Giovani

Il labirinto del silenzio: in sala i crimini di Auschwitz

Il-Labirinto-del-Silenzio-locandinaROMA – A poche settimane dalla tanto attesa notte degli Oscar, arriva in sala il film candidato come Miglior Film Straniero. Si tratta de “Il labirinto del silenzio” pellicola tedesca in uscita il 14 gennaio, firmata dal regista Giulio Ricciarelli, italiano trapiantato in Germania.

Sinossi – Fine anni ’50, i crimini di Auschwitz commessi durante la Seconda Guerra Mondiale sembrano rimossi dalla memoria collettiva e ignorati dalle istituzioni tedesche. Un giovane pubblico ministero, con l’aiuto di un giornalista, s’imbatte in alcuni documenti che permettono di avviare il processo contro i membri delle SS che hanno commesso crimini nei campi di concentramento. La storia, basata su fatti reali, racconta gli sforzi di questo giovane uomo per rompere la coltre di silenzio e assicurare i responsabili alla giustizia.

Sullo sfondo di eventi realmente accaduti, “Il labirinto del silenzio”, distribuito da Good Films, getta uno sguardo molto personale e particolare sullo stile di vita degli anni del “miracolo economico”, l’era delle sottogonne e del rock’n’roll, in cui le persone volevano solo dimenticare il passato e guardare avanti. Il film racconta in maniera emozionante un capitolo poco noto di quegli anni, che ha cambiato il modo in cui la Germania guardava al suo passato.

Giulio Ricciarelli, milanese di nascita e tedesco d’adozione, dirige qui Alexander Fehling (“Bastardi senza gloria”, “Goethe!”, “Homeland”) nel ruolo del giovane pubblico ministero Johann Radmann. Assieme a Fehling, un grande cast di giovani attori, tra cui André Szymanski nel ruolo del giornalista Thomas Gnielka, Friederike Becht in quello della ragazza di Radmann, Johann von Bülow, il collega procuratore che lo assiste, Johannes Krisch nella parte di Simon Kirsch; e la leggenda del teatro Gert Voss nella parte del Pubblico Ministero Generale Fritz Bauer, la forza trainante dietro ai processi di Auschwitz.

12 gennaio 2016
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»