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Vinitaly, positivo il bilancio dei produttori del Lazio. Ma c’è ancora poco estero

VERONA – Per molti e’ andata bene, alcuni speravano un’affluenza maggiore, altri tornano a casa con tanti contatti in più.

Si chiude così per i produttori laziali questa edizione 2017 del Vinitaly, la fiera internazionale del vino che si e’ tenuta a Verona da domenica a oggi.

Quattro giorni che già prima di iniziare hanno segnato più di un record per il Lazio, a partire dai partecipanti che mai erano arrivati a quota 65.

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Tutti hanno portato le loro 100 etichette sotto i 1.800 metri quadrati del padiglione allestito dalla Regione e da Arsial. Gli stand sono stati visitati da esperti del settore ma anche da tanto pubblico di curiosi.

E allora eccoli i primi bilanci che arrivano poco prima della chiusura della manifestazione che quest’anno ha riconosciuto a nove aziende del Lazio, per un totale di 16 etichette, le famose ‘5Star Wines’.

LE OPINIONI

Si parte con le “congratulazioni all’organizzazione del padiglione” che arrivano dall’azienda agricola Fiorano che quest’anno ha inaugurato qui la sua presenza.

“E’ andato tutto molto bene- dice il titolare-. Sono arrivate tante persone sia del Lazio che di Roma, e qualcuno anche da altre regioni e dall’estero”.

Bene anche per Pileum, che però nota “come l’anno scorso i contatti siano stati maggiori. Ma vanno coltivati- dice-, e non e’ detto che siano confermati tutti, dunque vedremo. L’affluenza e’ stata un po’ lenta e bassa- osserva- se si prendono in considerazione gli altri padiglioni, ma certamente e’ in aumento rispetto a qualche anno fa”.

L’azienda Falesco e’ soddisfatta e nota “una cosa importante: si e’ avuto un incremento della qualità delle persone che hanno visitato il padiglione. Gli ospiti erano più qualificati. I contatti? Diversi- risponde- non tantissimi, ma diversi”.

Un “bel sette” e’ il voto che dà Casata Merge’. “Non male per essere un padiglione non frequentatissimo- dice il titolare-. Abbiamo preso diversi contatti e ora stiamo già mandando le email agli importatori che sono venuti a trovarci”.

Esperienza “positiva” anche per Cantina Villa Gianna, che grazie pure al ‘5Star Wines’ ricevuto ha “consolidato le relazioni già esistenti con la grande distribuzione e la ristorazione. Però e’ mancato il contatto con l’estero- dicono allo stand-. Sono venuti solo in due, un giapponese attratto dal premio e un importatore cinese. Di certo, la curiosità e’ sui vitigni autoctoni”.

Alla sua prima volta a Verona, a Vigne del patrimonio “e’ andata molto bene. Siamo diventati visibili anche rispetto ai nostri colleghi produttori del territorio, perché molti non ci conoscevano. Eravamo maturi per uscire in pubblico- dice una dei tre soci- e il risultato e’ stato ottimo, anche se mi aspettavo di incontrare più ospiti stranieri. In ogni caso sono felicissima, ci siamo sentiti ascoltati e seguiti”.

Vinitaly 2017 “molto positivo” anche per Villa Simone, che ha notato “una discreta presenza in crescita di potenziali clienti da Roma e dal Lazio, segno della riscoperta della nostra regione da parte dei ristoratori”. E poi “un bel movimento dall’estero, con operatori che si sono fermati ad assaggiare il nostro Frascati”.

Muscari Tomajoli e’ al suo secondo anno e giudica “molto positiva” l’esperienza 2017 a Verona. “Quest’anno ho preso uno stand da solo, mentre lo scorso anno era diviso con un’altra azienda. Era per farci le ossa, e adesso sono molto contento di come siano andati questi giorni“.

Bilancio positivo anche per Cantina Bacco. “Abbiamo avuto meno caos e più driver giusti- dice Claudio-. Ci sono venuti a trovare operatori del settore e imprenditori”.

Abbastanza buoni per loro i contatti con l’estero, “soprattutto con l’Est Europa, anche se sono mancati i cinesi”.

IL CONSIGLIO DEI PRODUTTORI

Poi, un consiglio per l’organizzazione del padiglione Lazio. “Avremmo gradito incontri BtoB o visite guidate tra gli stand per le delegazioni straniere”.

Ma lo spirito del Vinitaly lo riassume Sergio Mottura. “E’ stata un’esperienza positiva, come sempre. Abbiamo avuto diversi contatti, il 90% dei quali erano già nostri clienti, mentre un 10% sono contatti nuovi che ora andranno approfonditi. E’ una fiera che funziona- dice Giuseppe- a patto che si accetti l’anima popolare. Qui arrivano dal consumatore finale al grande importatore. Il bello del Vinitaly e’ questo”.

12 aprile 2017

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