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Mondiali di calcio a 5, l’Italia vince. Ma in Colombia i mondiali partono sottotono

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ROMA – Sono arrivati i primi tre punti dell’Italia, “quelli che contano per la classifica” come aveva ricordato il ct Menichelli in conferenza stampa. Sono arrivati nella prima partita, la più dura perchè giocata subito contro il Paraguay, una delle squadre favorite di questo mondiale di calcio a cinque in corso in Colombia. Poca la gente sugli spalti. In una struttura da circa 12 mila posti sono presenti circa un migliaio tra tifosi, tra cui qualche italiano residente nella terza città della Colombia, forze dell’ordine e addetti al servizio della Fifa.

ORA L’ITALIA E’ IN TESTA ALLA CLASSIFICA DEL GIRONE C COL VIETNAM

Pochi minuti dopo il fischio d’inizio, nella fase di studio delle due squadre, gli Azzurri incassano la prima rete dal Paraguay, poi, in un crescendo di belle e veloci azioni da parte dei nostri giocatori la Nazionale italiana inizia a mettere a segno le tante occasioni da rete. Questo permette alla squadra di Menichelli di concludere un bel match per 4 a 2 e di balzare subito in testa alla classifica del girone C insieme al Vietnam che a sorpresa ha sconfitto il Guatemala, altra favorita, con il medesimo risultato. Azzurri carichi e pronti quindi per il prossimo appuntamento il 14 di settembre sempre a Cali con la squadra sconfitta dagli asiatici.

MONDIALI AL VIA TRA SPRECHI E POLEMICHE

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La città di Cali

E’ un inizio sottotono quello dei mondiali Fifa Futsal in Colombia: strutture sportive semivuote durante le partite inaugurali ed evidenti carenze organizzative hanno caratterizzato l’avvio della manifestazione. A Cali, sede principale dell’evento, la cerimonia di apertura viene addirittura spostata strategicamente tra la prima e la seconda partita per permettere al palazzetto quasi di riempirsi. Qui infatti giocano i padroni di casa e la seconda partita è la loro. Rimane il fatto che i palazzetti dello sport hanno mostrato da subito tutte le loro debolezze nonostante gli importanti investimenti fatti dai governatori locali in vista di questa manifestazione. Per rimodernare il Coliseo Ivan De Bedout di Medellin è stato speso un milione e mezzo di euro, tre milioni di euro sono serviti per migliorare il Coliseo Bicentenario di Bucamaranga dove è stato rifatto praticamente tutto, dal campo di gioco agli impianti acustici fino all’impianto di illuminazione a led. Costi più alti per il Coliseo El Pueblo di Cali, sede centrale del mondiale, quattro milioni e mezzo di euro per un palazzetto che esternamente e internamente non presenta nessuna opera di miglioria ma dove i disagi registrati sono molteplici.

calcioLa sensazione diffusa è che se esiste una sorta di certificazione da parte della commissione competente della Fifa, che ha realizzato più visite in Colombia per assicurarsi dello stato dei lavori, la stessa Federazione non abbia vigilato a dovere chiudendo un occhio laddove è chiaro che i pochi interventi fatti a costi estremamente alti per la realtà colombiana siano serviti ad alimentare qualche sistema poco limpido. E’ una sorta di maledizione che accomuna tutti i grandi eventi sportivi: una volta passati tutto ciò che è stato fatto cade nell’abbandono totale con un evidente spreco di risorse pubbliche. A questa costosa lista della spesa va aggiunta anche una mancata pianificazione internazionale di marketing della manifestazione mondiale con il risultato che il mondiale Futsal, il calcetto italiano, uno degli sport più praticati al mondo, non ha portato, almeno nelle città preposte al mondiale 2016, quel turismo legato al circuito sportivo e su cui avevano puntato gli organizzatori colombiani. Vale poco pensare che l’importanza delle Olimpiadi prima e delle Paralimpiadi in corso di svolgimento ora nello stesso continente possano aver oscurato un evento sportivo che non è neanche presente tra le discipline olimpiche. La Fifa ha dimostrato in questo tutta la sua debolezza sia nel non saper controllare sia nel non riuscire a valorizzare a dovere un evento su cui un Paese intero ha puntato. Intanto le prime gare si sono svolte nel disinteresse totale da parte della gente ma anche dei mass media del resto del mondo.

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