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Il confronto Governo-sindacati sulla scuola finisce con una rottura: ipotesi blocco degli scrutini

riunione sindacato governo sulla scuolaE’ rottura tra i sindacati e il Governo dopo l’inconto che si è tenuto oggi a palazzo Chigi sulla riforma della scuola. E il rischio concreto è che si vada al blocco degli scrutini se il testo non sarà cambiato.

L’incontro era stato sollecitato per cercare di avvicinare le posizioni dopo lo sciopero della settimana scorsa. Alla fine della riunione la fumata è stata, però, nerissima. A darne notizia sono stati i sindacati. “Gli emendamenti sono insufficenti: dobbiamo ripartire dalla piattaforma rivendicativa dello sciopero della scuola” ha fatto sapere la segretaria della Cisl Anna Maria Furlan.

 La Cgil, ha fatto sapere poi Camusso, “considera come punti dirimenti dell’intervento legislativo sulla scuola l’assunzione dei precari, la centralità del contratto, la questione delle funzioni della dirigenza e le premialità”. Cosi’, gli ha fatto eco il segretario della Snals Confsal Marco Paolo Nigi, “si va al blocco degli scrutini. E siamo pronti anche ad altre iniziative che decideremo insieme”.

Il Governo, ha aggiunto il segretario della Fcl Cgil Domenico Pantaleo, “vuole dribblare le elezioni. E’ evidente che al Senato, il provvedimento e’ molto a rischio, perché li’ la maggioranza non e’ come alla Camera. Vogliono continuare a tenere in mano pistola. Insomma, oggi ci hanno preso in giro. E noi continuiamo nella lotta”.

Infine la Uil, per bocca di Carmelo Barbagallo, ha fatto sapere che “speravamo di più da questo confronto, di cui diamo una valutazione negativa, non c’è stata nessuna apertura dal governo. Questa non è una riforma, è come se avessimo ancora una pistola puntata alla tempia”.

Insomma, dai sindacati il no è netto. A stretto giro è però arrivata la replica del Governo, punto per punto. “Ma cos’è tutto questo timore verso i presidi? Di cosa avete paura?- ha detto, ad esempio, il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi–  Mia madre fa la preside e io vi posso assicurare che tutti i presidi, tutti, sono delle persone inappuntabili”.

“Oggi era importante darvi direttamente una visione complessiva del provvedimento in discussione al Parlamento in un’ottica di dialogo e condivisione” ha aggiunto il ministro dell’istruzione Stefania Giannini.

Infine ecco la posizione del premier Matteo Renzi: “Tutti i precari della scuola non possono essere assunti. Perché nella scuola si entra per concorso. Non puoi pensare che improvvisamente prendi 400mila precari e li metti dentro. Noi siamo molto disponibili a discutere su tutto coi sindacati che svolgono un ruolo importante. La scuola non funziona se è in mano solo ai sindacati. Non funziona se è in mano al governo. Funziona se è di tutti. Non facciamo divisioni politiche sulla pelle della scuola. Non è possibile trasformare il ddl in decreto per l’assunzione dei precari della scuola. Senza la riorganizzazione della scuola non ci puo’ essere il decreto”.

12 maggio 2015

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