10 anni di Cosmo SkyMed - DIRE.it

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10 anni di Cosmo SkyMed

 

ROMA – Cosmo SkyMed compie 10 anni e li festeggia al Maxxi dove in questi giorni è sbarcata la mostra Gravity. Una decade in cui la prima costellazione di satelliti, con i suoi quattro occhi puntati sulla Terra, ci ha fornito informazioni fondamentali per la comprensione dei fenomeni che interessano il pianeta.

Cosmo SkyMed ha catturato oltre 1 milione di scene radar in tutto il mondo, immagini scattate dai radar ad apertura sintetica che agiscono in banda X riuscendo quindi a vedere in ogni condizione atmosferica e in assenza di luce solare.

Ogni satellite della costellazione può effettuare 450 riprese al giorno per un totale di 1.800 immagini radar, che forniscono un importante contributo al monitoraggio del territorio e alla gestione sostenibile delle sue risorse, alla sicurezza e alla gestione di eventi naturali ed emergenze, come l’incidente della piattaforma Deepwater Horizon del 2010 o il terremoto di Amatrice del 2016, fino alla lotta agli effetti del cambiamento climatico.

Ma non solo. Gli obiettivi della costellazione di satelliti puntati sulla superficie terrestre hanno fornito informazioni in campo militare e civile: dalla salvaguardia dell’ambiente marino al monitoraggio delle risorse naturali, passando per la gestione delle emergenze. Un occhio particolare è puntato sull’Amazzonia, il polmone verde del mondo e uno dei luoghi della Terra dalla più incredibile biodiversità, fortemente minacciato dal disboscamento finalizzato alla produzione di legname e all’allevamento intensivo.

Fin dal primo satellite, Cosmo SkyMed ha dimostrato la sua preziosa utilità alla istituzioni internazionali e alle organizzazioni umanitarie impegnate nella gestione delle emergenze e negli aiuti alle popolazioni colpite dal ciclone Nargis in Birmania, dal terremoto del Sichuan in Cina nella primavera del 2008, quando il sistema svolse un ruolo di monitoraggio e di trasmissione di informazioni altrimenti non reperibili viste le condizioni del terreno e meteorologiche, e dagli uragani Hannah e Ike su Haiti nel settembre dello stesso anno.

Negli ultimi 5 anni, il servizio è stato attivato più di 200 volte per gravi emergenze ambientali o grandi eventi che hanno coinvolto le protezioni civili in ogni parte del mondo, generando oltre 2.300 mappe. Le immagini dei satelliti rivestono una grande importanza nel servizio Emergency Mapping del programma Copernicus della Commissione europea, che rende disponibili in poche ore mappe satellitari di aree colpite da un disastro naturale o da crisi umanitarie. Il record trimestrale di attivazioni, ben 13, si è registrato tra agosto e ottobre 2017.

I dati della costellazione satellitare ci hanno permesso di monitorare i cambiamenti climatici osservando e studiando fenomeni quali la desertificazione, inondazioni, innalzamento del livello del mare, catastrofi naturali come frane o terremoti, scioglimento dei ghiacciai.

Uno strumento privilegiato per l’osservazione e il monitoraggio delle regioni polari, estremamente estese e difficili dal punto di vista meteorologico. Un esempio? Dal luglio del 2017 Cosmo SkyMed osserva i movimenti di A-68, un iceberg gigante di circa 5800 chilometri quadrati staccatosi dalla piattaforma di ghiaccio Larsen-C in Antartide.

Cosmo SkyMed ha assicurato all’Italia una posizione preminente nel settore dell’osservazione della Terra basata sull’impiego di Tecnologia radar, questo è stato possibile anche perchè la costellazione di satelliti è il risultato della sinergia fra enti, istituzioni, mondo della ricerca, università e industria.

Finanziato dall’Agenzia spaziale italiana, dal Ministero della Difesa e dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il sistema è il frutto delle migliori competenze dell’industria spaziale italiana, con Leonardo, Telespazio e Thales Alenia Space, coadiuvate da un numero significativo di piccole e media industrie.

Dal successo di Cosmo SkyMed sono nate anche tante collaborazioni internazionali, in particolare con la Francia e l’Argentina, finalizzate all’utilizzo delle capacità satellitari per una migliore gestione delle emergenze. I ritorni, economici, commerciali e in termini di sviluppo di competenze altamente specialistiche, garantiti dall’investimento sul sistema satellitare sono stati elevati. Basti pensare che nel periodo più intenso di sviluppo, dal 2004 al 2007, immediatamente a ridosso del lancio del primo satellite, la ‘macchina industriale’ di Cosmo SkyMed ha impegnato ogni anno nel Gruppo Leonardo circa 900 risorse, tra tecnici e ingegneri altamente qualificati, e altrettante nell’indotto delle piccole e media imprese nazionali.

L’industria italiana oggi sta lavorando allo sviluppo della Seconda generazione di Cosmo SkyMed che garantirà un incredibile salto generazionale in termini di tecnologia, prestazioni e vita operativa.

L’implementazione prevede la realizzazione di due satelliti all’avanguardia tecnologica e prestazionale che garantiscano la continuità dei servizi forniti dalla costellazione Cosmo SkyMed di prima generazione, attualmente al pieno della sua operatività.

11 dicembre 2017
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