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DIRE Emilia-Romagna

Anche Gramsci amava i gialli. E non sopportava Sherlock Holmes

BOLOGNA – “Gramsci in giallo“. Ma questa volta il mistero della scomparsa di un fantomatico trentesimo quaderno (29 quelli consegnati alla storiografia) scritto in carcere, non c’entra niente. Non c’è l’enigma, o presunto tale, che negli ultimi anni ha agitato critici, filologi e studiosi del fondatore del Pci, al centro dei tre incontri (16, 23 e 30 ottobre) organizzati a Bologna dalla Fondazione Unipolis, la Bottega finzioni del giallista Carlo Lucarelli, l’Istituto Gramsci e le Edizioni Dehoniane, bensì un aspetto fino ad oggi poco studiato del pensiero gramsciano: il grande interesse del pensatore, che fu anche critico letterario, per il romanzo giallo, un genere snobbato dagli accademici, cui tuttavia Gramsci riconosceva la capacità di raccontare la società e la complessità del potere.

La statua di Sherlock Holmes a Londra

Non a caso, il primo dei tre incontri, che si terranno nell’oratorio di San Filippo Neri, prenderà le mosse da una lettera inviata il 6 ottobre del 1930 da Gramsci alla cognata Tatiana, che gli aveva inviato in carcere le novelline di Chesterton: da qui nasce un confronto tra Padre Brown, protagonista dei racconti di Chesterton e Sherlock Holmes, l’investigatore più famoso della storia della letteratura gialla. Alla fine il verdetto dell’intellettuale italiano è implacabile e pende totalmente dalla parte di padre Brown, che, a suo dire, fa apparire Holmes come “un ragazzetto pretenzioso“. Perché?

Sherlock Holmes è il poliziotto protestante che trova il bandolo di una matassa criminale partendo dall’esterno, basandosi sulla scienza, sul metodo sperimentale, sull’induzione. Padre Brown è il prete cattolico che, attraverso le raffinate esperienze psicologiche date dalla confessione e dal lavorio di casistica morale dei padri, pur senza trascurare la scienza e l’esperienza, ma basandosi specialmente sulla deduzione e sull’introspezione, batte Sherlock Holmes in pieno”, scriveva alla cognata Gramsci, che a Chesterton riconosceva anche una maggiore qualità della scrittura.

Carlo Lucarelli

E’ vero, padre Brown ha più frecce al suo arco“, ammette Lucarelli che nel primo dei tre incontri di “Gramsci in giallo”, dedicato proprio ai due personaggi letterari, si confronterà con il biblista belga Jean-Luis Ska e l’italianista Gian Mario Anselmi. Il dialogo sarà introdotto da Chiara Daniele, responsabile della sezione ‘Epistolari’ dell’edizione nazionale delle opere di Antonio Gramsci, coordinato dallo scrittore Paolo Di Paolo e accompagnato dalle letture di Lino Guanciale (per lo più da testi di Gramsci stesso). Lo scrittore, autore della trasmissione di successo “Blu Notte“, confessa di prediligere Sherlock Holmes. “E’ più ottuso, perchè molto più rigido, ma mi sta più simpatico, perchè più negativo, psicopatico, pieno di problemi e contraddittorio”, spiega.

Non si stupisce, invece, Lucarelli dell’interesse di Gramsci per il romanzo giallo, testimoniato non solo nella lettera a Tatiana, ma anche il altri passaggi dei suoi scritti dal carcere.”Sarebbe stato strano il contrario, che non si fosse interessato di una genere popolare che, in fondo, racconta ciò che non funziona nella società, la repressione poliziesca, gli aspetti sociali del crimine, fa un analisi del potere, ha la capacità si raccontare la realtà e di essere anche politicamente scorretto”, osserva lo scrittore.


L’interesse di Gramsci non riguarda solo i protagonisti, ma soprattutto i lettori e il successo di un genere che si confronta con il potere e con il rapporto con il potere, non solo dei suoi protagonisti, ma anche dei lettori. La rassegna proseguirà il 23 ottobre (sempre alle 17.30, ingresso gratuito) con “Brividi nazional popolari, l’attualità del romanzo giallo”, un dibattito tra Carlo Lucarelli, Marcello Fois e Alessandro Zaccuri, con la proiezione di una videointervista di Lucarelli ad Andrea Camilleri. Ultimo appuntamento il 30 ottobre con “Tutti i colori del giallo. Letteratura, fiction e potere” con Carlo Lucarelli, Maurizio De Giovanni e Marco Vichi. Coordina Marino Sinibaldi, direttore di Radio Tre.

di Vania Vorcelli, giornalista professionista

12 ottobre 2017

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