Copyright, sì del Parlamento Ue. Di Maio: “Vergogna, Internet non si censura”

ROMA – “La direttiva sul diritto d’autore è una vittoria per tutti i cittadini“: così oggi il presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani, dopo il voto favorevole dell’assemblea di Strasburgo alle misure proposte dalla Commissione Ue sul copyright. La direttiva sui diritti d’autore è stata approvata con 438 voti a favore, 226 contrari e 39 astensioni

“Oggi – ha aggiunto Tajani su Twitter – il Parlamento europeo ha scelto di difendere la cultura e la creatività europea e italiana, mettendo fine al far-west digitale“.

DI MAIO: VERGOGNA DA UE, CLASSE DIRIGENTE SARÀ SPAZZATA VIA

“Una vergogna tutta Europea: il Parlamento Europeo ha introdotto la censura dei contenuti degli utenti su Internet. Stiamo entrando ufficialmente in uno scenario da Grande Fratello di Orwell. Rispetto all’ultimo voto di Strasburgo in cui non fu dato il via libera al testo finale, le lobby hanno avuto il tempo di lavorare e influenzare gli europarlamentari, i quali hanno deciso di ricredersi. D’ora in poi, secondo l’Europa, i tuoi contenuti sui social potrebbero essere pubblici solo se superano il vaglio dei super censori”. Così Luigi Di Maio su Facebook, osservando che “con la scusa di questa riforma del copyright, il Parlamento europeo ha di fatto legalizzato la censura preventiva.

Oltre all’introduzione della cosiddetta e folle ‘link tax’, la cosa più grave è l’introduzione di questo meccanismo di filtraggio preventivo dei contenuti caricati dagli utenti. Per me è inammissibile. La rete deve essere mantenuta libera e indipendente ed è un’infrastruttura fondamentale per il sistema Italia e per la stessa Unione Europea. Per questo, come ho già detto, ci batteremo nei negoziati tra i governi, in Parlamento europeo e nella Commissione europea per eliminare questi due provvedimenti orwelliani. E, statene certi, alla prossima votazione d’aula la direttiva verrà nuovamente bocciata”.

Per il vice premier “sarà un piacere vedere, dopo le prossime elezioni europee, una classe dirigente comunitaria interamente rinnovata che non si sognerà nemmeno di far passare porcherie del genere. Un messaggio per le lobby: questi sono gli ultimi vostri colpi di coda, nel 2019 i cittadini vi spazzeranno via”.

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Adinolfi (M5s): “Ha vinto il partito del bavaglio”

“Una pagina nera per la democrazia e la libertà dei cittadini. Con la scusa della riforma del copyright, il Parlamento europeo ha di fatto legalizzato la censura preventiva. Il testo approvato oggi dall’aula di Strasburgo contiene l’odiosa link tax e filtri ai contenuti pubblicati dagli utenti. È vergognoso. Ha vinto il partito del bavaglio”: così in una nota l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Isabella Adinolfi.

“Purtroppo sono stati respinti tutti gli emendamenti di stralcio che il Movimento 5 Stelle aveva presentato. In particolare, l’articolo undici che prevede l’introduzione della cosiddetta link tax, e il tredici che mira a introdurre una responsabilità assoluta per le piattaforme, nonché un meccanismo di filtraggio dei contenuti caricati dagli utenti”, ha aggiunto Adinolfi in conclusione.

12 settembre 2018
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