Dal bosone di Higgs al futuro, tutta la scienza nel Cern di Fabiola Gianotti

Scientificamente

Dal bosone di Higgs al futuro, tutta la scienza nel Cern di Fabiola Gianotti

ROMA  – Il più grande laboratorio al mondo dedicato alle particelle elementari – cioè i ‘mattoni fondamentali’ della materia – conta 17mila scienziati al lavoro, tra cui 2mila fisici italiani, 3mila studenti di dottorato, il 12% di donne e un’età media di 27 anni. A capo del Cern, l’Organizzazione europea per la ricerca nucleare, c’è lei, Fabiola Gianotti, fisica italiana. L’abbiamo incontrata in occasione di un evento organizzato a Roma dall’Accademia dei Lincei. E subito chiarisce che, no, quel ‘nucleare’ nel nome non deve fuorviare: al Cern si fa pochissimo per applicazioni nucleari, “nel bene o nel male” e l’allusione è naturalmente alle armi. Il Cern studia le interazioni tra particelle elementari per arrivare a capire la nascita dell’Universo. E’ un’istituzione che costa a ogni cittadino europeo quanto un cappuccino all’anno, a cui l’Italia contribuisce coprendo circa il 10% del budget necessario al funzionamento. A tornare indietro è una mole straordinaria di conoscenza e una serie sorprendente di applicazioni che migliorano la vita di tutti i giorni. A partire da una che abbiamo tutti, sempre, sotto gli occhi: il world wide web, che nacque al Cern da un’idea di Tim Berners-Lee. Ma non solo.

Di applicazioni derivate dal lavoro del Cern che troviamo nella vita di tutti i giorni “ce ne sono tantissime. Vanno dal web, che fu appunto inventato al Cern, alle applicazioni in campo medico”. Basti pensare agli “acceleratori usati oggi nella terapia dei tumori, come quelli del Cnao (il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica, diretto dal Professor Amaldi), che sono un esempio di applicazioni di tecnologie del Cern. I nostri strumenti vengono utilizzati” quindi “per la diagnostica in campo medico”, e poi “tecnologie di vuoto vengono usate nei pannelli solari, siamo dei grandi consumatori di Big Data, quindi abbiamo una grossa conoscenza su come trattare grandi quantità di dati”, ad esempio.

Gianotti cita l’Adroterapia: significa trattare i tumori radio resistenti o non operabili con l’uso di ioni carbonio e protoni. Dal 2010 ad oggi sono 1600 i pazienti curati così, a Pavia.

La Scienza, insomma, si avvicina alle persone tramite innovazioni fondamentali, che discendono da scoperte epocali. Una su tutte è quella del bosone di Higgs, valso nel 2013 il Nobel a Peter Higgs e Francois Englert. Dalla medicina nucleare a una ‘semplice’ risonanza magnetica, fino alle analisi di un particolare pigmento di un’opera d’arte o di un reperto storico: il bosone di Higgs e’ in mezzo a noi e si fa vedere attraverso l’applicazione pratica e quotidiana della piu’ grande scoperta di questo secolo insieme all’esistenza delle onde gravitazionali. Era il 14 luglio del 2012 quando una conferenza stampa organizzata al Cern di Ginevra diede la conferma di quella che e’ stata chiamata la ‘particella di Dio’: sei anni dopo la ricerca continua. Quello che fa il Cern è orientarsi, ogni giorno, verso un passettino in avanti.

“Quello che noi sappiamo è che ci sono delle questioni aperte per cui non abbiamo delle risposte. Quale sarà la fisica che risponderà a queste domande non lo sappiamo. Ci sono delle teorie che sono state sviluppate, però sono teorie degli Uomini: la Natura potrebbe aver scelto un altro tipo di risposta”, ricorda Fabiola Gianotti.

E intanto la scienza rimane un valore universale che trascende gli interessi economici o politici e puo’ rappresentare un messaggio di unione: succede anche nel caso di Sesame, il primo acceleratore di particelle installato in Medio Oriente, con sede in Giordania, ad Allan, in cui collaborano fianco a fianco Paesi tra cui, al di fuori della Ricerca, non corre buon sangue. Non è importante solo per la ricerca scientifica, ma anche per migliorare i rapporti in un’area storicamente conflittuale.

12 febbraio 2018
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