Colleferro, Parisi incontra i sindacati: “Si proceda a revamping”

ROMA –  Il consigliere regionale e portavoce dei gruppi consiliari di centrodestra, Stefano Parisi, è tornato a Colleferro per incontrare i delegati sindacali del comparto termovalorizzatori di Lazio Ambiente di Filctem Cgil, Uiltec e Ugl Energia, dopo lo sciopero di martedì scorso dei lavoratori della società regionale che gestisce i rifiuti nella cittadina in provincia di Roma e in altri comuni della zona. Tema al centro dell’incontro che si è tenuto nella sede Ugl di Colleferro, il presente e il futuro degli oltre 300 lavoratori dell’azienda in seguito alla decisione della Giunta Zingaretti di cedere le proprie quote attraverso un bando di vendita e alla luce della situazione di stallo del revamping dei due inceneritori di Colle Sughero. Parisi aveva già incontrato i lavoratori e i delegati sindacali di Lazio Ambiente in una visita agli inceneritori nel corso della campagna elettorale.

“Siamo alla disperazione, ci sono due termavalorizzatori fermi ormai da quasi due anni e quello che è stato speso è andato perso– ha detto Carla Lucci di Ugl- I dipendenti lunedì scorso si sono incatenati per reclamare il proprio stipendio e soprattutto per la questione del futuro lavorativo, quanto mai incerto, perché non esiste ancora un piano regionale dei rifiuti e, alla luce del fatto che la Regione Lazio ha emanato un bando di vendita, non si capisce bene quale investitore metterà dei fondi per non poter esercire fino a quando non si deciderà per il sì o il no alla termovalorizzazione o porre sul tavolo delle trattative quei progetti alternativi che finora abbiamo sentito solamente a chiacchiere”.

Se sugli stipendi “gli assessori Valeriani, Sartore e Di Berardino hanno preso impegni concreti”, è sul futuro occupazionale che, secondo i delegati sindacali, regna l’incertezza, e per questo, hanno chiesto un incontro urgente in Regione. “Zingaretti non ha un piano in testa, e soprattutto in questo momento, avendo un rapporto privilegiato con i Cinque Stelle, rischia di allontanarsi sempre di più da scelte razionali e andare su scelte ideologiche che creano soltanto disoccupazione e costi enormi per tutto il sistema- ha detto Parisi, accompagnato dal responsabile regionale di Epi per il Lazio Donato Robilotta– Ieri lo abbiamo molto stretto sulla questione inceneritori. Avendo avviato il processo di privatizzazione di Lazio Ambiente, non c’è un privato che possa intervenire se non c’è un quadro certo per il futuro, vale per voi come per il futuro imprenditore ovviamente. Noi come opposizione dobbiamo mettere sotto pressione la Giunta perché arrivi ad una decisione. Gli step a mio avviso sono due, uno immediato: fare il revamping, riattivare il termovalorizzatore, tranquillizzando il più possibile l’opinione pubblica oggi soggiogata da una propaganda ideologica basata sulle falsità, dando certezza delle informazioni sulla qualità dell’aria in tempo reale. Il secondo step è quello di avviare una riflessione approfondita sullo sviluppo tecnologico. Io penso che dovremo fare a Colleferro una conferenza in cui ragioniamo su tutte le opportunità, invitando tutti i partiti. Noi come Energie per l’Italia abbiamo uno studio internazionale su cui stiamo lavorando già da tempo per capire oggi quali sono le soluzioni migliori dal punto di vista tecnologico”.

 

Secondo i delegati sindacali ad oggi non esistono progetti alternativi o studi di fattibilità in grado di sostituire la tecnologia esistente: “Nessuno ha detto niente sull’azione folkloristica messa in atto dal sindaco di Colleferro e da chi ha bloccato in modo illegale un trasporto eccezionale- ha sottolineato Lucci- e, altra cosa di una gravità assoluta, Lazio Ambiente vanta 10 milioni di euro nei confronti dei comuni. I decreti ingiuntivi per i comuni morosi non sono mai partiti e questo non è più accettabile”.  E sul nascente consorzio che gestirà i rifiuti a Colleferro e in altri comuni della zona i sindacati nutrono perplessità: “Alcune amministrazioni non hanno chiari i costi di un futuro consorzio. E poi quanti posti si potranno salvare? Già a Frascati se ne perderanno una ventina. E i 70 lavoratori dei termovalorizzatori cosa faranno? Bisogna costruire un percorso di responsabilità che duri tre o quattro anni“. “Dobbiamo dare un piano di rifiuti in breve e chiudere il ciclo dei rifiuti entro sei mesi, punto su cui abbiamo messo sotto pressione Zingaretti e poi fare un ragionamento di lungo periodo- ha replicato Parisi- In particolare su Lazio Ambiente chiederemo un incontro con voi e la Giunta, in modo tale che si assumano le loro responsabilità. Devono decidere, la non decisione da tanti anni ha portato ad un disastro, allo sfaldamento dei comuni interessati, al depauperamento economico del termovalorizzatore, al rischio occupazione per tante persone fino addirittura al rischio stipendio. Ora noi usciamo da qua e chiediamo subito un incontro”.

12 Apr 2018
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