Omicidio Serena Mollicone, il papà: “Ho avuto paura che qualcuno volesse uccidermi”

ROMA – Guglielmo, come lo era Serena, non e’ altissimo di statura. Ma lui, come l’aveva la figlia, ha una forza di volonta’ che va oltre. Serena Mollicone era una giovane studentessa di Arce, in provincia di Frosinone, scomparsa l’1 giugno del 2001 e ritrovata due giorni dopo morta in un bosco, in localita’ Anitrella, a pochi chilometri da casa. Dopo tanti anni di indagini, di presunti depistaggi, di presunti colpevoli, la soluzione sembra finalmente vicina. Quattro indagati (due sono carabinieri della Caserma di Arce), il risultato della perizia dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo sul corpo riesumato di Serena, da quasi due anni trasferito a Milano per le indagini: sono questi i punti che porterebbero alla risoluzione del caso.



“Ogni giorno una notizia qui diventa vecchia”

“Ogni giorno una notizia qui diventa vecchia. Si va speditamente verso la verita’” e tutto cio’ che e’ emerso dovrebbe “finalmente portare a cosa e’ successo, ai motivi che hanno portato alla morte di Serena”, ha raccontato Guglielmo all’agenzia Dire. La vita va comunque avanti e in questi giorni papa’ Guglielmo sta ultimando il trasloco della sua cartoleria nel centro di Arce verso un locale poco distante. Pur sommerso da libri, quaderni, penne e matite pronti per essere trasferiti, non si sottrae quando si tratta di parlare di Serena: “Io ho sempre detto che in caserma c’era l’origine della sua morte- ha ribadito- Nel 2001 l’Arma non eseguiva cio’ che le era demandato, ovvero mantenere l’ordine pubblico. In quel periodo Arce era una giungla, a causa soprattutto dell’incuria di chi doveva controllare e salvaguardare le vita delle persone: in quegli anni tanti ragazzi sono morti per droga ed e’ stato il periodo peggiore della storia di Arce. C’era malaffare e nessuno controllava”.

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Prima dei risultati emersi dalla perizia della Cattaneo, Guglielmo pensava a un incidente

Prima dei risultati emersi dalla perizia della Cattaneo, Guglielmo pensava a un incidente: “Avevo pensato a questo, a lei che perdeva l’equilibrio e sbatteva la testa. Invece ho dovuto assorbire anche questa stilettata: non era un incidente ma c’e’ stata la volontarieta’ di uccidere Serena. Non e’ caduta per caso ma e’ stata fatta sbattere di proposito contro la porta, le e’ stato fatto del male con percosse sulle ginocchia. E questi lividi chi glieli ha procurati? Perche’ non sono stati trovati 16 anni fa quando e’ stata fatta l’autopsia ma sono riapparsi oggi? C’era forse la volonta’ di chiudere tutto come un incidente? Questo fatto mi ha scioccato”. Guglielmo ha raccontato di aver passato momenti difficili: “Sembrava che tutti remassero verso una parte, quella sbagliata. Ho pensato che qualcuno volesse attentare alla mia vita. Dormivo con il telefonino acceso non per difendermi ma per poter dire chi mi stava uccidendo. Non e’ successo forse perche’ hanno avuto paura ma io non ero tranquillo”.

Dopo due anni, se non ci saranno imprevisti, la salma di Serena tornera’ a casa

“Spero che al piu’ presto me la ridiano, per portarle dei fiori freschi, per andarla a trovare, chiederle aiuto, per averla vicino, anche se gia’ lo e’ spiritualmente. Il corpo di Serena e’ importantissimo, deve stare dov’era, accanto alla mamma, per portarle dei fiori e le preghiere, le uniche cose che le posso dare”.

11 Dicembre 2017
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