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Bitcoin, cos’è la moneta virtuale


ROMA – Negli ultimi giorni Tv e giornali sono tornati a parlare insistentemente dei Bitcoin perchè domenica scorsa c’è stato il lancio del primo contratto ‘future’ alla Borsa di Chicago (Cboe, Chicago Board of Exchange).

Ma che cos’è un Bitcoin? E’ una moneta digitale creata nel 2009 da Satoshi Nakamoto, la cui identità non è mai stata svelata anche perchè dietro questo pseudonimo si nasconde non solo un informatico, ma probabilmente un gruppo di programmatori visionari che provengono dal movimento Cypherpunk. La criptomoneta nasce come strumento democratico in risposta alle crisi bancarie del 2007-2008. L’idea di fondo era creare una piattaforma dove usare una moneta e comprare dei beni al di fuori delle banche centrali.
Chi sorveglia? La rete ‘blockchain’ raccoglie, verifica e autorizza le transazioni in bitcoin. Gli utenti accedono con dei codici personali. Poi, c’è il ‘book ledger’, una sorta di libro mastro di ogni transazione custodito da tutti i membri del blockchain.
Quella della criptovaluta è stata una vera e propria corsa, a tratti folle; infatti solo pochi mesi fa aveva un valore di circa mille dollari, oggi oscilla intorno ai 15 mila dollari.
Nel maggio del 2010 venne compiuto il primo acquisto reale (due pizze) e oggi piccoli risparmiatori e investitori istituzionali sono presi da una vera e propria febbre da Bitcoin, non per comprare beni online ma perchè vedono la possibilità di un investimento redditizio.
Solo nell’ultimo mese la creatura di Satoshi Nakamoto ha guadagnato il 107%. Come ha scritto il Capoanalista di ActivTrades Londra, Carlo Alberto De Casa, “in tre anni la salita è del 4.150%, mentre negli ultimi cinque anni raggiunge il 112.000%. Un investimento di 100 dollari fatto nel 2013 avrebbe consentito di moltiplicare di oltre 1000 volte il proprio capitale, arrivando a 112.000 dollari”.
Ma il Bitcoin non è infinito, se ne possono produrre al massimo 21 milioni (secondo alcune stime il 75% è già stato assegnato), però una moneta si può comprare frazionata fino all’ottava cifra decimale.
Al di là della quotazione sulla Borsa dei ‘future’ di Chicago, il dibattito di oggi affronta il rischio ‘bolla’ legato ai Bitcoin. Se per Noriel Roubini “è una speculazione che prima o poi scoppierà” c’è anche chi pensa, come Garrick Hileman, del Centre for Alternative Finance dell’Università di Cambridge, che invece “siamo in una nuova era dal punto di vista finanziario e monetario”.
Rischi e trasparenza. I gemelli Winklevoss, quelli della causa a Zuckerberg sulla paternità di Facebook, sono stati tra i primi a investire in Bitcoin e a fare pressioni sul ‘sistema’ per regolamentare la criptovaluta. A oggi, a parte la borsa sui ‘future’, la moneta è scambiata solo sul mercato ‘over the counter’, fuori dai mercati regolamentati.
11 dicembre 2017
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