VIDEO | Zumpano (Fatebenefratelli Roma): “Il 40% delle pazienti infertili è affetta da endometriosi”

Per conoscere meglio le cause, le cure e i trattamenti oggi possibili, l’agenzia Dire ha intervistato Andrea Zumpano, ginecologo dell’ospedale Fatebenefratelli-Isola Tiberina di Roma
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ROMA – Il 10-15% della popolazione femminile italiana in età riproduttiva è affetta da endometriosi. Una percentuale destinata a toccare fino anche il 50% del totale delle donne a cui è stata diagnosticata una infertilità conclamata o che comunque hanno difficoltà a concepire. Si tratta di un esercito silenzioso di donne che soffrono ad ogni ciclo mestruale, con forti limitazioni sia a carattere fisico sia psicologico. La diagnosi arriva poi spesso tardi con effetti devastanti sulla salute. Per conoscere meglio le cause, le cure e i trattamenti oggi possibili, l’agenzia Dire ha intervistato Andrea Zumpano, ginecologo dell’ospedale Fatebenefratelli-Isola Tiberina di Roma.

Si stima che 3 milioni di adolescenti siano affette da endometriosi. Che cos’è e quali sono i sintomi, le cause e le cure?

“L’endometriosi è una patologia infiammatoria cronica che colpisce la donna in età fertile. La malattia è causata dalla presenza della mucosa endometriale che normalmente riveste l’utero, mentre in questo caso si manifesta all’esterno. Questa mucosa, attraverso un reflusso tubarico retrogrado che si manifesta durante il periodo mestruale, esce dalle tube e si va ad impiantare sugli organi pelvici adiacenti all’utero. Questa presenza che continua ad essere attiva dal punto di vista ormonale determina nel tempo la storia progressiva della malattia con la sintomatologia ad essa correlata. Si verificano tutti i sintomi che riguardano una infiammazione, che diventerà cronica nel tempo e che sarà caratterizzata come primo sintomo dal dolore. Il dolore infatti è un sintomo costante nell’endometriosi e con il trascorrere del tempo diventa cronico, con riacutizzazioni in prossimità della mestruazione”. 

“L’infiammazione, però, comporta anche altri sintomi, su tutti “le aderenze- prosegue Zumpano- cioè la reazione infiammatoria fibrosa che fa fissare gli organi che normalmente sono indipendenti l’uno dall’altro. Questa reazione è anche responsabile dell‘impatto sulla fertilità delle pazienti colpite da questa malattia, poiché l’organo più delicato della pelvi, cioè la tuba, risentirà di un sovvertimento anatomico che ne limiterà il suo funzionamento con inevitabili ripercussioni sulla fertilità”.

L’ultimo sintomo che accompagna l’endometriosi è legato alla presenza delle lesioni endometriosiche, che si verifica quando la mucosa, con il tempo, va “ad accrescere la sua entità e l’organismo, cercando di liberarsi- spiega l’esperto- la circonda e cerca di eliminarla attraverso le cellule del sistema immunitario. Questa soluzione non è però ottimale e quindi si creano delle lesioni o dei nodi cistici che possono colpire o gli organi di superficie, con le classiche formazioni cistiche, o degli impianti profondi, che vanno a colpire la base del pavimento pelvico”.

Per l’endometriosi è importante una diagnosi precoce. E al Fatebenefratelli di Roma è attivo un ambulatorio dedicato: cosa prevede?

“La diagnosi è molto importante così come la precocità- ha risposto Zumpano- Molto spesso, però, questo non accade e la diagnosi è tardiva. La ragione risiede nel fatto che inizialmente i sintomi della malattia possono essere confusi con altri tipi di patologie. Proprio per questo è attivo già da tempo al Fatebenefratelli di Roma un ambulatorio dedicato all’endometriosi: la paziente arriva da noi indirizzata dai medici di base, in altri casi è la paziente che si rivolge a noi spontaneamente sulla base del forte dolore che avverte. Attraverso questo servizio ‘affrontiamo’ la paziente fornendole una diagnosi ed un eventuale tipo di trattamento, guidandola quanto più possibile nel percorso di cure. Al trattamento bisogna associare il concetto di mantenimento della fertilità e continuare, quanto più possibile, a sottolineare l’importanza di una diagnosi precoce. Tutti questi elementi sono correlati e producono un effetto finale sulla fertilità della paziente. Quindi sintetizzando, il trattamento prevede un approccio medico negli stadi iniziali di malattia, finalizzato al controllo del dolore e alla riduzione dell’elemento che alimenta l’endometriosi, cioè la mestruazione. Successivamente, laddove il trattamento medico dovesse fallire oppure lo stadio della malattia si trovi già in fase avanzata, si opterà per un approccio chirurgico che oggi è quasi esclusivamente laparoscopico”.

Questa tecnica mini-invasiva, spiega ancora Zumpano, è finalizzata “a rimuovere quanto più possibile il tessuto patologico a livello delle pelvi della paziente. Nel caso in cui si voglia ottenere una gravidanza, il timing dell’intervento chirurgico è strategico. La letteratura in questo senso è chiara e ci dice che le maggiori probabilità di concepire spontaneamente, in pazienti malate, si hanno dopo l’intervento chirurgico, poiché si ricrea una situazione di fisiologia dell’apparato riproduttivo con maggiori chance riproduttive”.

Quale percorso devono intraprendere le donne affette da endometriosi che desiderano una gravidanza?

“Innanzitutto va detto che il 30-40% di tutte le paziente infertili sono affette da endometrosi. In caso di tentativi falliti che si sono protratti per circa otto mesi, sicuramente va intrapreso un percorso di Procreazione medicalmente assistita poiché, quasi sicuramente, la patologia avrà interessato e danneggiato la tuba, cioè l’organo deputato a far veicolare l’ovocita dall’ovaio all’utero. Tale organo fa da comunicazione tra l’utero e l’ovaio e, se non funziona, non consentirà mai l’incontro tra lo spermatozoo e l’ovocita. Dunque il concepimento spontaneo non potrà avvenire. In questo percorso naturalmente la donna sarà studiata, ‘inquadrata’ e le verrà proposto il trattamento migliore per l’ottenimento del risultato. Quasi sempre, questa procedura, consentirà di ‘saltare’ fisicamente il compito svolto dalla tuba”.

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12 Aprile 2019
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