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Fiano (Pd): “Giusto togliere scritte fasciste da monumenti”. La destra insorge: “Una pagliacciata”


ROMA – No all’abbattimento dei monumenti fascisti, sì all’abrasione delle scritte che ricordano il ventennio. A dirsi favorevole alla proposta è il deputato Pd Emanuele Fiano, già promotore della legge sull’apologia di fascismo che sarà votata questo pomeriggio alla Camera dei Deputati.

Rispondendo alla domanda di Luca Telese su Radio24 riguardante la scritta ‘Mussolini Dux’ sull’obelisco del Foro Italico a Roma, Fiano ha detto che “l’abrasione della scritta è una cosa che è stata fatta in Italia in tanti posti. L’abrasione della sola scritta è giusta”.

Questa forma di ‘damnatio memoriae’ non è la sola proposta dell’onorevole Fiano per fermare un fenomeno ormai dilagante, soprattutto sui social, che sembra portare allo sdoganamento del regime fascista e che ha richiesto l’intervento del legislatore.

Su Predappio, spiega ancora il deputato dem, “accoglierei la proposta del sindaco che”, al posto dei negozi che vendono souvenirs ispirati al ventennio, “ha proposto l’istituzione di un museo storico anche in quella città che ovviamente ha un legame con la figura di Mussolini, un museo di spiegazione di cosa è stato il fascismo, di tutto il percorso della sua storia, di ciò che ha prodotto, causato, di ciò di cui è colpevole”.

Anche i souvenirs, infatti, possono diventare strumenti di propaganda. “In Germania- spiega Fiano- è reato vendere oggetti con quelle effigi e nessuno se ne scandalizza. Il problema della legge è la propaganda non l’opinione, bisogna esercitare l’atto di propaganda”.

“DELIRANTE DISEGNO DI LEGGE, E’ UNA PAGLIACCIATA”

Dura la reazione della destra, che considera “liberticidi” gli sforzi di Fiano per inasprire le pene per il reato di apologia del fascismo.

“Immagino che la prossima proposta di Fiano sarà il rogo dei libri”, commenta l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno mentre Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, arriva a parlare di “violazione dei più elementari diritti umani”.

“Secondo voi-  si chiede su facebook Giorgia Meloni, riferendosi alla proposta di inasprimento delle pene per chi richiama la gestualità fascista- uno Stato può vietare a un essere umano di muovere il proprio corpo come meglio crede? Tipo proibirgli di incrociare le gambe, grattarsi la testa o alzare un braccio? Non è mai successo nella storia dell’umanità, direte. Eppure è parte del delirante disegno di legge Fiano voluto dal Pd per contrastare il ‘pericolo fascista’ che incombe su tutti noi: chi richiama la gestualità del fascismo rischia due anni di carcere. Questa pagliacciata farebbe ridere se non fosse una gravissima violazione dei più elementari diritti umani”.

di Michele Bollino

 

 

 

12 settembre 2017

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