Confindustria, Tonti: "A imprenditori serve una scuola forte" - DIRE.it

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Confindustria, Tonti: “A imprenditori serve una scuola forte”

imprese3PESARO – “Le Pmi della provincia di Pesaro Urbino e delle Marche sono l’ossatura del tessuto economico e sociale ma hanno bisogno di una scuola forte”. Sono le parole con cui il presidente di Confindustria provinciale Gianfranco Tonti ha accolto, negli stabilimenti dell’azienda che presiede (Ifi spa) a Tavullia, gli studenti di alcune classi della scuola superiore Bramante-Genga di Pesaro in occasione del ‘Pmi Day 2016’. “Le nostre piccole-medie imprese sono l’ossatura del tessuto economico e sociale della nostra regione: strutture solide con un forte radicamento sul territorio- ha detto Tonti- Che hanno un forte senso di responsabilità verso di esso come stanno dimostrando le vicende legate al post terremoto che ha colpito una parte importante della nostra regione”.

Il presidente degli industriali pesaresi ha poi parlato del rapporto col sistema scolastico “che- spiega Tonti- dovrà essere sempre più continuo e responsabile nella consapevolezza che i giovani di oggi saranno gli imprenditori di domani, per cui dovranno far conto su una scuola forte e capace di formarli, ma anche di un’industria che metta a loro disposizione conoscenze e risorse dedicate”. Un concetto ribadito anche dalla dirigente dell’ufficio scolastico provinciale Marcella Tinazzi che ha esortato gli studenti a considerare l’impresa come un ulteriore spazio per la formazione.

“In un’ottica di aula diffusa l’impresa è un luogo di apprendimento in cui lo studente sviluppa nuove competenze, consolida quelle apprese a scuola e acquisisce la cultura del lavoro attraverso l’esperienza- spiega Tinazzi- Questo costituisce un valore aggiunto sia per la progettazione formativa, che diventa così integrata, sia per il patrimonio culturale, sia per quello professionale del giovane”. Il rapporto tra scuola e azienda nelle Marche e nella provincia di Pesaro Urbino è considerata da molti imprenditori una ‘best practice’.

“Ci sono aziende, molte delle quali operano sui mercati globali, che supportano gli studenti con testimonianze in aula, stage e tirocini- ha aggiunto il vicepresidente di Confindustria Diego Boinega- E’ evidente che l’alternanza scuola-lavoro apre scenari che vanno approfonditi: da quello della responsabilità per l’azienda alla partecipazione degli studenti”. Uno dei problemi dell’attuale normativa, secondo gli industriali, è legato al fatto che lo studente in stage è equiparato al lavoratore effettivo, pur restando in azienda per un tempo limitato: “La sicurezza è un valore universale e vale per tutti – conclude Boinega– ma il conto economico che un’azienda deve pagare per avere al proprio interno un progetto di alternanza scuola-lavoro è molto significativo e scoraggia la diffusione di questa buona pratica”.

di Luca Fabbri, giornalista

11 novembre 2016
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