Roma, delibera Grancio su immobili abbandonati: “Non luoghi diventino pubblici”

La proposta presentata questa mattina con il sindaco di Napoli De Magistris e l'ex assessore all'urbanistica Berdini

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ROMA – Uno strumento permanente di intervento a disposizione del Campidoglio per intervenire sui cosiddetti ‘non luoghi’, quei circa 440 fra aree ed edifici dismessi, in disuso o abbandonati – da fabbriche a cantieri e terreni incolti i cui proprietari si rifiutano di intervenire in manutenzione per non affrontare i costi – che si trasformano in relitti urbani, catalizzatori di degrado spesso anche sociale, e che a Roma occupa 1.100 ettari di territorio, per una superficie lorda stimata di 1,3 milioni di metri quadrati.

È il contenuto della proposta di delibera depositata in Assemblea capitolina dalla neo consigliera comunale di Dema, Cristina Grancio, ex dissidente M5S poi espulsa e passata al gruppo misto, presentata stamattina alla Biblioteca Angelica di Roma insieme all’urbanista ed ex assessore della Giunta Raggi, Paolo Berdini e al sindaco di Napoli e presidente di Dema, Luigi de Magistris.

La proposta integra il Regolamento generale edilizio di Roma del 1934 prevedendo la diffida del sindaco ai proprietari di immobili o beni abbandonati da almeno 5 anni a eseguire interventi di ripristino e messa in sicurezza: in caso di inadempienza dopo 90 giorni l’amministrazione interviene in danno e applica una sanzione di 200 euro al metro quadro, mentre i proprietari che manifestano disponibilità alla riqualificazione avranno la possibilità di ottenere in via temporanea destinazioni d’uso per servizi culturali, ricreativi e commerciali (mercatini, mostre o spettacolo, come già fatto nelle ex caserme di via Guido Reni o al Maam di via Prenestina).

Nei casi di inadempienza accertata all’immobile verrà attribuita in via definitiva la destinazione a verde pubblico e servizi pubblici di livello locale: i proprietari e le loro società non potranno più ricevere alcun titolo dall’amministrazione, che dal canto suo si rivarrà sull’immobile fino a poterne determinare le condizioni per l’acquisizione pubblica.

GRANCIO: DECORO URBANO E’ PARTE DEL BENE COMUNE

Questa delibera, ha spiegato Grancio, “parte dalla cronaca quotidiana che tutti viviamo a Roma e che mi ha molto toccata, facendomi sentire offesa e ferita. Non sapendo cosa sarebbe successo sabato scorso, con la sindaca Raggi che attendeva la sentenza, mi sono adoperata con Napoli con cui avevo già collaborato su beni comuni per elaborare velocemente una risposta politica a quello che sta accadendo in citta“.

È una delibera, ha sottolineato la neo aderente a Dema, “che dà al sindaco gli strumenti per poter intervenire sulla proprietà privata quando questa latita e lascia gli immobili in attesa di poterne fare una speculazione edilizia, che riguarda il 90% dei casi. In questo modo mettiamo in guardia la proprietà privata che il decoro urbano fa parte del bene comune che è di tutti i cittadini, perché crea scollamento tra i vari pezzi della città. Mi si dirà che è solo una modifica al regolamento in attesa di una legge regionale, ma visto cosa è successo e quello che poteva succedere sabato, penso che la politica debba cominciare a dare risposte”.

DE MAGISTRIS: PIAZZE DI SPACCIO DIVENTANO PIAZZE DI LEGALITA’

A Napoli, ha spiegato de Magistris, “siamo andati in luoghi in cui c’erano processi di autogoverno, autogestione e usi civici, prima a stringere loro la mano perché facevano qualcosa di importante, poi abbiamo scritto tantissime delibere insieme. Parliamo di 15 luoghi abbandonati che oggi sono beni comuni in cui si fa di tutto, teatro, cultura, lingua, in sostanza le piazze di spaccio diventano piazze di legalità. Qualcuno per offendere li chiama centri sociali ma sono molto di più, sono comunità di abitanti che hanno deciso di riprendersi luoghi abbandonati, sia privati che pubblici. Sono tutti luoghi che fanno paura all’ordine costituito, tanto che nel dl Sicurezza si innalza la pena per le occupazioni, e non le occupazioni della criminalità come vogliono farci credere, ma le occupazioni liberate, introducendo anche la possibilità di intercettazioni telefoniche. Il degrado non si elimina punendo i poveri, ma imponendo a chi quel degrado l’ha causato di riqualificare”.

BERDINI: SPOSTARE RISORSE DA OPERE INUTILI A RECUPERO DELLE CITTA’

Secondo Berdini “come Roma, Napoli ha molti immobili vittima di incuria e degrado ma l’amministrazione ha capito che c’è lo spazio e la possibilità di intervenire e riprendersi il futuro della città. Sappiamo bene delle difficoltà economiche di Napoli, i bilanci dei Comuni sono ridotti all’osso ma prima di chiedere finanziamenti al Governo c’è bisogno che ci sia un pensiero diffuso che cominci a porre la questione: bisogna spostare le poste di bilancio da opere inutili e dissennate al recupero delle città, serve un rifinanziamento delle città”.

 

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12 Novembre 2018
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