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DIRE Emilia-Romagna

A Bologna sgomberata la storica Aula C, Merola: “Era ora”

Aula_C_sequestrataBOLOGNA – L’Aula C di Scienze politiche, a cui ieri la Polizia ha messo i sigilli dopo anni di occupazione? “Era ora di sgomberarla”, commenta il sindaco di Bologna, Virginio Merola, oggi a margine di una conferenza stampa. “Bene”, dichiara Merola: “Abbiamo sempre detto che era opportuno farlo. E’ stato fatto” e quindi c’è da esprimere “soddisfazione. Credo- continua il primo cittadino- sia un segnale importante. Si rimedia ad una situazione di illegalità durata molto tempo. Credo ci siano state nel tempo diverse valutazioni di ordine pubblico, adesso grazie all’intervento della magistratura si è raggiunto l’obiettivo”.

Sull’Aula C torna a parlare anche l’Ateneo, per bocca del prorettore agli studenti, Roberto Nicoletti, anche lui a margine della conferenza stampa in Comune. Nicoletti non entra nel merito del sequestro: “Normalmente prendiamo posizione sulle iniziative e sui provvedimenti che prendiamo noi, questo non l’abbiamo preso noi ma la magistratura, ne osserviamo gli effetti e soprattutto vedremo anche il decorso”: si tratterà di capire, in altre parole, “quando saranno rimossi i sigilli e cosa si farà quando saranno rimossi”. Aggiunge Nicoletti: “Quando si farà la richiesta di rimuovere i sigilli e torneremo in possesso di questi locali, vedremo cosa farne. Se avviene entro poco tempo lo deciderà questo rettore, se avviene entro qualche mese lo deciderà il prossimo”. Ci sono già idee sul futuro utilizzo dell’aula? “No. Il palazzo di Scienze politiche ha 500 stanze- risponde Nicoletti- e quella è una delle 500. Non rimarrà vuota, troveremo il modo per impiegarla in maniera adeguata”.

Ma con il sequestro dell’aula C viene a mancare un pezzo di cultura all’interno dell’Università? “La cultura di solito la fa l’Alma Mater, abbiamo 200 corsi di laurea. Poi io non so- afferma Nicoletti- cosa facessero esattamente dentro quell’aula, se fosse cultura o no”. Di certo era “un’aula occupata, probabilmente da studenti di Scienze politiche, non so se in mezzo ci fossero anche studenti non iscritti a Scienze politiche. Ripeto: prendo atto di quello che la magistratura ha deciso di fare”, ribadisce il prorettore.

Come conseguenza del sequestro, ora l’Ateneo deve temere nuove occupazioni? “Naturalmente mi auguro di no, però se ci saranno prenderemo in esame anche quelle. Un’occupazione- conclude Nicoletti- non si decide, si subisce. Quando e se accadrà, vedremo come fare, dove sarà, chi la farà“.

Aula_C_resiste (700 x 525)E SUI MURI COMPARE UN “AULA C RESISTE” – Insulti all’Ateneo di Bologna e un avvertimento: “Aula C resiste”. Una scritta rossa, siglata con la tipica firma degli anarchici (la ‘A’ cerchiata), è comparsa questa mattina in piazza Aldrovandi a Bologna, a pochi passi dalla Scuola di Scienze politiche, dove ieri sono scattati i sigilli per l’aula in Strada Maggiore occupata da oltre 20 anni.

L’aula C, dopo il sequestro di ieri, sarà restituita all’Alma mater. Spetta allo stesso Ateneo, teoricamente, farsi avanti per chiedere la restituzione del bene alla Procura, anche se in alternativa potrebbe essere anche la stessa Procura a muoversi in questo senso. Nel frattempo, l’inchiesta sull’aula C, che conta 11 indagati per il reato di invasione di terreni ed edifici, si avvia alla conclusione.

di Maurizio Papa e Andrea Sangermano (Video in abbonamento)

12 maggio 2015

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