia a spazientirsi sul serio. Sul palco salgono dei giovani amministratori che parlano di Twitter, Google, citano Steve Jobs. “Ma chi è questo?”, domanda l’ex partigiano. “Questo povero Cuperlo non lo fanno parlare”, si lamenta. Continuano gli oratori e allora lui strattona Cuperlo per la giacca: “Sono le due, devi parlare tu”.

Quando arriva quello che sembra il momento propizio, sale invece sul palco l’ex deputato Giorgio Merlo. “Chi è questo suicida?”, lo fulmina Reichlin. Merlo, però, dal palco cita un articolo dello storico comunista e allora lui s’illumina e ironizza: “Questo ragazzo si farà”.

di Antonio Bravetti – giornalista professionista

12 Dic 2015
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