A Roma “Anxiety”, definire la paura per superare l’ansia

ROMA – “La paura e l’ansia sono l’essenza dei sentimenti e delle emozioni che incontriamo quotidianamente in ambito terapeutico”. Cosi’ la dottoressa Claudia Spadazzi, della Societa’ psicoanalitica italiana, ha introdotto ‘Anxiety‘, il terzo convegno organizzato a Roma da Italian Psychoanalitic Dialogues (Ipd) e Neuropsychoanalytic Association (Npsa) che ha riunito studiosi di portata internazionale lo scorso fine settimana . Secondo l’Istat e l’Agenzia del farmaco (Aifa) 2,5 milioni di italiani soffrono di disturbi d’ansia e raggiungono una spesa che supera 377milioni di euro per curarla. Questi dati allarmanti hanno dato il via a un dibattito volto a creare un “ponte tra psicoanalisi e neuro-scienza”.

L’intervista a Joseph LeDoux:

“Paura e ansia arrivano quando c’e’ una minaccia?”, interroga Joseph LeDoux, ricercatore e docente del Center for Neural Science della New York University. “A dar significato all’esperienza e’ sia il pensiero verbale che il mondo inconscio”. Il professore ha illustrato le ricerche condotte negli anni su una porzione del nostro cervello che si chiama ‘amigdala’. L’amigdala, per molto tempo ritenuta sede della paura, sarebbe in realta’ “responsabile del rilevamento della minaccia, controllandone poi la risposta” che si manifesta, per esempio, con l’alterazione del battito cardiaco e della pressione arteriosa. Pertanto i “farmaci” non fanno altro che contenere l’amplificazione dell’esperienza, ma non possono cambiarne il contenuto- conclude LeDoux- per questo e’ importante stare attenti alla definizione che diamo alle cose”.

L’intervista a Stefano Bolognini:

Definire e riconoscere i sentimenti emerge dall’esposizione di Stefano Bolognini psicoanalista e membro della Federazione Europea della Psicoanalisi: “La paura normale ti fa individuare il pericolo per evitarlo, e’ l’autoconservazione. Ma sottovalutare la paura o sprezzarla a causa di un’immagine eroica di se’, quindi non riconoscerla aumenta il grado di intensita’ della paura arrivando a sentire ansia e poi angoscia per finire con il panico, che non e’ altro che la paura della paura”. La soluzione e’ “sopportare senza negare” superando la “vergogna per la colpa di avere paura”. Il professore ha descritto il cambio immediato nello sguardo del paziente a cui era stato dato “il permesso di smettere di chiamare banale un sentimento”. “Il cambiamento della societa’ in cui viviamo ha generato l’assenza di un ambiente di contenimento e di affetto per i bambini, lontani dai loro ‘care giver’ a causa della precocita’ del ritorno delle madri a lavoro e la lontananza dai nonni”, ha detto Mark Solms, neuroscienziato e docente alla Cape Town University. Concludendo: “L’ansia spesso e’ causata da una eccessiva richiesta di attenzione anche in eta’ adulta”.

L’intervista a Mark Solms:

 

12 febbraio 2018
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