Bilancio, Capicchioni: Disavanzo va ridotto da 16 a 10 milioni di euro

SAN MARINO – Il governo indica la Finanziaria 2016 come una tavola robusta sulla quale apparecchiare le riforme per il 2016, Iva e pensioni in primis. Ma nella maggioranza c’è chi vede qualche tarlo e avverte che la solidità potrebbe venire meno. Il dibattito sulla legge di bilancio, il cui esame in seconda lettura è iniziato questa mattina in Consiglio grande e generale, diventa così un test per verificare gli umori della coalizione di governo e dei rappresentanti dell’esecutivo intervenuti durante il confronto che precede l’esame degli articoli.

sds capicchioni finanzeIl primo a prendere la parola è il segretario di Stato alle Finanze, Giancarlo Capicchioni, che parla di stabilità e di un “previsionale 2016 presentato con un disavanzo di 16 milioni che verrà ridotto a poco più di 10 milioni con interventi che andremo discutere, con emendamenti”. Più che sui conti, però, gran parte del suo intervento è concentrato su quanto avverrà da gennaio in poi, a partire dalle “riforme delle imposte indirette”, visto che “il nostro sistema monofase non è sufficiente e non dà certezze per l’operatore economico”, spiega l’inquilino di Palazzo Begni. “Abbiamo necessità di andare verso l’approvazione del sistema Iva- prosegue- riconosciuto in oltre 160 Paesi nel mondo, dove è applicato”. Capicchioni sprona poi la magistratura e la Pa affermando che “in termini di giustizia e burocrazia i nostri tempi sono tali da non rassicurare l’investitore, sono troppo lunghi e vanno accorciati, bisogna dare risposte celeri e certe”. Altro capitolo è la “riforma del sistema previdenziale”, perché “oggi i fondi pensione gravano in maniera sostanziosa sul bilancio dello Stato”. Tanto che senza il loro peso “i conti pubblici avrebbero un avanzo e si potrebbero ripianare le perdite degli anni precedenti”.

Venturini_segretario di Stato InterniLa cifra erogata dallo Stato viene comunicata poco più tardi dal responsabile del dicastero agli Interni, Giancarlo Venturini: “Non si può proseguire in un trasferimento così oneroso per lo Stato, per il 2016 sono previsti 17 milioni di euro”, spiega l’esponente di governo. Per lui, come per il collega, “il bilancio 2016 comincia a reggersi con le proprie gambe” con l’obiettivo condiviso di chiudere con un avanzo di bilancio, fornendo così la sicurezza giusta per accelerare sulle priorità individuate. Fra di esse ci sono le coordinate indicate dal segretario di Stato al Territorio, Antonella Mularoni: “Sono in cantiere riforme significative- dice- la legge sugli appalti ha già avuto un primo avvio alle categorie, conterei di portarla in prima lettura in gennaio, e ciò vale anche per il testo in materia edilizia e urbanistica, che necessita di essere rivisitato”.

Chiede invece una cambio di passo, anche fuori da Palazzo Pubblico, il numero uno della segreteria agli Esteri, Pasquale Valentini: “Serve un cambiamento culturale, un alleggerimento della burocrazia, un sistema rigoroso di controlli”. La tendenza del Titano attualmente “è il contrario- ammonisce- ci fidiamo poco, creiamo tanta burocrazia a chi vuole operare e poi non facciamo i controlli”.

sds mussoni-sanitaLe prime smagliature si iniziano a vedere con l’intervento del segretario di Stato alla Sanità, Francesco Mussoni: i propositi sono giusti, dice, ma “ci sono situazioni rallentate dalla politica, per esempio l’introduzione dell’Iva su cui bisogna decidere come intervenire perché un settore non perda a vantaggio di altri, poi il come riorganizzare il sistema pensionistico che, nonostante la riforma del 2011, dopo la crisi è da rilanciare e rendere ancora più stabile per le nuove generazioni”. Le sue parole ispirano Andrea Belluzzi, che dai banchi della maggioranza rileva quanto “sui risparmi ci siano segnali preoccupanti che vengono da chi ha la delega alla Sanità, che deve avere il confronto con la maggioranza perché a lui spettano le sfide più difficili”. L’intervento “del 2011 sulle pensioni non è stato lungimirante- prosegue l’esponente del Psd- se dopo 5 anni siamo a dirci che non è più rinviabile mettere mano alla situazione”. Quindi un pizzico di pepe sul tema investimenti: “Al momento sono solo enunciati- lamenta- non mettiamo a fuoco quali cantieri attivare”.

Dopo di lui è la volta del segretario del Pdcs, Marco Gatti, che rinuncia ai toni sibillini per indicare la Finanziaria come una provvedimento “assolutamente tecnico al quale manca qualcosa, cioè le forti scelte politiche”. Le misure si basano su “una previsione di entrata che tiene conto della contingenza economica, la ridistribuisce nei capitoli di spesa e si ferma lì”. Quindi l’analisi sulle alleanze: “Se le forze che compongono la maggioranza non hanno una prospettiva di medio termine, non è possibile portare avanti progetti di respiro”. Secondo lo scudocrociato “non si può procedere con interventi calati dall’alto, serve una maggioranza fortemente coesa che ha prospettiva di medio periodo”. Da parte loro, i democristiani “qualche mese fa” hanno “denunciato una carenza su questo perché ci si sta avvicinando alla scadenza elettorale, purtroppo non abbiamo riscontrato la stessa convinzione” nei colleghi.
La crepa non passa inosservata di fronte agli occhi di Simone Celli, che dall’opposizione evidenzia la frattura per poi entrare nel merito della Finanziaria: “La spesa corrente si aggira ancora al 90% ed è così da decenni- spiega il parlamentare del Partito socialista- mentre in cinque anni bisognerebbe portarla al 70%, serve una scelta politica chiara”. Chiama di nuovo in causa Mussoni, infine, Ivan Foschi. Che dalle fila di Sinistra unita chiede come “va interpretata l’ennesima bocciatura da parte dei sindaci del bilancio dell’Iss”. L’istituto, dice, “non può essere una provincia autonoma all’interno dello Stato”.

11 Dic 2015
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»