Più Calenda che Renzi: Zingaretti cerca “discontinuità”

Il governatore del Lazio e candidato alle primarie dem: "Bisogna aiutare a ricostruire una nuova speranza senza arroganza"

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ROMA – “Quali sono le differenze tra me e Calenda? Se si dialoga le differenze si superano. Calenda è un interlocutore prezioso per costruire un’alternativa a questo Governo, quando era ministro ha messo al centro il diritto delle persone spesso schiacciate dall’economia globale o dalle multinazionali. Ma serve un fronte, che sia Zingaretti o Calenda nessuno va da nessuna parte da solo”. Lo ha detto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, candidato alla segreteria del Pd, intervenendo alla trasmissione Omnibus su La7.

“Renzi- continua Zingaretti- dovrebbe essere una delle figure che entrano a far parte di questa alternativa, ma è altrettanto vero che gli italiani si aspettano rinnovamento e discontinuità partendo dal cambiamento del gruppo dirigente”.

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“BELLE PAROLE GENTILONI, AL LAVORO SENZA ARROGANZA PER UNITA'”

“Quelle di Gentiloni sono state bellissime parole che mi hanno fatto piacere. Dobbiamo puntare sulla rigenerazione di un campo di forze, il tema non è solo il Pd ma se guardo le piazze di questi giorni, da Torino a Roma, vediamo che le illusioni si stanno trasformando in grandi delusioni. C’è un processo di reazioni civili delle persone che dicono no e il Pd deve avere il massimo dell’umiltà e del cambiamento, e il congresso è utile se serve a questo”. Lo ha detto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, candidato alla segreteria del Pd, intervenendo alla trasmissione Omnibus su La7.

“Bisogna aiutare a ricostruire una nuova speranza senza arroganza. Negli ultimi anni abbiamo litigato senza discutere, noi dobbiamo discutere senza litigare. Non bisogna fermare le pluralità ma guidarle insieme in punti di sintesi, questa è l’unità”, ha aggiunto Zingaretti.

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12 Novembre 2018
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