Il lavoro in DIREtta - Le notizie dal territorio - DIRE.it

Il lavoro in DIREtta – Le notizie dal territorio

Il mondo del lavoro e non solo. Ogni giorno in Italia il tema dello sviluppo economico, dei rapporti tra imprenditori e lavoratori assumono i contorni piu’ diversi.
Qui la ragione di ‘Lavoro in DIREtta’ lo speciale della Dire in collaborazione con i colleghi di Rassegna (www.rassegna.it). Buona lettura (anche su www.dire.it).

FIRENZE: FP CGIL, POSITIVA CONCLUSIONE VERTENZA VILLA DONATELLO

Ieri con la firma dell’accordo presso la Direzione Lavoro della Città Metropolitana di Firenze si è posta la parola fine alla vicenda della procedura di licenziamento di 46 lavoratori e lavoratrici della Casa di Cura Villa Donatello Spa. “Dopo mesi di confronti e trattative la vertenza si è chiusa positivamente- spiega i sindacato- Il tutto era partito dalla decisione dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi di reinternalizzare l’attività intra-moenia fino ad allora svolta e gestita presso Villa Donatello con la conseguenza di un forte calo di fatturato oltre che un conseguente esubero di personale. I confronti di questi mesi sono serviti a gestire una fase di emergenza con l’obbiettivo sindacale dichiarato di non perdere nessun posto di lavoro e hanno permesso di arrivare alla firma di ieri avendo già ricollocato e trovato soluzione per 41 dei 46 lavoratori interessati. Rimanevano pertanto 5 unità per cui individuare una soluzione e l’accordo di ieri fortemente voluto dalle organizzazioni sindacali e dalle Rsa aziendali ha impegnato l’Azienda attraverso l’utilizzo di vari strumenti, quali il par-time,ricollocazioni diverse o il ricorso a risoluzioni incentivate (solo nel caso di richiesta del dipendente) a dare una risposta anche agli ultimi lavoratori rimasti”. L’accordo prevede inoltre che nel caso di nuove assunzioni vi sia da parte dei dipendenti usciti la possibilità di esercitare un dirittodi prelazione fino al 31 dicembre 2016″.

La Fp Cgil esprime “la propria soddisfazione per un esito tutt’altro che scontato di questi tempi, la salvaguardia di tutti i posti di lavoro. Soddisfatta anche per avere, insieme alle altre organizzazioni sindacali, convinto Careggi, a seguito della reinternalizzazione della intra-moenia, a far deliberare all’azienda di Careggi l’assunzione a tempo indeterminato di 16 Infermieri e 17 Operatori Socio Sanitari”.

ITALTEL: FIOM, RISCHIO PRIVATE EQUITY

Ieri, nel corso di un incontro di verifica dell’accordo sindacale sottoscritto a febbraio sulla riqualificazione del personale in cassa integrazione, l’amministratore delegato Stefano Pileri ha fornito ai sindacati dei chiarimenti sul mandato conferito a JP Morgan per la vendita della quota di controllo detenuta oggi da alcune banche, tra cui Unicredit.

Italtel ha ricordato che le banche hanno sempre dichiarato l’intenzione di voler uscire dall’azienda. La vendita avviene nei tempi che erano stati previsti fin dal 2013, quando Italtel fu rifinanziata attraverso strumenti partecipativi. Entro agosto si potrebbe arrivare a un accordo. Secondo Roberta Turi, responsabile del settore per la Fiom “l’eventuale vendita della quota di controllo di Italtel a fondi di private equity può rappresentare, in prospettiva, un rischio enorme per un’azienda che, dopo un lungo periodo di difficoltà, dovrebbe tornare all’utile quest’anno. Questi fondi chiedono una redditività a breve termine che mal si concilia con le esigenze di un’azienda che dovrebbe puntare ad investire maggiormente nella ricerca e sviluppo di nuovi prodotti, che sono gli unici che potrebbero garantirgli un aumento dei margini. Nel 2014 il fatturato proveniente dai prodotti proprietari è stato solo del 20%, ma è un fatturato che, se aumentasse, darebbe maggiore marginalità. Per portare avanti questo disegno l’Italtel avrebbe bisogno di finanziatori pazienti di lungo termine”.

Il governo sta lavorando alla realizzazione di un fondo pubblico-privato “salva-aziende” rivolto a imprese che, pur risultando in squilibrio patrimoniale o finanziario, devono essere caratterizzate da adeguate prospettive industriali e di mercato. “Ma il fondo- sottolinea Turi- stenta a vedere la luce e i cambiamenti previsti ai vertici della Cassa Depositi e Prestiti, uno degli azionisti pubblici, rischiano di farlo slittare ancora. L’Italtel, insieme ad altre aziende del settore delle tlc, era una delle aziende interessate a un suo eventuale ingresso. Perciò la Fiom ritiene che il governo debba accelerare sulle realizzazione di questo strumento e impedire che aziende come Italtel ripercorrano strade avventuristiche che in passato hanno determinato i danni che oggi le lavoratrici e i lavoratori stanno ancora pagando. Per questo chiederà un incontro urgente alla Presidenza del consiglio e al ministero dello Sviluppo economico”.

INAIL: COMMERCIO, SETTORE CON IL PIÙ ALTO NUMERO DI INFORTUNI

L’ultimo numero del periodico statistico Dati Inail dedica un approfondimento al commercio, che anche nel 2013 si è confermato – come riporta il sito dell’Inca, il patronato della Cgil – come il settore dei servizi con il maggior numero di infortuni sul lavoro (una denuncia su cinque), seguito dalla sanità (17,2%) e dai trasporti (16%). Più di un caso su due nella vendita al dettaglio.  Nel quinquennio 2009-2013 la flessione delle denunce è stata pari al 27,2% (da 72.414 a 52.731 casi), superiore a quella complessiva dei servizi (-22,2%, da quasi 327mila a oltre 254mila casi). L’analisi per comparto mostra una maggiore concentrazione dei casi nel commercio al dettaglio (56,7%), seguito da quello all’ingrosso (26,6%). Rispetto al dato di cinque anni prima, il calo infortunistico più consistente si è registrato nel commercio e riparazioni autoveicoli e motocicli (-36,5%), e riflette anche l’effetto della crisi che ha investito il settore automobilistico, che ha provocato un conseguente calo dell’occupazione. Netta prevalenza dei disturbi muscolo-scheletrici.

Nello stesso arco temporale i casi di malattia professionale denunciati nel commercio sono invece aumentati di oltre un terzo (+36,5%), dai 2.009 del 2009 ai 2.743 del 2013, che rappresentano quasi un quarto (24%) dell’intero ramo servizi. Il maggior numero di denunce (2.194 casi, pari all’80%) riguarda disturbi muscolo-scheletrici causati dai movimenti tipici effettuati nel corso del lavoro, quali posture inadeguate e movimenti ripetuti, sollevamento o movimentazione di carichi. Tra questi spiccano, in particolare, le tendiniti (40,3%) e le affezioni ai dischi intervertebrali (28,7%). Il lavoro festivo e notturno tra i fattori che incidono sullo stress. Oltre l’8% delle denunce riguarda invece le malattie del sistema nervoso e degli organi di senso, in particolare l’ipoacusia (63%), circa il 4% le tecnopatie dell’apparato respiratorio e oltre il 2% i tumori. I fattori principali che incidono sullo stress lavoro correlato di chi lavora nel commercio – i disturbi psichici rappresentano il 2,3% del complesso delle denunce del settore – sono l’impiego durante i giorni festivi, la turnazione, gli orari di lavoro che spesso si protraggono la sera e la notte, e l’interazione continua con la clientela.

CASINÒ DI SANT VINCENT: SINDACATI, NO A DISDETTA ACCORDI DI 1° E 2° LIVELLO

A seguito dell’incontro avvenuto l’8 giugno scorso dove “l’amministratore unico della Casa da gioco di Saint Vincent Sig. Luca Frigerio ha comunicato la volontà di disdettare gli accordi di lavoro di secondo livello e parte del contratto di primo livello, le segreterie di Slc-Cgil Cisl Savt Snalc Ugl Uilcom stigmatizzano con forza le modalità utilizzate per comunciare una scelta di tale delicatezza e importanza, visto che il tutto è avvenuto in coda ad una riunione convocata con tutt’altro oggetto all’ordine del giorno senza tra l’altro che vi fosse la presenza della proprietà e delle rappresentanze aziendali sindacali” si legge in un comunicato congiuntodelle organizzazioni sindacali.

“In attesa di poter analizzare la documentazione relativa alle disdette preannunciate e di valutare con i propri organi dirigenti e con i lavoratori le azioni da mettere in atto, Slc-Cgil Cisl Savt Snalc Ugl Uilcom ritengono che ci si trovi di fronte ad una gravissima ed inaspettata decisione unilaterale del tutto immotivata. Le organizzazioni sindacali infatti non si sono mai sottratte dalle trattative avviate nei primi mesi dell’anno sulla riduzione del costo del personale, trattative che però si sono improvvisamente interrotte ormai da diverso tempo visto che l’azienda non ha più convocato nessun incontro su tale argomento fino all’improvviso annuncio di oggi”.

12 giugno 2015
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