Il lavoro in DIREtta, ecco le notizie dal territorio - DIRE.it

Il lavoro in DIREtta, ecco le notizie dal territorio

Il mondo del lavoro e non solo. Ogni giorno in Italia il tema dello sviluppo economico, dei rapporti tra imprenditori e lavoratori assume i contorni piu’ diversi. Qui la ragione di ‘Lavoro in DIREtta’ lo speciale della Dire in collaborazione con i colleghi di Rassegna (www.rassegna.it). Buona lettura

REGIONE LAZIO. IMPEGNO PER TIROCINANTI GIUSTIZIA Oggi nella sede della Regione Lazio in Via della Pisana si è svolto l’incontro tra la Fp Cgil di Roma e Lazio i coordinatori dei tirocinanti della Giustizia e alcuni Consiglieri regionali per dare corpo agli impegni assunti al tavolo di agosto e del 23 ottobre scorso presso l’assessorato al Lavoro della Regione. “L’incontro è stato proficuo – si legge in una nota sindacale – sia per sollecitare una immediata conclusione della convenzione con il ministero che garantisca il rientro immediato nei tribunali della Regione dei 430; sia per la volontà ribadita di individuare nuove risorse per i restanti 9 mesi del 2016 per tutti coloro che resteranno fuori dalla selezione dell’Ufficio del Processo che per la nostra Regione coinvolgerà una platea di 197 tirocinanti”. “Inoltre i Consiglieri -prosegue la nota – si sono impegnati ad attivare le interlocuzioni necessarie, non più rinviabili, tra la Regione, i Parlamentari e Sottosegretari della Giustizia per individuare un percorso strutturato con le relative risorse che garantiscano una soluzione di prospettiva alla lunga esperienza di precarietà di questi lavoratori. La Fp Cgil di Roma e Lazio seguirà, come in tutti questi anni, con il massimo impegno e serietà l’evoluzione della vertenza, vigilando sul rispetto degli impegni assunti dalla Regione”.

ISTRUZIONE, 17/11 FLC, STUDENTI E ASSOCIAZIONI INCONTRANO PARLAMENTARI Martedì 17 novembre alle ore 13, presso la Sala Nassirya del Senato, una delegazione della Flc Cgil, del Coordinamento degli studenti universitari di Link, dell’Adi e dei ricercatori del Coordinamento ricercatori non strutturati, incontreranno i parlamentari delle Commissioni Cultura e Istruzione delle due Camere. L’incontro sarà aperto alla stampa. Al centro del dialogo con in parlamentari vi sono i rischi e la necessità di emendare parti rilevanti della Legge di Stabilità in materia di Università e Ricerca. Forniremo infatti alcuni punti qualificanti sui quali cercare assieme vie d’uscita percorribili per porre un freno immediato alla grande emergenza che sta colpendo l’intera Università italiana e lo stesso mondo della Ricerca. Pertanto, elenchiamo qui di seguito i 7 punti che, se modulati come emendamenti ad hoc, a nostro avviso, potrebbero ridare linfa vitale alla nostra Università e restituirle la dignità e il prestigio che merita. Le richieste condivise con Adi, Link e Coordinamento ricercatrici e ricercatori non strutturati riguardano le seguenti esigenze: il reintegro del Fondo di Finanziamento Ordinario di 800 milioni di Euro, cioè quanto tagliato dal 2009 ad oggi; l’aumento del Fondo Integrativo Statale per garantire la copertura delle borse di studio e per dare risposta all’emergenza Isee; una riforma tassazione studentesca e “no tax area” fino a 23.000 euro di Isee; un piano pluriennale di reclutamento di ricercatori a tempo determinato di tipo b che ne preveda 5000 all’anno per 4 anni in modo da mettere in sicurezza i nostri atenei e dare risposte ai tanti precari che hanno tenuto in piedi la didattica e la ricerca nell’ultimo decennio; lo sblocco del turn-over per tutte le figure dell’ Università e l’abolizione del sistema dei punti organico, insieme alla separazione delle risorse destinate al primo reclutamento da quelle per il passaggio dalla seconda alla prima fascia e dal ruolo a esaurimento dei ricercatori a tempo indeterminato a quello dei professori associati; un finanziamento a sostegno delle borse di dottorato che consenta la copertura di tutti i posti banditi; il mantenimento delle somme destinate all’edilizia universitaria.

TOSCANA, 13/11 SCIOPERO REGIONALE LAVORATORI RFI Domani venerdì 13 novembre in Toscana, i lavoratori di Rfi addetti al controllo e la gestione della circolazione dei treni regionali scioperano otto ore, dalle 09.01 alle 17.00. Lo rende noto la Cgil regionale. “Le pesanti carenze – spiega – di personale impiegato nella gestione della circolazione dei treni che opera nelle stazioni e nelle sale di comando di Firenze Campo Marte e Pisa non trovano soluzione poiché Rfi ha bloccato da tempo ogni forma di turn over all’interno di questo importante settore. Tali carenze unite alla continua riorganizzazione del settore hanno modificato l’organizzazione del lavoro con pesanti ricadute sul personale con modifiche costanti ai turni di lavoro ed il continuo ricorso a straordinari”. La nota quindi prosegue: “Gli effetti di questa situazione si traducono in effetti negativi anche sul servizio offerto ai cittadini. La scelta di desertificare il territorio dalle figure addette al controllo e la gestione della circolazione nella logica dell’accentramento in pochi posti di comando e controllo a nostro avviso è sbagliata e dannosa con ripercussioni negative sul servizio. I lavoratori da anni si confrontano con inefficienze organizzative e con una politica aziendale volta solo al contenimento dei costi, che non tiene conto della disciplina contrattuale e degli accordi sindacali sottoscritti, e si adopera a mettere in atto continue forzature che tendono a peggiorare le condizioni di lavoro del personale, cercando di screditare il lavoro delle rappresentanze sindacali che negli ultimi anni si sono spesi a governare responsabilmente un processo riorganizzativo pesante in un settore fondamentale ed assolutamente complesso”.

FRIULI. SINDACATI, SU SCONTI BENZINA SERVE EXIT STRATEGY “Non è la prima volta che Cgil, Cisl e Uil sollevano la questione delle risorse destinate al regime di benzina agevolata in Fvg e della loro entità. Sappiamo benissimo che la concorrenza con la Slovenia e con l’Austria costituisce un grosso problema competitivo e comporta preoccupazioni anche per l’occupazione. Ma sappiamo da tempo, come lo sanno la politica e le associazioni di settore, che quel regime è appeso al filo sempre più sottile della procedure di infrazione europea”. E’ quanto si apprende in una nota dei sindacati friulani. “Del resto – spiegano – la necessità di una riflessione complessiva sulla questione della distribuzione, compresa la possibilità di agire sul fronte fiscale attraverso un approfondimento col Governo, è confermata dal paradosso che nel vicino Veneto il prezzo ordinario è più basso e che dunque il provvedimento regionale ha finito per drogare il mercato, riducendo all’osso i vantaggi per il cittadino. In sede di discussione sulla legge finanziaria, nella quale è stata confermata la posta per coprire una parte dell’esercizio finanziario, abbiamo perciò responsabilmente posto la questione di una exit strategy che consenta, con gli approfondimenti e la gradualità necessaria, di evitare che i contraccolpi avvengano in maniera secca creando all’improvviso una nuova sacca di disoccupazione”. I sindacati proseguono: “Crediamo che le associazioni di categoria, invece affidarsi alle invettive, farebbero bene a porsi lo stesso problema piuttosto che affidarsi soltanto alla speranza, peraltro sempre più tenue. Quanto al centrodestra – infine -, farebbe bene a ricordare di aver sollevato tempo fa, con l’ex presidente Tondo, la stessa questione. Ma in politica, si sa, è facile perdere la memoria.

BOLOGNA: FILCTEM, INCONTRO CON ISTITUZIONI SU SITUAZIONE OMAS “Nell’ambito del tavolo di crisi presso la Città Metropolitana di Bologna, ci sarà un incontro alla presenza delle istituzioni locali e di Unindustria Bologna sulla situazione di crisi che sta vivendo la societàOmas srl, marchio storico del territorio bolognese nella produzione di penne di lusso”. Lo dichiara Marco Grandi, della Filctem Cgil Bologna. “I recenti accordi di riorganizzazione definiti con le organizzazioni e i sacrifici occupazionali, stanno portando la società verso la soluzione dei problemi di bilancio e si sono verificati buoni segnali di ripresa. La società cinese O-LUXE, proprietaria del 90% del capitale della società (il 10% è di proprietà di Louis Vuitton), ha comunque manifestato l’intenzione di mettere in liquidazione l’azienda. A fronte di questo alcuni lavoratori hanno presentato una proposta di acquisto che garantirebbe non solo la continuità produttiva sul territorio bolognese, ma tutti gli attuali livelli occupazionali. Venerdì 13 novembre, presso la città Metropolitana i lavoratori e le organizzazioni sindacali chiederanno che le istituzioni difendano insieme la realtà produttiva del territorio”, conclude.

FERROVIE, ANCORA AGGRESSIONI A DIPENDENTI TRENITALIA Ancora un’aggressione a un ferroviere. È accaduto mercoledì 11 novembre nelle Marche, sulla tratta Ravenna-Senigallia. “Il fenomeno delle aggressioni ha ormai superato ogni misura: i capitreno non sono sceriffi, e non sono neanche poliziotti. L’azienda deve trovare una soluzione al problema, va garantita la sicurezza dei dipendenti e dei viaggiatori” afferma la Filt Cgil regionale, denunciando l’azione debole sia di Trenitalia sia anche delle istituzioni a tutela dei ferrovieri. Nel 2014 sono stati 309 i dipendenti di Ferrovie aggrediti, un numero in forte aumento rispetto al 2013 (quando furono 227). Nei primi cinque mesi del 2015 sono oltre 140 (117 di Trenitalia e 23 di Rete ferroviaria italiana). Per quanto riguarda gli aggressori, il numero degli stranieri (54) è di poco superiore agli italiani (41). I casi rimanenti hanno come protagonisti coloro che eseguono attività abusive a bordo dei treni. “Un vero e proprio Far West, dal Nord al Sud dell’Italia, che interessa i grandi scali, ma soprattutto le piccole stazioni di periferia, in particolare negli orari serali” continua la nota: “Il capotreno e il macchinista sono sottoposti a stress quando viaggiano sui treni più difficili, senza contare lo shock quando subiscono un’aggressione. Così come la paura di tornare al lavoro”. La Filt Cgil Marche punta l’indice sui “continui tagli alle risorse sulla sicurezza” e anche sui “tagli alle Regioni riguardo il trasporto pubblico locale”, che certamente “non agevolano il miglioramento della situazione, con organici sempre più all’osso e tratte pericolose che dovrebbero essere presidiate di più”. Per il sindacato, in conclusione, gli interventi fin qui realizzati sono troppo deboli: “Non si può andare avanti col rischio, ogni giorno, di essere aggrediti fino a quasi perdere la vita. Non è giusto nei confronti delle donne e degli uomini che, quotidianamente, fanno il loro dovere”.

12 novembre 2015
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