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Benin, i senatori di Haiti in missione contro gli zombie

ROMA – Qual è la giusta condanna per i sacerdoti vudù colpevoli di zombificazione? Alcuni senatori di Haiti, incaricati di riformare il codice penale del loro Paese, si sono recati in cerca di risposte nelle terre d’origine africane delle credenze nello spirito e nell’invisibile. Per la precisione in Benin, da dove partirono schiavi i loro antenati e dove il vudù è religione ufficiale.

“Siamo qui per vedere come i fenomeni irrazionali sono affrontati sul piano della giurisprudenza” ha spiegato Jean Renel Senatus, a capo della missione. Dichiarazioni rilasciate all’ombra della statua di Toussaint Louverture, lo schiavo afroamericano che guidò la rivolta anti-francese di Haiti culminata nel 1804 nella proclamazione del primo Stato nero indipendente. La scultura non è lontana dalla Porta del non ritorno, a Ouidah, da dove presero il mare in catene dieci milioni di africani e il vudù andò alla conquista di Haiti, del Brasile e della Louisiana.

E i senatori, perché hanno percorso al contrario la rotta degli antenati? Cercavano lumi su come gestire i crimini legati alle pratiche occulte. Nelle bidonville e nelle aree rurali di Haiti, dove l’autorità dello Stato è impalpabile come lo spirito vudù, i contenziosi sono risolti spesso con l’aiuto di sacerdoti e stregoni. E più volte si è indagato su pozioni di tetrodossina secreta dal pesce palla o altre droghe paralizzanti somministrate per provocare la morte apparente della vittima e poterne poi disporre a piacimento come zombie, annullandone la volontà e rendendola schiava.

Nonostante nella legislazione del Benin non siano previste sanzioni specifiche per i riti vudù, i senatori haitiani hanno detto di aver raccolto elementi utili durante la loro missione. Uno degli antidoti individuati sarebbero i Consigli dei saggi, organismi composti da anziani e sacerdoti ai quali nei villaggi africani è riconosciuto un ruolo chiave per dirimere i conflitti. “Qui le comunità rispettano la tradizione mentre nel nostro Paese non è più così” si sono sorpresi i senatori, che hanno dato la colpa ai “condizionamenti della vita moderna” e alla “vicinanza agli Stati Uniti”.

di Vincenzo Giardina, giornalista professionista

12 novembre 2017

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