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Nuova terrazza panoramica sull’ex centrale termica a Novoli

FIRENZE – “Una nuova terrazza panoramica sulla città”. Il Comune di Firenze descrive così quello che sarà realizzata sulla copertura dell’ex Centrale Termica, nell’ex area Fiat di Novoli, ed “è solo un elemento del complessivo progetto di riqualificazione che farà rinascere questo pezzo di archeologia industriale cittadina”. La giunta, infatti, ha dato il via libera, su proposta dell’assessore al patrimonio non abitativo Federico Gianassi, alle “linee guida per la progettazione relativa alla destinazione pubblica dei locali all’interno dell’edificio denominato UMI F (ovvero il centro urbano di San Donato) e ristrutturazione dell’ex Centrale Termica”.
Sia il progetto che le spese per gli interventi di ristrutturazione e di sistemazione saranno a carico dell’Immobiliare Novoli, come previsto dalla convenzione urbanistica per il piano di recupero dell’area. Un accordo che tra l’altro prevede la cessione all’amministrazione, a scomputo degli oneri di urbanizzazione secondaria, della centrale termica e dei locali all’interno del centro commerciale di San Donato.

“Si tratta- spiega Gianassi- di una grande operazione per la città e per il quartiere. Non soltanto si recupera un edificio abbandonato da tempo ma lo si destina all’uso pubblico, aprendolo ai cittadini che potranno così scoprire un pezzo importante della storia industriale di Firenze”. La ciminiera della centrale tocca l’altezza di 50 metri e svetta sopra un parallelepipedo alto 31,5 metri che contiene solo quattro livelli più il livello di copertura, pari a circa 1.700 metri quadrati con al centro il grande volume della sala caldaie (oltre 1.900 metri cubi).
Al piano terra, fa sapere il Comune, “verrà realizzato uno spazio pubblico polivalente, aperto ai cittadini per iniziative, eventi e attività”. Al primo piano verranno conservate e rese accessibili le due caldaie e il complesso sistema di passerelle e scale al loro servizio e l’intero volume diventerà uno spazio pubblico polivalente. Anche il secondo livello sarà utilizzato per la creazione di uno spazio aperto polivalente, incentrato sul triplo volume (oltre 480 metri cubi) esistente intorno alla base della ciminiere. Saranno mantenute le grandi vetrate sulla città, parte fondamentale del disegno architettonico della centrale. Il terzo piano sarà destinato a servizi funzionali allo spazio collocato al piano inferiore (tra l’altro saranno realizzati un montacarichi e una scala).

firenzeL’area intorno alla base della ciminiera (circa 130 metri quadrati) rimarrà libero da solai e diventerà un elemento qualificante della sala sottostante, cui sarà collegato da una scala interna che arriverà fino alla terrazza panoramica. Quest’ultima si svilupperà sulla copertura della centrale (440 metri quadrati complessivi di cui 360 utili) e sarà resa agibile con una chiusura trasparente dei suoi lati e con la realizzazione di una copertura su un terzo della superficie. La ciminiera infine sarà oggetto di un intervento di messa in sicurezza che, grazie all’utilizzo di tecnologie non invasive, consentirà di mantenere sostanzialmente invariato l’aspetto, comprese le fasce bianche e rosse. L’intera struttura sarà dotata di una nuova scala di sicurezza e di due nuovi ascensori che saranno realizzati in un volume esterno alla centrale.

Per quel che riguarda i 2.227 metri quadrati all’interno del centro commerciale San Donato, la progettazione dovrà prevedere la chiusura dell’apertura sul fronte ovest dell’immobile al primo e secondo piano attraverso il completamento degli infissi, oltre all’inserimento di un’ulteriore superficie ottenibile attraverso la realizzazione di un soppalco praticabile sul lato nord dell’immobile servito da una scala di accesso posta al secondo livello. Il primo livello costituirà il luogo di tutte le principali attività collettive; il secondo livello si caratterizzerà per una maggiore specializzazione degli ambiti e la presenza di spazi condivisi; infine il terzo livello accessibile all’interno del secondo piano dedicato ad attività gestionali e a laboratori.

di Diego Giorgi, giornalista

12 gennaio 2016

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