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‘Cooperazione, innovazione e competitivita’: ecco Europa Creativa 2021-2027

ROMA – Promuovere la cooperazione europea nell’ambito della diversità culturale e nel patrimonio e rafforzare la competitività dei settori culturali e creativi, specie audiovisivi. Sono questi gli obiettivi generali del programma Europa Creativa 2021-2027, presentato stamattina nella Sala del Refettorio di Palazzo Venezia a Roma nel corso di un incontro istituzionale promosso dall’europarlamentare Silvia Costa, relatrice di Europa Creativa per il Parlamento Europeo, e dall’Ufficio del Parlamento Europeo in Italia per riflettere e condividere proposte sul programma. Al tavolo istituzionale hanno partecipato, tra gli altri, il capo della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea Beatrice Covassi, Fabrizio Spada dell’Ufficio del Parlamento Europeo in Italia e il presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati Luigi Gallo, con gli interventi dei due membri di tale Commissione Valentina Aprea e Rosa Maria Di Giorgi.

Il programma, che avrà attuazione dall’1 gennaio 2021 al 31 dicembre 2027, coinvolgerà l’Unione Europea a 27, con un budget a prezzi correnti di 1.850 milioni di euro (+27%), di cui 609 destinati alla sezione Cultura, 1.081 alla sezione Media e 160 milioni alla Transettoriale. Una quota di 129 milioni di euro sarà invece dedicata alle spese amministrative. In Europa Creativa sono state recepite molte delle richieste del Parlamento Europeo: dalla necessità di dare una rilevanza a cultura e libertà artistica e di espressione per la pace, la coesione sociale, il dialogo interculturale e la partecipazione democratica; all’importanza di tener conto della duplice natura, artistica ed economica, del settore, del sostegno alle imprese culturali e creative e del mainstreaming con altri settori, incluso il turismo; dalla maggiore enfasi che va data al valore aggiunto Ue, accanto alla valorizzazione della diversità culturale; alla possibilità di agire su tre sezioni. La sezione Cultura, con più linee, azioni orizzontali, settoriali e specifiche; la sezione Media, con un’attenzione particolare al digitale e alla parità di genere; la sezione Transettoriale interdisciplinare, a sostegno di innovazione, libertà dei media, dati e ricerche.

GLI OBIETTIVI DI EUROPA CREATIVA

Tra gli obiettivi specifici di Europa Creativa ci sono poi: la valorizzazione della dimensione economica, sociale ed esterna della cooperazione europea per promuovere diversità, patrimonio, competitività e relazioni con Paesi terzi; la promozione della competitività e della crescita dell’industria audiovisiva europea, contribuendo all’implementazione dell’Avms (Audiovisual Media Services Directive); la promozione della cooperazione e di azioni innovative (pluralismo dei media, media liberi e inclusione sociale attraverso la cultura). Tra gli strumenti a disposizione, un ruolo fondamentale sarà rivestito dalla piattaforma Eunic, l’associazione degli istituti culturali degli Stati membri Ue, finalizzata al miglioramento e alla promozione della molteplicità culturale e alla maggiore comprensione tra società europee.

“Abbiamo fatto una grande battaglia per fare in modo che il programma Europa Creativa avesse una sua autonomia- spiega Costa in apertura- Questa è una fase strategica per la cultura in Europa, non solo perché il 2018 è l’anno europeo del patrimonio culturale, ma anche perché abbiamo sul tavolo l’esito delle azioni lanciate negli scorsi anni e la possibilità di agire finalmente, grazie all’Agenda europea per la cultura, non solo in modo frammentato attraverso una serie di programmi, ma dentro una policy, che vogliamo mettere in sicurezza. Accesso e partecipazione sono le basi di una cittadinanza culturale in Europa- prosegue l’europarlamentare- e in questo ci aiuta la Convenzione di Faro (in Italia deve ancora essere ratificata dal Parlamento, ndr), che ha rovesciato l’approccio alla cultura materiale, immateriale e digitale, promuovendo il diritto al patrimonio”.
Europa Creativa, quindi, ha l’ambizione di dare seguito allo European Year of Cultural Heritage (Eych) 2018 e di farlo attraverso un’azione armonica con la politica dell’Unione e un mainstreaming tra i programmi (in particolare con istruzione, gioventù, diritti e valori, politiche sociali, regionali, urbane, rurali, mercato unico, digitale, ricerca e innovazione, diplomazia culturale).

“In un periodo in cui in Europa le diversità si allargano e i ruoli si restringono, rischiamo tutti di perdere il senso di dove stiamo andando- dichiara Covassi- Per questo abbiamo bisogno di un rinascimento, un nuovo umanesimo europeo. Con l’anno del patrimonio- sottolinea Covassi- abbiamo tentato di far ritrovare alle persone il gusto di immergersi in questo patrimonio, con più di 2.500 iniziative in tutto il continente. Il nuovo programma vuole guardare alle sfide del futuro: un turismo culturale sostenibile, l’innovazione sociale, l’agenda urbana, perché la cultura deve integrarsi anche nei tessuti più degradati delle nostre città. Vogliamo stanziare più fondi- conclude- perché siamo convinti che per costruire l’Europa del futuro dobbiamo ripartire dal nostro comune patrimonio culturale”.

“Siamo stati molto impegnati con l’anno europeo del patrimonio culturale, cartina di tornasole per capire come l’idea dell’Europa viene vissuta e interpretata in tutta Italia- racconta il segretario generale del Mibac Luisa Montevecchi- È venuta fuori un’antologia di iniziative diverse, alcune di grande spessore culturale, altre di livello locale, che testimoniano però una diffusa coscienza della ricchezza del patrimonio culturale italiano anche nei cittadini di estrazione sociale più semplice. Sono iniziative che vogliamo proseguire nel tempo- promette Montevecchi- anche perché molti dei principi contenuti nel programma già sono inseriti nella nostra azione ministeriale, dobbiamo solo averne una maggiore consapevolezza- conclude e continuare a percorrere questa strada”.

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12 luglio 2018
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