San Marino

Intervista a Pier Luigi Zanotti

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Nome: Pier Luigi

Cognome: Zanotti

Luogo e data di nascita: San marino il 02/03/1963

Professione: Analista informatico presso software house

Residenza a San Marino: dalla nascita

Domicilio a San Marino: dalla nascita

Eventuale/i altra/e cittadinanza/e: nessuna

Partito: Rf

1) Cominciamo dalla legislatura ormai volta al termine. Può dirci cosa, secondo la sua opinione, ha funzionato bene e cosa no o comunque meno? Per quali ragioni?

A mio parere c’è stata poca coesione tra i partiti componenti la coalizione e poco coordinamento in Congresso di Stato. Ogni segreteria sembra a volte andare un po’ per conto suo, non c’è stata un’azione forte e coordinata del governo nel suo insieme. Inoltre alcuni dicasteri chiave hanno avuto una bassa produttività. Cito solo alcuni punti: il dicastero Affari Esteri non ha proseguito l’azione della precedente legislatura di allacciare rapporti con altri paesi per accordi bilaterali contro le doppie imposizioni; non ci sono stati mi sembra passi in avanti per integrare San Marino nella UE rispettando la sua specificità di piccolo stato; c’è stato scarso impulso per incentivare le attività produttive e attirare investimenti esteri eccetto il progetto del polo della moda; il Parco Scientifico Tecnologico non ha mantenuto quello che prometteva a causa di lentezze e errori strategici. E potrei continuare.

2) Nella prossima legislatura, quali sono i tre punti prioritari che la nuova maggioranza dovrà mettere al centro dell’agenda politica nei primi 100 giorni? Perché?

Mettere in sicurezza il sistema bancario/finanziario sostenendo l’azione della BCSM per la realizzazione dell’AQR, dando un indirizzo forte e chiaro alla BCSM e al sistema bancario che metta al centro rigore, correttezza, trasparenza. Una riqualificazione del nostro stupendo centro storico e maggiore valorizzazione e promozione dal punto di vista turistico. Un progetto complessivo di impulso allo sviluppo delle attività produttive che non venga lasciato alle iniziative dei singoli segretari: un progetto strategico pensato dal governo nel suo insieme che coinvolga vari aspetti, da quello fiscale a quello di incentivazione “intelligente” di settori specifici, dalla formazione dei lavoratori all’attrazione di capitali/aziende estere, dalle infrastrutture tecnologiche alle semplificazioni amministrative.

3) Ci sono delle tematiche politiche che sente maggiormente vicine e per le quali desidera impegnarsi in prima persona? Come mai?

Le tematiche che sento più vicine sono le politiche di inclusione per i disabili ed emarginati, la scuola dal punto di vista delle didattiche innovative e dei nuovi paradigmi di insegnamento, la modernizzazione della PA, le tematiche etiche riguardanti inizio e fine vita.

4) In questa fase si parla sempre più di sviluppo dell’economia del Paese ma il concetto è legato all’idea di sviluppo che ognuno ha. Secondo la sua, quali sono le direzioni da seguire per ottenere i traguardi in tale ambito? A cosa non bisogna rinunciare per farlo?

Il progetto di internazionalizzazione proposto da RF è fondamentale: deve crescere una nuova generazione aperta al mondo, competente, dinamica. San marino come Smart Country è un progetto intelligente, su cui RF lavora da anni, e che non solo è possibile realizzare ma crea sviluppo e darebbe lustro al paese. Fondamentale è mantenere una fiscalità leggera, se possibile ancora più leggera per le aziende: dobbiamo attirare aziende straniere che trovino interessante e conveniente stabilirsi a San Marino, che trovino un ambiente dalle procedure amministrative semplici e giustizia celere.

5) Qual è il convincimento che ha maturato in questi anni nel rapporto che sarebbe giusto si instaurasse tra San Marino e Unione Europea?

Chiaramente uno stato piccolo con San Marino non può essere membro a pieno titolo della UE. Si deve continuare a studiare una modalità adatta ai piccoli stati come il nostro per aderire alla UE e godere di alcuni dei vantaggi dovuti al mercato unico, senza essere oberati da adempimenti troppo onerosi.

6) Nella storia di San Marino, anche recente, c’è una figura politica a cui si ispira o almeno in cui si riconosce per ideali e valori?

Clara Boscaglia. È stato un politico vero, che ha lavorato solo per il suo paese, che non cercava il successo e facili simpatie. Proprio per questo era una vera statista, perché non lavorava per l’immediato ma per il futuro. Un’eredità che purtroppo chi è venuto dopo di lei, del suo stesso partito, ha dilapidato.

7) Nello scenario politico internazionale, attuale o passato, c’è un personaggio di cui stima l’azione politica? Se si, per quali motivi?

Mi ha sempre affascinato la figura di Giorgio La Pira, uno spirito contemplativo che seppe coniugare in politica questo suo profondo amore per l’uomo. Vedeva la politica non solo come tecnicismo, a servizio dello sviluppo economico e sociale ma essenzialmente come un servizio alla persona.

Non posso non ricordare, data la sua recente scomparsa, anche Tina Anselmi. Donna esemplare, partigiana, trasparente, libera: in un periodo difficile della vita politica e sociale italiana ha incarnato la rettitudine, il senso di giustizia e la passione che vorrei avere anch’io.

8) Ci sono delle esperienze nella sua formazione, nel suo lavoro, nella sua vita (anche politica) che considera propedeutiche o comunque importanti per svolgere nel migliore dei modi il mandato per cui si candida?

La mia appartenenza da oltre 20 anni alla comunità Papa Giovanni XXIII penso mi abbia aiutato moltissimo ad aprire la mia mente e capire la complessità, l’ingiustizia e il dolore che c’è nel mondo ma anche la bontà, l’abnegazione e la forza della condivisione.

Anche la mia lunga esperienza professionale in un’azienda di sviluppo software penso che mi possa essere molto utile per aiutare il nostro paese in questa transizione verso la modernità e le nuove tecnologie.

9) Ci sono momenti in cui si sente orgoglioso del suo Paese? Quando l’ultima volta?

Non me li ricordo recenti, purtroppo. L’unico è legato all’accoglienza che facemmo agli oltre 100.000 riminesi durante i bombardamenti della 2a guerra mondiale.

Il mio impegno è perché un domani qualcun altro possa rispondere a questa domanda con maggiore facilità.

10) Quali sono gli aspetti del suo carattere che ritiene maggiormente importanti per fare politica?

Riflessività, razionalità, desiderio di giustizia. Credo che un’altra qualità che mi contraddistingua sia anche il desiderio di collaborazione con gli altri, la capacità di cogliere anche le ragioni degli altri e di non arroccarsi sulle proprie. Questo presuppone che anche l’altro lo voglia, ma in questa fase storica per San Marino credo sia la prima qualità che dovrebbero avere tutti.

11) Quando è nata nella sua vita l’aspirazione all’impegno politico con lo spirito di servizio per la nostra Repubblica? É giunta legata a un fatto scatenante particolare o si è costruita gradualmente nel tempo?

Alle precedenti elezioni politiche mi sono avvicinato alla politica e ho cominciato ad interessarmi più da vicino delle questioni gravi che attanagliavano il mio paese. Pian piano è cresciuta in me la consapevolezza che l’impegno politico , pur gravoso, era un servizio che mi sentivo chiamato a fare.

12) Nella sua vita privata, anche passata, ci sono delle passioni (sport, hobbies, interessi) che ha coltivato e che hanno lasciato il segno dentro di lei? Se si, quali insegnamenti ne ha ricavato?

Sicuramente l’appartenenza all’associazionismo cattolico è stata una formazione molto forte per me. Questo mi ha trasmesso un forte senso di giustizia e anche un certo senso di responsabilità, non mi sentivo a mio agio a guardare da fuori il mio paese in declino, economico ma soprattutto morale. Credo in uno stato strettamente laico, senza sconfinamenti tra la sfera pubblica e quella religiosa; nello stesso tempo penso che la società e la politica possano beneficiare della forte carica valoriale dei cattolici che intendono impegnarsi in politica. Posso sintetizzare tutto questo discorso con la frase che disse Paolo VI negli anni 70: “la politica è la forma più alta di carità”.

13) Con la preferenza unica crediamo che gli elettori valuteranno la competenza, le capacità del candidato, le sue motivazioni e l’entusiasmo. Cosa può dire a proposito riguardo le sue?

Credo di avere detto già molto nella precedente domande riguardo a questo. Ma un altro punto secondo me è molto importante: non sono tanto le singole competenze tecniche ad essere centrali in un politico ma l’unica cosa davvero necessaria è il desiderio di lavorare senza nessun secondo fine, senza sperare di avere nulla in cambio, solo per aiutare San Marino e soprattutto la capacità di collaborare con gli altri e non credersi migliori, più bravi, più puri.

Credo tutti i partiti e le coalizioni abbiano buone intenzioni, su alcuni temi ci sono anche diverse convergenze. Dobbiamo smettere di litigare e lavorare assieme, essere collaborativi, non essere gelosi delle idee altrui, sapere cogliere le verità negli altri. Insomma lavorare non per noi stessi ma per San Marino.

11 novembre 2016
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