Report della commissione Affari esteri dell'11 febbraio - DIRE.it

San Marino

Report della commissione Affari esteri dell’11 febbraio

SAN MARINO – Le richieste del Consiglio dei XII rivolte alla Commissione, viste come interferenze dal presidente e da alcuni commissari, e le offese rivolte da un dirigente della Pa agli stessi, hanno occupato la prima parte del dibattito odierno. In particolare, in apertura della seduta, il presidente Marino Riccardi riferisce la richiesta pervenuta dal Consiglio dei XII di avere dei chiarimenti sulla concessione di una residenza da parte della Commissione Affari Esteri. Per lo stesso Riccardi, “questa è una ingerenza- lamenta- la Commissione Affari Esteri è responsabile di quello che fa e non deve dare altre spiegazioni, suo compito è quello di dare o respingere le richieste di residenza sulla base della legge e dei requisiti dei richiedenti”.
Motiva l’iniziativa Alessandro Mancini, Ps, membro di entrambi gli organismi: “Questa richiesta era nata in modo del tutto naturale, ci siamo trovati delle pratiche che ci mettevano in difficoltà- spiega- in vista della modifica della legge sullo Sviluppo, ritenevamo e credo sia ancora opportuno, confrontarsi a livello di istituzioni senza nessun conflitto”.
Quindi Maria Luisa Berti, Ns, riferisce un episodio “grave e offensivo del ruolo dei consiglieri” che ha visto come protagonista il dirigente dell’ufficio Industria. Ovvero, “nell’ambito di un corso di formazione del 29 gennaio scorso, destinato ai liberi professionisti, il dirigente- spiega Berti- riferendosi alla disciplina della concessione della residenza, ha fatto una dichiarazione di cattivo gusto, definendo i membri della Commissione Affari esteri dei ‘delinquenti’”. Berti sollecita una presa di posizione e chiede alla commissione di valutare provvedimenti seri nei confronti del dirigente. Qui i commissari, di maggioranza e minoranza, sono concordi nel presentare un esposto al capo del personale della Funzione pubblica.
Sempre in comma Comunicazioni inoltre, Gian Matteo Zeppa, Rete, alla luce delle sollecitazioni che la Reggenza, nella recente visita al Consiglio d’Europa, avrebbe ricevuto dal commissario per i diritti Umani sulla riforma della Legge dell’Editoria, chiede un riferimento del segretario di Stato Iro Belluzzi in una prossima convocazione della Commissione. Marco Podeschi, Upr, chiede aggiornamenti sugli interventi previsti in tema di riorganizzazione dei corpi di polizia cui risponde il segretario di Stato per gli Affari esteri, Pasquale Valentini il quale riferisce di aver ricevuto la proposta per la centrale unica e il potenziamento delle pattuglie elaborata dai comandanti delle tre forze di polizia. Inoltre il segretario di Stato si impegna a portare alla commissione la proposta di legge sul dipartimento di Polizia. Infine Giovanni Francesco Ugolini, Pdcs, riferisce di avere incontrato il direttore della rivista Limes, Lucio Caracciolo, e propone di coinvolgere la commissione nell’organizzazione di una sua conferenza sulle relazioni strategiche tra macro e micro Stati. “Pongo questa opportunità- spiega- se ci può essere occasione di invitare questo professore illustre in primavera per tenere una lezione su questa tematica, visto anche che il percorso verso l’Europa di San Marino è di attualità”.
I lavori proseguono con gli altri punti all’ordine del giorno. Nel riferimento del segretario di Stato Valentini su nomine e revoche di Rappresentanti diplomatici e consolari, viene presentata la nuova convenzione con il console a Buenos Aires Viviana Gennari che prevede una retribuzione forfettaria di mille euro lordi al mese per coprire le spese degli spostamenti della stessa tra le comunità argentine. Si procede con l’esame dell’Accordo tra la Repubblica di San Marino e la Repubblica dell’Azerbaijan sull’abolizione del visto per i passaporti diplomatici e di servizio, firmato a Baku l’8 settembre 2015 e quindi con la concessione dei permessi di soggiorno e le residenze.
I commissari affrontano quindi il comma 12, con la presentazione da parte del segretario di Stato Valentini della proposta di emissione di bando di concorso per n.5 posti di Segretario d’Ambasciata alle dipendenze del Dipartimento Affari Esteri. Infine, i lavori si concludono con l’ultimo punto all’ordine del giorno, il riferimento del segretario Valentini in merito alle problematiche fiscali dei cittadini con doppia cittadinanza sammarinese e americana. Ultimo passaggio in Aula è la formalizzazione della richiesta, avanzata da tutti i gruppi della Commissione permanente affari Esteri, rivolta al capo del personale della Pa, “preso atto dell’affermazione del dirigente dell’Ufficio industria (…) che ha definito i commissari dei delinquenti”, perché provveda alla determinazione di eventuali provvedimenti disciplinari nei suoi confronti. Inoltre, nella lettera, i membri annunciano di riservarsi di addivenire a iniziative giudiziarie a loro tutela
Di seguito una sintesi del lavori odierni.

Comunicazioni
Marino Riccardi, Psd, Presidente: “Ho alcune comunicazioni da dare. La prima è che il ricorso fatto a seguito della nostra revoca di residenza è stato respinto. La seconda è relativa alla richiesta fatta dal direttore dell’ufficio Industria di avere del personale in più per poter monitorare anche le residenze che noi concediamo. Infatti, l’ultima legge dà mandato all’ufficio Industria di essere punto di riferimento per fare queste verifiche. Altra comunicazione: è pervenuta a questa Commissione una richiesta da parte del Consiglio dei XII di chiarimento sulle motivazioni rispetto la concessione di una residenza. Questa è una ingerenza, la Commissione Affari Esteri è responsabile di quello che fa e non deve dare altre spiegazioni, suo compito è quello di dare o respingere le richieste di residenza sulla base della legge e dei requisiti dei richiedenti. Passo la parola alla dott.ssa Chiaruzzi per avere ulteriori chiarimenti su questa richiesta del Consiglio dei XII”.
Dott.ssa Chiaruzzi: “Ho cercato di verificare e chiarire il percorso. E’ una residenza estremamente recente, la legge entrata in vigore a luglio demanda i controlli all’ufficio Industria e prevede una verifica annuale sulla concessione di residenza e il controllo degli impegni è al momento, dopo pochi mesi, prematuro. Sulle motivazioni per la concessione di residenza la Commissione è autonoma. Questo signore è residente da meno di 4 mesi, mi sembra complesso fare ora la verifica e, in caso, il Consiglio dei XII deve rivolgersi all’ufficio industria per le verifiche”.
Pasquale Valentini, segretario di Stato per gli Affari Esteri: “Che il Consiglio dei XII chieda motivazioni alla Commissione mi sembra assolutamente improprio. C’è una pratica, la sottoscrizione di un impegno da parte del richiedente, basta che il Consiglio dei XII chieda all’ufficio preposto tutte le informazioni. Se questo significa vedere se quelle motivazioni sono state mantenute, allora semmai si può dire che questa verifica sia fatta dopo un congruo periodo di implementazioni. La dott.ssa Chiaruzzi diceva che ha ricevuto il completamento della pratica il 4 agosto scorso, chiedere di avere già soddisfatto tutti gli adempimenti è un controsenso. L’interlocutore in ogni caso non è la Commissione, ma l’ufficio preposto ai controlli. Non la prenderei in tono polemico, ma direi al Consiglio dei XII che sulle motivazioni la Commissione ha piena legittimità a concedere residenze, circa la verifica credo possa avere un senso qualora il Consiglio dei XII si trovi ad esaminare la pratica dopo un periodo congruo”.
Maria Luisa Berti, Ns: “Le considerazioni del segretario di Stato sono condivisibili, sarebbe sufficiente che gli uffici avessero relazioni tra loro e si possano trasmettere dati”.
Gian Matteo Zeppa, Rete: “E’ evidente, se come è stato detto, che si è data la residenza e viene chiesto l’intestazione di un immobile, per forza di cose si deve passare al Consiglio dei XII. E’ vero che ognuno deve prendersi le proprie responsabilità, siamo due commissioni parlamentari e come si deve chiedere più dialogo tra uffici statali, lo si deva fare anche tra organi dello Stato, senza toni polemici.
Nell’incontro recente a Strasburgo tra i Reggenti e il commissario per i diritti Umani del Consiglio D’Europa, Nils Muiznieks, è stato chiesto di modificare la legge sulla riforma dell’Editoria, perciò chiedo al presidente quale sia la via formale per richiedere al segretario di Stato competente di riferire in merito. Belluzzi non ha mai detto niente a riguardo, era andato a parlare con il commissario uscendo con le ossa rotte e ne usciamo di nuovo così quando lo stesso ha rinnovato la richiesta al Reggenti. Chiedo sia posta in essere una richiesta di un riferimento in Commissione Affari esteri al segretario con delega all’Informazione.
Per la richiesta del Direttore dell’Ufficio industria chiedo di sapere quante persone ha a disposizione e che ci sia necessità di ulteriori risorse non lo metto in dubbio. E ancora: la diminuzione totale dei permessi di soggiorno- aumentano solo quelli delle badanti ucraine- è il segno del totale fallimento delle politiche del governo per l’incremento del lavoro. Chiedo al presidente di farsi da portavoce con il segretario di Stato di fare in modo che i decreti per le residenze ‘start up’ e i permessi straordinari siano accorpati”.
Marino Riccardi, Psd, presidente: “Al consigliere Zeppa rispondo che io non sono mai stato contattato da qualche rappresentante del Consiglio dei XII per questa richiesta, nelle mie parole non c’è nessuna prepotenza, ma già in un caso analogo abbiamo detto che abbiamo valutato i requisiti in base alla legge e non eravamo tenuti a dare altre spiegazioni in merito. Nel frattempo inoltre è stata approvata una normativa che dà competenze per le verifiche ad un ufficio specifico. La richiesta di intestarsi un immobile rientra tra gli impegni assunti dalla persona, se il Consiglio ha atteggiamenti diversi mi preoccupa. Se non si è soddisfatti dagli esiti delle votazioni mi pare che qui si trovino altre strade per mettere i bastoni tra le ruote, è una mia deduzione ma lei consigliere lo ha fatto capire dal suo intervento”.
Marco Podeschi, Upr: “Parliamo di sicurezza e ordine pubblico, al segretario chiedo una cosa. L’anno scorso è stato adottato un Odg su questi temi e tra i punti era inclusa la legge per l’istituzione del Dipartimento di polizia e si sollevava la mancanza di una figura amministrativa per il coordinamento dei corpi. Oggi ancora un progetto di legge non l’ho visto e non se ne parla più. Vorrei sapere se è sparito come il Pdl sulla carriera diplomatica e se non è più priorità del governo. Idem per la creazione di una centrale unica del comando dei corpi di polizia, questo progetto insieme al regolamento dei corpi e la legge sul dipartimento di polizia sono in stand by?
Maria Luisa Berti, Ns: “Segnalo un episodio che ritengo grave e offensivo del nostro ruolo. Nell’ambito di un corso di formazione del 29 gennaio scorso, destinato ai liberi professionisti, il dirigente dell’ufficio Industria, riferendosi alla disciplina della concessione della residenza, in favore di coniugi di imprenditori, ha fatto una dichiarazione- poi l’ha giustificata come una battuta- ma la ritengo di cattivo gusto, definendo i membri della Commissione Affari esteri dei ‘delinquenti’. Ho stigmatizzato la cosa, ma un soggetto che riveste un ruolo dirigenziale in un ufficio pubblico può certamente fare riflessioni sulla nostra incapacità, ma definire delinquente qualcuno è un termine fuori luogo che va non solo stigmatizzato. Visto che non sono pervenute scuse ufficiali, credo che la questione sia da segnalare e che si debbano valutare dei provvedimenti Era un contesto non privato e ha usato termine delinquenti un dirigente della Pa”.
Giovanni Francesco Ugolini, Pdcs: “La mia è una comunicazione più tranquilla. Ieri in occasione della presentazione a Bologna del nuovo numero di Limes dedicato alla Russia, tramite il console russo in Emilia Romagna, ho avuto l’opportunità di invitare a San Marino il direttore di Limes, Lucio Caracciolo, e proponendo di organizzare una conferenza sulle relazioni strategiche tra macro e micro Stati coinvolgendo la nostra Commissione. Pongo questa opportunità, se ci può essere occasione di invitare questo professore illustre in primavera per tenere una lezione su questa tematica, visto anche che il percorso verso l’Europa di San Marino è di attualità”.
Marco Gatti, Pdcs: “Condivido la posizione del presidente sul conflitto di competenza che nasce un po’ troppo spesso a livello costituzionale tra commissioni. E anche su quanto riferito in commissione da Berti rientra in questo, quando ognuno giudica il lavoro degli altri, prevaricando le proprie competenze, senza conoscere come mai sono state prese certe decisioni. In occasione del convegno formativo di organi professionali è emerso che il funzionario che ha parlato non conosceva la legge sul rilascio di residenze e sulla base di cosa la commissione decidesse le concessioni. Prevaricare i confini di competenze è sconveniente, emergono mancanza di conoscenze e appellativi non appropriati. Sulla posizione del Consiglio dei XII sottolineerei proprio il fatto che mai la Commissione Esteri è entrata nel merito delle decisione di autorizzazioni prese dal Consiglio stesso. Altrettanto rispetto va dato alla decisione portata avanti dalla commissioni Affari esteri”.
Gian Franco Terenzi, Pdcs: “Il conflitto istituzionale è abbastanza grave. L’operato della Commissione esteri è di deliberare in base alla normativa legislativa di fronte alle informazioni a disposizione. E’ una decisione autonoma della stessa commissione che ritengo non possa essere oggetto di interferenza da parte di altre commissioni. Secondo argomento, proprio per questa ragione salto al dirigente di un ufficio pubblico che si è permesso in una riunione dei liberi professionisti di giudicare i membri della commissione come dei delinquenti. Se risulta il vero, credo che una posizione della Commissione stessa debba esserci, ferma e dura, un dirigente non può permettersi di fare certe affermazioni. Chiedo a tutti voi di associarsi ad un’azione per cui la Commissione non può accettare tale dichiarazione”.
Marco Podeschi, Upr: “Intervengo a livello personale sul dirigente dell’ufficio Industria. Chiederei alla commissione di presentare un esposto al capo del personale della Funzione pubblica. Nel momento in cui ci sono ex politici finiti in carcere, non mi va giù che un dirigente pubblico, che è anche dirigente di un partito e in comitati vari e organismi che vigilano su fondazioni, davanti ad avvocati e notai ci dia dei delinquenti. Oppure scriviamo direttamente al tribunale e se il dottor Luciano Bollini ci da dei delinquenti ne risponda perché non è accettabile”.
Luca Santolini, C10: “Sottolineo in toto le affermazioni del collega Podeschi e chiedo di procedere con un esposto. Mi pare un fatto molto grave. Altrimenti procederò anche io in separata sede singolarmente”.
Alessandro Mancini, Ps: “Intervengo sulla prima questione del Consiglio dei XII. Come altri collegi faccio parte di entrambi gli organismi. Questa richiesta era nata in modo del tutto naturale, ci siamo trovati delle pratiche che ci mettevano in difficoltà. In vista della modifica della legge sullo Sviluppo, ritenevamo e credo sia ancora opportuno, confrontarsi a livello di istituzioni senza nessun conflitto. Un raccordo in previsione di un adeguamento normativo credo debba essere fatto. Perché si mette in difficoltà questa commissione e anche il Consiglio dei XII”.
Denise Bronzetti, Indipendente: “Anche io faccio parte del Consiglio dei XII. Condivido in toto quanto detto dal consigliere Mancini, ci sono tanti esempi in cui il Consiglio dei XII si è dovuto far carico di problematiche che hanno fatto scaturire la lettera inviata solo per richiedere un incontro, per evitare che proceduralmente si possano creare problemi che non sono solo in capo agli organi decidenti, ma spesso producono poi effetti sugli istanti che si trovano in difficoltà perché poi la Commissione Esteri fa una cosa e il Consiglio un’altra. Ci sembrava ragionevole che tra le due commissioni ci potesse essere un chiarimento sul modo di operare, in mancanza di un quadro normativo che ha necessità di un adeguamento. Rispetto all’episodio di cui non ero a conoscenza, mi associo alle osservazioni dei colleghi e credo sia la strada giusta coinvolgere la commissione disciplinare, visto che parliamo di un dirigente in organico nella Pa. Rispetto alla comunicazione di Ugolini, mi fa molto piacere ci possano essere questi interessamenti e inviti, e vorrei rammentare al presidente che a inizio legislatura avevamo chiesto di interessarsi per un incontri anche con l’omologa Commissione Affari esteri italiana. Oggi le motivazioni possono essere diverse, ma ce ne potrebbero essere comunque tante per continuare a promuovere un incontro tra le commissioni”.
Andrea Belluzzi, Psd: “Sul Consiglio dei XII faccio parte di coloro che auspicano un maggiore dialogo tra le due istituzioni, sicuramente penso che anche l’atteggiamento delle istituzioni debba esser quello di sostenere lo sviluppo economico, il consolidamento patrimoniale di aziende e imprenditori e che debba essere il comune denominatore delle istituzioni. Anche il Consiglio dei XII deve cogliere questo passaggio e assumerlo nel suo ruolo di verifica e tutela del patrimonio immobiliare, quando viene richiesta l’intestazione da parte di soggetti non residenti. Il Consigli dei XII dovrebbe non cercare le ragioni per dire di no, questo è un atteggiamento della Pa in generale che deve essere abrogato nel Paese. Bisogna cercare le ragioni per sostenere le ricerche del cittadino e verificare la loro legittimità. Sull’episodio sollevato dalla collega Berti credo che assolutamente dobbiamo prendere posizione e che il percorso disciplinare sia la soluzione più appropriata”.
Tony Margiotta, Su: “Sull’episodio sollevato da Berti credo anche io sia necessario intervenire e che la commissione prenda provvedimenti. Un dirigente di esperienza in una location con professionisti deve avere un determinato atteggiamento e rispetto nei confronti delle istituzioni”.
Pasquale Valentini, segretario di Stato: “Rispetto alcune domande fatte, sono oggetto di alcune mie comunicazioni. La prima: mi farò carico sicuramente al collega Belluzzi di prevedere un intervento in Commissione sulla legge per l’Editoria, ma ci tengo a precisare senza polemica che la comunicazione data a seguito dell’incontro con la Reggenza, cui ero presente, non corrisponde al vero. In una visita ufficiale il commissario ha incontrato la Reggenza e si complimentava perché siamo andati a ratificare la convenzione di Instanbul. Poi ci ha detto in tono cordiale che aveva avuto un confronto con il segretario Belluzzi sulla legge per l’Editoria e voleva sapere se c’erano stati degli sviluppi, abbiamo riferito del lavoro in corso con la Consulta dei giornalisti per il codice deontologico, quindi si è congedato congratulandosi per il fatto che non si è lasciata cadere la cosa e ha offerto il sostegno del suo staff.
Seconda comunicazione: la Legge di bilancio aveva previsto che entro il 31 gennaio i tre comandanti avebbero dovuto predisporre una proposta per la centrale unica e il potenziamento delle pattuglie. Il 26 gennaio abbiamo ricevuto il verbale e la proposta dei tre comandanti e martedì scorso ne abbiamo preso atto in congresso di Stato. La legge dice che devo darne comunicazione alla commissione e intendevo farlo, ho qui il cartaceo e domani vi invio il verbale per mail. Quella proposta operativa prevista dalla legge è stata realizzata. Sul dipartimento di Polizia: se è possibile alla prossima commissione, e lo chiederò anche alla maggioranza, c’è una prima lettura e credo sia giusto pronunciarsi. Ritengo al di là del tutto necessario questo passaggio per consentire ai tre corpi di dialogare tra loro e avere compiti affidati da un’entità sovraordinata. Sarò promotore per riprendere in mano quella prima lettura e vedere cosa ne vogliamo fare. Stessa cosa vale per la carriera diplomatica, visto tutte le osservazioni fatte in prima lettura e i cambiamenti avvenuti abbiamo rivisto tutto l’impianto dei diplomatici fuori e dentro carriera. Mia intenzione è quella di sostituire il progetto precedente con un nuovo progetto ed esaminarlo. Altra comunicazione, è segnalare alla commissione un memorandum d’Intesa tra la Repubblica di San Marino e il Perù, siamo ai primi passi per dire che abbiamo l’intenzione di elevare il livello di collaborazione tra i due Paesi. Sul potenziamento dell’ufficio Industria: è una richiesta legittima perché abbiamo fatto già un censimento delle pratiche da esaminare, sono oltre 200, c’è la giustificazione di qualche persona, al massimo due, per portare avanti sia questo discorso di pregresso, sia la normalità dei controlli sulle residenze e il rispetto degli impegni”.
Marino Riccardi, Psd, presidente: “In merito agli atteggiamenti del dirigente ufficio Industria proporrei alla commissione di approvare una bozza di lettera da inviare al Capo del personale, in cui lo invitiamo a prendere posizione di conseguenza. Direi di riprendere poi questo argomento alla fine dei lavori, per ragionare su una bozza di lettera per trovare accordo unanime”.
Comma 13. Riferimento in merito alle problematiche fiscali dei cittadini con doppia cittadinanza sammarinese e americana.
Pasquale Valentini, segretario di Stato per gli Affari esteri: “Ho ritenuto di fare questo riferimento su una situazione venuta alla ribalta dopo gli accordi Fatca, perché ho visto crescere varie dicerie, opinioni e una notevole confusione. Ritengo che questa commissione debba essere fatta partecipe delle problematiche e di poter esercitare insieme un ruolo per fare chiarezza su un argomento che ha rilevanza, non solo per le persone interessate, ma anche per lo Stato. Oltre il 10% della popolazione è interessata dalla doppia cittadinanza sammarinese e americana. La problematica fiscale è venuta in evidenza con l’entrata in vigore degli accordi Fatca che non hanno modificato la legge fiscale americana. Gli accordi hanno provocato lo scambio di informazione, gli Stati uniti hanno preteso di poter conoscere la situazione dei conti bancari dei loro cittadini ovunque residenti nel mondo. Un cittadino ovunque residente per gli Stati uniti deve fare la dichiarazione negli Stati uniti.
Gli accordi Fatca hanno fatto venire a galla la situazione dei cittadini americani e in questo caso sammarinesi. L’assenza di accordi contro le doppie imposizioni e sulla sicurezza sociale hanno aggravato la situazione. Chi fa la dichiarazione redditi deve per obbligo in America pagare anche la sicurezza sociale. Molti cittadini poi non avendo più avuto relazioni stabili con gli Usa non si sono tenuti in regola con dichiarazione dei redditi americani. Si è detto che le autorità sammarinesi non hanno mai proceduto ai due accordi, non è vero, dal 2003 ci sono scambio di note per stipulare con Usa accordi su doppie imposizioni, ma gli Usa non hanno valutato la cosa interessante, perché i volumi di scambio non giustificavano per loro la stipula di un accordo complesso. Avevano piuttosto proposto un accordo sullo scambio di informazioni già allora, ma la risposta sammarinese è stata cauta. Quando ci siamo confrontati con l’autorità Usa sull’accordo Fatca, sin da 2014, in cui abbiamo comunicato la nostra disponibilità, inevitabilmente avevamo sollevato la questione dei due accordi. Per la prima volta abbiamo avuto un incontro al Dipartimento economia americano, è iniziato uno scambio di elementi tecnici che dovrebbe produrre la costituzione di un gruppo di lavoro misto per vedere di addivenire ad un’ipotesi di accordo. L’accordo contro doppie imposizioni non evita però l’obbligo della dichiarazione dei redditi. Ma cosa può fare? Attenuare tramite credito di imposta alcune tassazioni da pagare negli Usa. Il credito di imposta nel nostro caso è svantaggioso perché il livello di tassazione nel nostro Paese è inferiore. Non possiamo quindi immaginare un effetto strabiliante malgrado l’accordo. L’accordo in materia di sicurezza sociale si rivolge prevalentemente a società ed è rivolto a tutelare questa tipologia, noi invece abbiamo prevalenza di pensionati. Se anche raggiungiamo poi velocemente questi accordi non hanno valore retroattivo e il pregresso rimane. C’è però una norma che viene incontro alla regolarizzazione, c’è una norma transitoria, in caso sia riconosciuto che il contribuente “poteva non sapere” di dichiarare, per la lontananza di lunga durata dagli Usa, ma è una finestra transitoria. Questa norma transitoria permette di contribuire solo gli ultimi tre anni. La rinuncia di doppia cittadinanza non vale se ci sono insolvenze con il fisco americano, l’eventuale rinuncia può avvenire solo se la posizione fiscale è in ordine. Il problema quindi riguarda le situazioni pregresse, la legge americana prevedere tutta una serie di deducibilità e crediti fiscali, anche senza legge contro le doppie imposizioni. C’è poi l’opzione delle norma transitoria. Abbiamo chiesto all’Iss, in quanto erogatore delle pensioni, di documentare l’incidenza sulle pensioni che ha avuto la contribuzione, per far capire all’amministrazione americana che sono conseguenza di un versamento fatto nel tempo non di una donazione dello Stato. Abbiamo avuto la possibilità di non avere una dichiarazione individuale, lo studio è generale e ci dice la media della retribuzione che è attorno al 51% e può essere portato come elemento di deducibilità”.
Maria Luisa Berti, Ns: “Ringrazio per il riferimento puntuale del segretario di Stato. E’ tematica di grande attenzione e preoccupazione. L’accordo contro le doppie imposizioni ha come obiettivo di sollevare i pensionati dalla doppia imposizione, poi importante il secondo accordo per giungere a liquidazione pensione. Importante il tavolo tecnico misto mi permetto di sollecitare l’impegno massimo per arrivare alla loro sottoscrizione. Spero che il dato della contribuzione al 51% sia corretto, so che c’è qualche riserva su questa stima da parte di soggetti competente in materia”.
Giovanni Francesco Ugolini, Pdcs: “Più che opportuna questa relazione del segretario di Stato Valentini. Chiedo al segretario di dare una spiegazione più chiara sui pensionati, i più tartassati da dichiarazioni redditi”.
Gian Franco Terenzi, Pdcs: “Credo che l’opzione della dichiarazione degli ultimi tre anni sia la più conveniente e mette condizione i nostri cittadini di avere condizione di privilegio.
Pasquale Valentini, segretario di Stato: “L’Iss ha fornito un dato e ha fatto una relazione di 15 pagine per spiegare come si é arrivati a quel dato. Noi lo abbiamo mandato alle autorità americane, ma senza una verifica non si può dire che, se c’è copertura del 51%, allora c’è deducibilità del 51%, è un meccanismo da valutare con autorità americane e specialisti. Bisogna vedere qual è il meccanismo di deducibilità”.

12 febbraio 2016
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