Gambia, Jammeh rifiuta la sconfitta e chiude le frontiere

gambia2ROMA – Mentre sul sito internet della presidenza campeggia una foto del nuovo Presidente Adama Barrow sorridente e coi pugni verso il cielo, il suo predecessore Yahya Jammeh ha fatto marcia indietro: ha respinto l’esito delle elezioni e ha disposto la chiusura delle frontiere. Davanti alle telecamere della Tv di stato, nella tarda serata di venerdì, ha quindi chiesto che si torni alle urne: “Dopo un’indagine approfondita, ho deciso di respingere l’esito della recente elezione. Ho scoperto l’esistenza di anomalie gravi e inaccettabili durante le procedure di voto”, ha detto Jammeh. “Chiedo quindi nuove elezioni trasparenti sotto il controllo di una Commissione elettorale indipendente e formata da persone timorate di Dio”.

gambia_bandieraLe urne si sono aperte la scorsa settimana, dando un esito ritenuto da molti sconvolgente e di buon auspicio per la democrazia del Paese: dopo 22 anni ininterrotti al potere, Jammeh è stato sconfitto dal Leader dell’opposizione. Secondo quanto riporta il quotidiano senegalese ‘Le Soleil’, i brogli a cui Jammeh fa riferimento sono stati rivelati da una nota emessa martedì mattina dalla Commissione elettorale, secondo cui lo scarto tra i due candidati non sarebbe di 60mila bensì di 20mila voti, causa di un errore nei conteggi. Tale cifra non cambia comunque l’esito di queste elezioni, ma tanto è bastato per spingere Jammeh ad accusare direttamente il presidente della commissione Alieu Momar Njie di aver truccato i risultati. Mentre l’ex Presidente annunciava dunque la sua decisione – che dovrà formalizzare entro lunedì – Barrow teneva il suo discorso di insediamento, nel quale ha auspicato la riconciliazione nazionale e la difesa dei diritti umani. Poi su Twitter ha scritto: “L’annuncio del Presidente Jammeh è una macchia per la nostra democrazia. Il popolo ha preso la sua decisione”, e poi ha annunciato una riunione imminente col fronte delle opposizioni per discutere questa faccenda, a cui seguirà una conferenza stampa. Intanto nella notte tra venerdì e sabato il governo del Senegal ha preso ufficialmente posizione contro quello che sui media locali viene definito un “dittatore”: mentre il ministro degli Esteri Mankeur Ndiaye chiedeva ufficialmente a Yahya Jammeh di lasciare il potere e accettare l’esito delle urne, il Presidente Macky Sall inviava al Consiglio di Sicurezza dell’Onu la richiesta di indire una seduta per discutere la questione, preoccupato di un eventuale colpo di Stato. Il territorio del Gambia è inserito in quello del Senegal – a eccezione della frontiera occidentale che guarda all’Oceano – pertanto Dakar è molto attenta agli sviluppi in quel Paese.

ADAMA BARROW CHIEDE DI SCENDERE IN STRADA CONTRO JAMMEH

Nella giornata di ieri, il neo eletto Presidente Adama Barrow ha fatto appello alla popolazione a scendere in strada per protestare contro il rifiuto del suo predecessore, Yahya Jammeh, di accettare l’esito delle elezioni. Intanto il portale web del governo risulta hackerato, impossibile accedere ad altri contenuti. Gli hacker sono probabilmente i sostenitori di Barrow, dato che in homepage figura una sua foto con sotto la scritta: “La lotta continua, la vittoria è certa”. Poche informazioni trapelano al momento dai media nazionali a causa del blocco imposto da Jammeh a internet. Alcuni militari sono anche scesi in strada a sostegno di Jammeh.

Oltre al Senegal, anche Washington e l’Unione africana hanno auspicato una transizione democratica e pacifica. Ieri a questo proposito si è espresso anche l’Alto rappresentante per la Politica estera europea Federica Mogherini, in una nota congiunta col Commissario per la Cooperazione e lo sviluppo internazionale Neven Mimica, in cui si chiede a Yahya Jammeh di accettare lo Stato di diritto e il voto espresso da cittadini. “Ogni tentativo di rovesciare tale risultato può portare a gravi conseguenze” si legge sul portale Ue.

di Alessandra Fabbretti, giornalista

11 Dicembre 2016
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