Pd, la denuncia degli ex parlamentari: “Noi cacciati dall’assemblea”

ROMA – Tredici ex-parlamentari del Pd denunciano di essere stati esclusi dall’assemblea nazionale alla vigilia del passaggio decisivo sull’elezione del segretario post-Renzi.

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In una lettera alla Commissione nazionale di Garanzia i tredici ex parlamentari spiegano di aver appreso della loro “possibile esclusione dall’Assemblea nazionale del Partito democratico, di cui facciamo parte fin dalla sua costituzione in rappresentanza dei gruppi parlamentari del Pd. Ad oggi- scrivono- non abbiamo infatti ricevuto alcuna convocazione per la seduta programmata per il 21 pv mentre ci risulta che i nuovi gruppi parlamentari della XVIII legislatura starebbero procedendo alla selezione dei propri, nuovi, rappresentanti”.

A firmare la lettera Stefano Vaccari, Valeria Cardinali, Daniele Borioli, Massimo Caleo, Camilla Fabbri, Rosaria Capacchione, Emilia De Biasi, Francesco Russo, Sergio Lo Giudice, Maria Spilabotte, Elena Fissore, Giuseppe Guerini, Davide Mattiello.

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I sottoscrittori dell’appello precisano di ritenere “naturalmente diritto e dovere dei gruppi esprimere i propri rappresentanti” e si rivolgono alla “Commissione affinché si valuti, ai sensi del nostro Statuto e delle delibere assunte dagli organismi dirigenti, se: 1) non sia comunque prevista la permanenza nell’Assemblea di chi, come noi, ne ha fatto parte sin dalla sua costituzione a seguito dell’ultimo Congresso; alcuni di noi hanno infatti scelto di non candidarsi nelle liste delle primarie – lasciando così spazio ad altri iscritti altrimenti esclusi – sapendo di poter entrare nell’Assemblea in qualità di rappresentanti del proprio gruppo”.

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Gli ex parlamentari esclusi dall’assemblea nazionale chiedono inoltre alla commissione di garanzia di valutare se “ai sensi dell’art. 4 del nostro Statuto, spetti o meno ai parlamentari designati dai gruppi concorrere alle procedure di cui all’art. 3 comma 2 e art. 4 comma 7 dello stesso” e cioe’ eleggere e sfiduciare il segretario.

Chiedono inoltre se “non sussistano le condizioni di permanenza per la durata del mandato quadriennale per i componenti dell’Assemblea stabiliti dall’art. 5 comma 1 dello Statuto”.

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Qualora la prima richiesta, e cioe’ quella della permanenza degli ex parlamentari, “non dovesse essere accolta e qualora i rappresentanti dei gruppi fossero ammessi anche alle procedure” per l’elezione e la sfiducia del segretario gli ex parlamentari chiedono “quali determinazioni si intendano assumere affinché non risultino alterati nella nuova composizione dell’Assemblea gli equilibri congressuali, con particolare riferimento alla tutela delle minoranze sancite”.

12 Aprile 2018
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