Emilia Romagna

A Bologna lezioni in falegnameria per gli studenti più fragili

BOLOGNA – Una lezione speciale per gli studenti fragili e con bisogni educativi speciali, che tra pochi giorni cominceranno a cimentersi con seghe, chiodi e martelli, sotto la guida di ‘maestri’ falegnami. Sarà un’esperienza diversa e alternativa rispetto ai ‘soliti’ banchi, per di più a contatto con adulti diversi dagli insegnanti con cui si confrontano ogni giorno. È il progetto messo in campo dall’istituto comprensivo 9 – Scuola secondaria Guercino, dal quartiere Savena e dall’Asp Città di Bologna. L’idea è partita dagli insegnanti delle scuole Guercino, che hanno chiesto al quartiere di poter proporre ai ragazzi con bisogni educativi speciali esperienze e risorse esterne alla scuola, diverse, per completare i loro percorsi scolastici. Ma anche un modo per far sì che i ragazzi acquistino consapevolezza delle proprie capacità e competenze, cosa che con i percorsi tradizionali spesso faticano ad emergere.

scuole, classi, scuolaGli aspiranti ‘falegnami’ impareranno l’arte di tagliare e modellare il legno nella falegnameria del Centro Servizi Giovanni XXIII in viale Roma 21: l’ha messa a disposizione Asp, che già da tempo accoglie nei suoi spazi interventi educativi che coinvolgono le nuove generazioni. I ragazzi, in gruppi di cinque e per una mattina alla settimana, potranno utilizzare gli spazi e i consigli del personale di Asp: il progetto parte in via sperimentale da metà febbraio e proseguirà fino a tutto il mese di maggio; ripartirà, poi, alla ripresa del nuovo anno scolastico. L’alleanza educativa tra Asp e Istituto comprensivo 9 mira a sostenere il percorso verso l’autonomia di ragazzi con fragilità proponendo loro un’esperienza che affianca la lezione tradizionale. Nella falegnameria gli studenti potranno sviluppare abilità manuali ma anche capacità di progettare, confrontarsi con piccoli problemi e verificare possibili soluzioni.

12 febbraio 2016
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»