Scuola, studenti avvertono Governo: “Basta propaganda o ci avrete in piazza”

ROMA – In molte regioni d’Italia le scuole oggi riaprono: per tanti studenti ricomincia l’incubo del costo del proprio percorso di studi, dello sfruttamento in alternanza scuola lavoro, della didattica frontale e fine a se stessa. Lo scrive la Rete degli Studenti Medi in una nota. “Degli studenti che entrano oggi a scuola per la prima volta- si legge- uno su sei abbandonerà il percorso di studi prima di averlo terminato. Ciò accade perché da anni la scuola pubblica paga le conseguenze di tagli, investimenti insufficienti, mancanza di visione di insieme. E le carenze dell’istruzione si ripercuotono su tutto il Paese, incapace di investire sulla ricerca, di costruire inclusione e solidarietà sociale, di dare risposte alla povertà e alla disoccupazione. Il governo Lega-5stelle parla di istruzione e di studenti soltanto con le parole della propaganda: dei giovani come indisciplinati da educare più come soldati che come cittadini, vittime degli ‘spacciatori di morte’; della sicurezza nelle scuole come una questione di telecamere anzichè di edilizia e scuole che crollano. Il ministro Bussetti esprime posizioni sull’alternanza solo se ciò è funzionale a smantellare la retorica della Buona Scuola di Renzi”.

Dov’è il tanto sbandierato cambiamento che questo governo avrebbe dovuto portare? Noi vediamo solo tanta propaganda, tanta violenza nelle parole, la strumentalità di chi non vuole investire su ciò che realmente genera cambiamento ma solo creare l’illusione di una svolta” dichiara Giammarco Manfreda, coordinatore nazionale della Rete degli Studenti Medi. “Chi ha paura di cambiare? Noi no, e fin dal primo giorno di scuola lo ribadiamo forte e chiaro: non c’è cambiamento reale senza investimenti strutturali in una scuola diversa, che sia di tutti, inclusiva, solidale, gratuita, aperta al mondo: già dal primo giorno di scuola, da nord a sud del Paese, saremo presenti con le nostre idee e le nostre proposte per costruire a partire dalle scuole la mobilitazione degli studenti. Il 12 ottobre saremo nelle piazze di tutta Italia per dire basta al disinteresse verso la scuola mascherato da campagna elettorale continua”.

Ieri sera la Rete degli Studenti Medi lanciava davanti al Ministero dell’Istruzione il simbolo e lo slogan della manifestazione: le maschere di Dalì, ormai diventate un simbolo di rivalsa, in questo caso rappresentano la voglia di riscatto di una generazione che non ha paura di cambiare, ma che, anzi, pretende di essere al centro del cambiamento. “Se c’è #chihapaura di cambiare, non sono di certo gli studenti” conclude la nota.

Leggi anche:

12 settembre 2018
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»