Report della Commissione finanze dell’11 settembre

SAN MARINO – Respinto con 7 voti contrari e un favore l’Odg delle opposizioni volto a interrompere la trattativa di vendita dei Crediti Delta. Sds Celli: “Entro il 15 ottobre Cassa deve formalizzare l’assenso all’offerta di Cerberus, entro il 30 ottobre dovrebbe esserci la proposta definitiva”, con la conclusione della trattativa.

Fusioni bancarie e vendita dei crediti Delta al centro dei lavori odierni con cui si è aperta la Commissione consiliare Finanze. In comma comunicazioni infatti non sono mancati i riferimenti e le richieste da parte dei commissari di opposizione di una riflessione più approfondita della Commissione sul processo di integrazione al vaglio di Cassa di Risparmio e Banca di San Marino. A riguardo, il Segretario di Stato per le Finanze Simone Celli ha ribadito come il governo abbia un orientamento favorevole sull’operazione “affinché il sistema finanziario locale possa riorganizzarsi in un ottica di consolidamento”.

Quindi è seguito il riferimento dello stesso Segretario sulla cessione dei crediti Delta, in particolare quelli denominati “Detto Factor”e il successivo dibattito. In dettaglio, il Segretario ha dato lettura della Relazione inviata dal direttore di Cassa di risparmio, Dario Mancini, sul portafoglio “Crediti Arcade”con “Focus sui crediti sanitari Detto Factor”. In sostanza, la relazione spiega che i così detti crediti sanitari oggetto della trattativa di cessione che riguarda Cassa hanno un valore di recupero pari a 56 mln di euro lordi e a 39 mln di euro netti. Quindi “il valore offerto dall’investitore Cerberus- attesta la relazione- è in linea con il valore dei 39 mln di euro sopra riportato, mentre l’altro investitore che ha depositato un’offerta vincolante, offriva un valore più contenuto (circa il 38% in meno)”.

Le opposizioni, per voce di Alessandro Mancini, Ps, presentano un Odg che richiede in particolare di interrompere la trattativa di cessione dei crediti Delta di Cassa di Risparmio e nuove audizioni con Cda e collegio sindacale dell’Istituto; con il dott. Trombone, in rappresentanza della società di recupero crediti; il dott. Starri liquidatore della società Detto Factor; e il dott. Magagnoli liquidatore della società Plusvalore e Carifin Italia. Enrico Carattoni, Ssd, per la maggioranza spiega la contrarietà all’Odg: non è condivisa la premessa sulla divergenza su quanto detto già, circa il valore dei crediti, nella commissione Finanze dello scorso 4 aprile, e le audizioni in parte sono già state fatte e perciò le richieste dell’opposizione sono “non condivisibili”. L’Odg viene quindi respinto con 7 voti contrari e 6 favorevoli.

I lavori proseguono con il comma sul progetto di legge “Modifiche Statuto Azienda Autonoma di Stato per i Servizi Pubblici”, presentato dal Segretario di Stato Marco Podeschi, e si interrompono nel corso dell’esame dell’articolato che riprenderà nella seduta di domani mattina.

Di seguito estratti degli interventi odierni.

Comma 1, Comunicazioni

Teodoro Lonfenini, Pdcs
Sul processo di integrazione di due banche, sono impressionato dalla superficialità con cui operazioni così scientifiche sotto il profilo del tecnicismo bancario e finanziarie possano essere alla portate delle chiacchiere da bar, di tutti, come se si stesse trattando di qualcosa di banale. Io pretendo una valutazione in Commissione, è una pretesa legittima.

Alessandro Mancini, Ps
Chiederie al Segretario una risposta sulla proposta legislativa che riguarda la questione Asset e le sue azioni subordinate. Vorrei capire, al momento che ha depositato questo Pdl, i tempi della Segreteria Finanze. Il decreto parlava di restituzione di un rimborso integrale, il Pdl ha una formula diversa ovvero prevede di emettere nuove subordinate per 5 anni con un tasso lordo dello 0,75%. Senza aprire il dibattito, perché non è la sede opportuna, chiedo quando il progetto di legge verrà in prima lettura e se c’è volontà di procedura d’urgenza. E perché si è deciso di cambiare?
In merito al progetto di fusione, non è piaciuto neanche a me come l’informazione è stata veicolata in questi giorni sui mezzi di comunicazione. Come ho detto in un recente incontro con Bcsm, non sono contrario dal punto di vista teorico a progetti di fusione-aggregazione, ma in questo momento deve avere una cornice diversa, tutti quanti conosciamo la situazione di Cassa, che è banca dello Stato, e che il bilancio ha portato a una esposizione notevole dello Stato. Prima di andare ad affrontare nuovi progetti che chiederebbero nuovi esborsi- credo si debba approfondire l’impatto anche sociale, il tema dei dipendenti, della democrazia economica di fronte a un grande polo pubblico in concorrenza con quello privato. Inviterei la Segreteria alle Finanze a coinvolgere questa commissione o il Consiglio Grande e Generale.

Francesco Mussoni, Pdcs
Si impone chiarezza e ordine in particolare su alcuni temi: Aqr, ricapitalizzazione banche, bilancio pubblico sono direttamente collegati. Sul tema del credito di imposta il governo chiarisca cosa vuole fare. Sulle aggregazione bancarie: questa fase mediatica non è stata gestita adeguatamente, mi pare inevitabile ne segue l’allarmismo. Essendo operazioni sistemiche dobbiamo fare le cose con ordine e chiarezza. Il Fondo monetario, prima di concedere linee di credito, vuole le riforme, la chiarezza sulle riorganizzazioni del sistema bancario e le dovute garanzie. Vero problema è che manca un dibattito su questi temi. Prima di andare sull soluzione Fmi bisogna ragionare come un buon padre di famiglia. Vorrei una valutazione politica sui crediti di imposta perché da questi nasce l’elemento condizionante sulla fusione. Poi, come ha chiesto il collega Lonfernini, sarebbe interessante conoscere sul progetto di aggregazione le valutazioni del governo, è un progetto che non può nascere solo dai manager, ma condiviso con la politica.

Iro Belluzzi, Psd
Ringrazio per l’incontro avuto giovedì scorso con lei Segretario e Bcsm sul tema legato all’Aqr, ma soprattutto è stata perorata la causa delle fusioni bancarie per la stabilità sistema. È una impostazione già avviata da tempo, ma lei Segretario con Adesso.sm ha spinto per far esplodere le criticità che tutti noi conosciamo. E’ un deja vu’, percorsi non oculato svolti dalla sua Segreteria e dal governo e da una certa Bcsm dovevano e dovranno portare a quelle conseguenze che consideriamo ancora evitabili.

Federico Pedini Amati, Mdsi
Non h omai avuto risposta a domanda che feci in Consiglio Grande e generale, mi risultava dovesse rientrare in Cassa di risparmio un prestito a Leiton, holding lussemburghese, di 13, 5 mln di euro di 10 anni fa. Sempre verso Cis risultaun prestito di 14 mln di euro dato da Bcsm che sarebbe dovuto rientrare, anche lì non ci è data notizia. Ora andiamo verso la fusione della banca di Stato e di una banca privata, si sente parlare di fusione di istituti bancari privati, ma sulla base di cosa?

Roberto Ciavatta, Rete
Un chiarimento: i 13 mln e mezzo di euro cui si riferisce il commissario Pedini era prestito fatto da Cassa a uno dei soci di Banca Cis con cui ha comprato Leiton che a sua volta controlla Banca partner e Cis. Alla scadenza Cassa avrebbe dovuto recuperarli e anche gli interessi. Siccome banca Cis ha appena ricapitalizzato per 15 mln di euro mi chiedo: è interesse dello Stato, attraverso la banca dello Stato, o no il pretendere la restituzione? Credo che se gli amministratori di Cassa stanno facendo l’interesse della Cassa e dello Stato devono pretendere il rientro di quei 13, 5 mln di euro.

Roberto Giorgetti, Rf
Concordo con il consigliere Mancini che non è questo luogo per entrare nel merito del Pdl sulle obbligazioni, lo vedremo in prima lettura, ma rimarco il fatto che questo Pdl, depositato per iniziativa della maggioranza, ha per obiettivo quello di implementare una sensibilità di tutela di certe categorie di risparmiatori, in un ambito in cui la quasi totalità dei paesi europei non sono tutelati. Chi ha investito in obbligazioni subordinate altrove le ha perse. E’ un voler segnalare una certa sensibilità. Ben vengano i contributi per migliorare la legge.

Simone Celli, Sds Finanze
Sulla legge che prevede il rimborso totale delle obbligazioni, mi ritrovo nella risposta el commissario Giorgetiti. Sul processo di consolidamento a cui il governo, in sinergia con Bcsm, sta lavorando sul settore bancario locale: come già sostenuto a più riprese, il governo ha un orientamento favorevole affinché il sistema finanziario locale possa riorganizzarsi in un ottica di consolidamento, stimolando processi aggregativi. In qualità di socio pro-tempore di Cassa di risparmio, abbiamo dato mandato generale ai fini esplorativi al management di Cassa per valutare ipotesi di aggregazioni con altre realtà locali. La governance ha individuato come possibile interlocutore Banca di San Marino, credo le prese di posizioni puntuali di Cassa e Bsm abbiano perimetrato lo stato dell’arte, c’è in atto una valutazione che si avvale di supporto tecnico di una massima società di advisor internazionale, al termine dell’approfondimento verranno messe a disposizione degli azionisti delle banche tutti gli elementi di natura tecnica per valutare se è un percorso con sua validità. A quel punto, non so se ci sarà confronto con la Commissione finanze, reputo necessario il confronto anche con le parti sociali, per intraprendere il percorso allo studio in queste settimane. Mi ha fatto piacere si sia detto che non si voglia creare allarmismo, ma è distonico con le prese di posizione di alcuni membri delle opposizioni che in modo pretestuoso e infondato: in particolare esponenti di governo della scorsa legislatura hanno parlato di file agli sportelli, notizie del tutto infondate.

Questione Leiton: il governo non è mai stato ingaggiato su queste questioni, se lo fosse, nostra indicazione alla direzione generale di Cassa è quella di tutelare al massimo la comunità sammarinese e Cassa di risparmio. Non conoscendo e non avendo avuto coinvolgimento nella vicenda, riteniamo devono essere tutelati l’interesse di Cassa e quelli dei cittadini che ne sono in definitiva soci.

Comma 2. Riferimento del Segretario di Stato per le Finanze e Bilancio sulla cessione dei crediti del Gruppo Delta con riferimento ai crediti “Detto Factor”.

Simone Celli, Sds Finanze

Dò lettura della Relazione inviatami dal direttore di Cassa di risparmio, Dario Mancini.

(…)

Focus- Crediti Sanitari Detto Factor

“Al 31 dicembre 2017. Detto Factor detiene crediti verso clientela denominati crediti sanitari pari a un valore nominale di 115 mln di euro iscritti a bilancio 2017 della finanziaria per 23,1 mln di euro. Tali crediti risultano in parte compresi nel Portafoglio Arcade (oggetto del processo di vendita avviato da Sgdc nel 2016), mentre un’altra parte di essi è stata esclusa dal perimetro della vendita per motivazioni a CRSM mai formalizzate. Riepilogando:

-crediti sanitari compresi nel portafoglio Arcade: GBV 59 mln di euro;

– crediti sanitari non compresi nel Portafoglio Arcade: GBV 56 mln di euro.

I liquidatore dott. Starri ha fornito anche una propria stima (stime riportante anche nella Relazione di aprile 2018) sul valore di recupero lordo di tale crediti quantificandoli in

– crediti sanitari compresi nle portafoglio Arcade: valore di recupero lordo pari a 56 mln di euro, valore di recupero netto (costi di recupero e gestione stimati in 30%) pari a 39 mln di euro;

– crediti sanitari non compresi nel portafoglio Arcade: valore di recupro lordo pari a 37 mln di euro, valore di recupero netto pari a 26 mln di euro.

Il valore offerto dall’investitore Cerberus è in linea con il valore dei 39 mln di euro sopra riportato mentre l’altro investitore che ha depositato un’offerta vincolante, offriva un valore più contenuto (circa il 38% in meno)”.

Francesco Mussoni, Pdcs
In definitiva, sono stati ceduti o no questi crediti? La media di cessione qual’è? Attorno il 7%? E se sottraggo il peso di questi crediti, la percentuale dei recuperi è più bassa? Qual è la percentuale di cessioni crediti, detratta quell dei ‘decto facto’?

Roberto Ciavatta, Rete
Le valutazioni fatte nel 2016 facevano svalutazioni ampiamente più abbondanti di quelle di Romito& co., e quella svalutazione fatta nel famoso bilancio ha determinato il prezzo venduto. Come Stato si dovrebbe favorire il maggiore recupero possibile dei crediti Npl Delta, dobbiamo cercare di capire come limitare i danni. Il bilancio da mezzo miliardo di buco di Cassa ha indebitato paese per 25 anni e costringe il governo a dire che c’è bisogno di un debito internazionale e di stringere la cinghia. Qual è la recuperabilità dei crediti del pacchetto e cosa si sta facendo per recuperarli? Ci sono una serie possibili recuperi: crediti sanitari valgono 56 mln di euro, non 39 mln., non ci sono costi di recupero. Abbiamo dovere di metterci nelle condizioni e nel chiedere con forza che quei crediti vadano aggrediti ad oggi non sta succedendo.

Teodoro Lonfernini, Pdcs
Torniamo al 4 aprile, data in cui abbiamo svolto commissione Finanza unitamente al rappresentante società gestione recupero crediti, dott. Trombone e Cda Cassa. E’ stata commissione intensa, abbiamo appreso serie di informazione su un lavoro che veniva avanti da tempo e oggi confermato che si fa presente che l’azione parte dal 2016. Il sottoscritto e i miei colleghi si opposero a una scelta finale in quel poco tempo, mezza giornata, si chiede di arrivare al lunedì successivo, ma la proposta non fu accolta perché da governo e maggioranza c’era necessità di prendere decisione la sera stessa. Noi dell’opposizione abbiamo lasciato la responsabilità di dare una delega in bianco alla maggioranza di svendita di tutti quei crediti. Vendita presentata come circostanza perentoria al 7,5% del valore, quando sostenevamo e oggi lo confermiamo che quei crediti sono posizionati sul mercato almeno all’11%. La necessità oggi decade nella lettura della relazione: allora il presidente ci disse che i crediti sanitari non valevano nulla, oggi prendiamo atto da quelle tabelle che quei crediti inesigibile, allora privi di valore, hanno un valore di 56 mln di euro e probabilità di recupero del 95%. Come mai non abbiamo fatto azione per recuperarli noi stessi? Oggi dopo 5 mesi ancora scopriamo che non sono neanche piazzati? Dott. Trombone disse che l’operazione era immediatamente eseguibile e che a settembre ci sarebbe stato recupero al 7,5%.

Alessandro Mancini, Ps
Il collega Mussoni ha posto una domanda importante. Le ha chiesto a che punto è la trattativa di cessione, io spero che dica in risposta che non si è conclusa, perché sono a proporre alla Commissione di rivalutare tutto quanto deciso. Ci sono dati in netto contrasto a quanto detto in precedenza. E sono ancora più convinto che quei crediti sanitari li dovevamo gestire noi, ma anche che dovevamo andare a recuperare quelli non inclusi nel pacchetto perché hanno un alta percentuale di recupero e un valore superiore all’8%. Era una fonte attiva importante per Cassa. Ci sono tutti gli elementi affinché si riveda tutto quanto deciso per dare margini di introiti a Cassa superiori a quelli stimati.

Iro Belluzzi, Psd
Anche in questo caso, preoccupa mancanza completa di strategia, si fanno operazioni per tamponare esigenze del momento. Era stato detto in Commissione ‘perché non acquistare tutti i crediti sanitari?’, è stato risposto che non c’erano i soldi, ma non si fa mai approfondimento. Di qui l’importanza del confronto dentro l’Aula, le proposte potevano aver un fondamento. Mi associo all’appello di chi mi ha preceduto in cui viene chiesto- dato lo scontro avuto in aprile, perché non si potevano aspettare tre giorni, ma sono passati 5 mesi- di trovare le condizioni per cambiare la gestione della partita dei crediti delta, anche di quelli sanitari.

Federico Pedini Amati, Mdsi
Siamo a discutere di qualcosa che si è già deciso, noi spieghiamo che si recupera il meno del meno del recuperabile ma è un dialogo senza nessuno che ti ascolta. Tanto più che avevamo chiesto fosse presente Starri responsabile della gestione dei crediti sanitari. Noi vorremmo avere i dati da chi se ne occupa. Lei Segretario ci ha portato una relazione che è la parte interna di una più ampia relazione e la dobbiamo prendere per buona. E’ mai possibile che ci ostiniamo a vendere su 2 mld e 200 mln di euro a di Npl al 7,5% quindi a 165 mln di euro, guardate come si vendono in Europa tutti gli Npl e quelli sanitari che si vendono molto di più, non meno al 20-25% . Già l’altra volta l’abbiamo detto che la percentuale al 7,5% è troppo bassa. Capite che non è una transazione vantaggiosa? Non facciamo questo accordo, ci stiamo facendo derubare.

Roberto Giorgetti, Rf
Non è facile addentrarsi in questa selva di cifre, però vorrei partire da alcuni presupposti saltati a piè pari. Parliamo del valore da attribuire a una parte di questi Npl da ricondurre alla gestione finanziaria bolognese. È stato chiesto di attribuire valutazioni di acquisito a società specializzate in questo ambito, hanno partecipato diverse società, la procedura è stata certificata dall’intero Cda di Cassa, e non vi sedevano solo membri nominati dalla maggioranza nel Cda, la procedura è stata certificata anche dal collegio sindacale che ha una rigorosa responsabilità, tutte queste persone convocate qui dentro ci hanno detto chiarimento che a loro avviso che l’offerta era congrua al valore di mercato. Questo elemento mi sembra scomparse dalle analisi ascoltate. Intero Cda e collego sindacale avrebbe gestito in malafede? O si intende questo o vanno fatte analisi più approfondito. Mi sembra incongruente disconoscere quanto fatto. Rimango un po’ perplesso. M fido di più nei percorsi trasparenti pubblici e di meno a chi tende a dare valutazioni tecniche piegate a organi politici. Raccomanderei più equilibrio nel fare certe valutazioni.

Luca Boschi, C10
Non ho competenze per dare un giudizio immediato, ognuno poi ha i propri tecnici di riferimento, ma se iniziamo a dibattere tra di noi e a telefonare per farci dare spiegazioni non la finiamo più. Credo non sia questa la sede per dibattere in modo adeguato di argomenti così tecnici. Ci sono ambiti più adeguati cui la politica demanda queste analisi, quelli per esempio dei Cda nominati. Non so dire se il 30% di commissione sia adeguata o e neanche con certezza che c’è un furto e non c’è interesse di tutelare il patrimonio e gli asset di Cassa. Credo queste analisi siano da far fare a chi ne ha le competenze. Il Cda di Cassa è l’organo competente e nella sua unanimità lo scorso 4 aprile si è espresso qui dentro, così ha fatto anche il collegio sindacale presente in quella sede che potrebbe avere azioni penali per mancanza di controlli su questa operazione. Prima di prendere per buona una svalutazione pesante, le valutazioni vanno fatte dagli organi competenti.

Simone Celli, Sds Finanze, Repliche:
Ringrazio i commissari per le domande poste al sottoscritto che mi danno possibilità di fornire alcune risposte che spero possano chiarire alcuni dubbi. Sul presunto allungamento dei tempi: in aprile con l’indicazione data dalla commissione Finanze si è dato mandato di avviare le procedure di vendita. La società che ha vinto l’asta ha compiuto degli approfondimenti tecnici, compiuti anche dalla controparte, Sgcd, che è una realtà che ha una proprietà complessa e articolata. Questa dilatazione dei tempi è comprensibile e giustificabile, perché ha coinvolto oltre 90 istituzioni finanziarie e valutare il caso ha richiesto tempi tecnici che adesso però hanno una deadline precisa. Entro il 15 ottobre Cassa deve formalizzare l’assenso all’offerta di Cerberus ed entro il 30 ottobre dovrebbe esserci la proposta definitiva di Cerberus. Questo deve perimetrare il perché dalla seduta della commissione di aprile poi la trattativa si è prolungata ad ottobre.
Non ci sono discrasie sul riferimento del 4 aprile, quella parte di crediti Decto Factor non sono inseriti oggi nel portafoglio Arcade e non lo erano anche nella relazione del 4 aprile. Va segnalato, perché sembra che il Dg e il Cda di Cassa ci presentarono una situazione differente quando la situazione è quella confermata in quella relazione.

Alessandro Mancini, Ps
Abbiamo ancora un mese per poter fare delle valutazioni, è un dato importante, serve un approfondimento e un’analisi politica dettagliata. Presento l’Odg dell’opposizione, è a disposizione per un eventuale confronto con i colleghi di maggioranza.

ODG / respinto con 6 voti a favore e 7 contrari

A seguito del riferimento del Segretario alle Finanze sui crediti Delta con riferimento ai crediti Decto Factor; Preso atto che la documentazione ricevuta mette in evidenza valori, percentuali di recupero in particolare per i c.d. crediti sanitari, in contrasto con quanto illustrato nell’audizione tenuta dalla commissione ;

impegna il congresso di Stato, per tramite dei Sindaci di governo in rappresentanza del socio di maggioranza di Cassa di Risparmio, a interompere la trattiva di cessione dei crediti Delta di spettanza dela Cassa di Risparmio,

impegna altresì il Presidente della Commissione Finanze a convocare la Comm finanze con audizione

– del Cda e del collegio sindacale di Cassa di Risparmio

– del dott. Trombone, in rappresentanza della società di recupero crediti

– del dott. Starri liquidatore della società Detto Factor

– del dott. Magagnoli liquidatore della società Plusvalore e Carifin Italia.

Enrico Carattoni, Ssd

Preso atto che non c’è discrasia su quanto detto dalla commissione del 4 aprile e che le audizioni in parte sono gi state fatte, le richieste dell’ordine del giorno non sono condivisibili.

12 settembre 2018
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