‘L’Italia del treno’, su Sky storia di un paese in movimento

ROMA – La storia d’Italia raccontata da una prospettiva particolare: quella del finestrino di un treno. È questo il filo conduttore de “L’Italia del treno”, la docu-serie ideata da Fondazione FS Italiane e realizzata da Stand by me per A+E Networks Italia.

Cinque episodi che andranno in onda su History (canale 407 di Sky), a partire da lunedì 22 ottobre, alle 21.50. La serie, presentata oggi nella sede storica romana del Gruppo FS Italiane (Villa Patrizi), racconterà come è cambiato il nostro Paese con l’arrivo dei ‘bus su rotaia’.

Dal 3 ottobre 1839 – data dell’inaugurazione della prima strada ferrata, la Napoli-Portici, lunga poco più di 7 km – è cambiato tutto: il nostro modo di viaggiare e vivere. Il treno diventa subito protagonista indiscusso della quotidianità degli italiani. Si getta il seme, di quelle che saranno le Ferrovie del Bel Paese. Dal 1939 in poi, il treno ha accompagnato le truppe italiane al fronte durante la Prima Guerra Mondiale, ha permesso a Mussolini di ‘marciare’ su Roma, ha portato gli italiani in vacanza e gli emigrati dal Sud alle città del Nord. Le locomotive hanno persino cambiato le abitudini alimentari degli italiani (la passata di pomodoro si esportava e vendeva sui treni) e le mode. Hanno permesso la nascita del fumetto Diabolik in formato tascabile, realizzato ad hoc dalle sorelle Giussani per i pendolari. Cosa più importante, il treno ha connesso luoghi e persone a una velocità mai vista prima.

L’arrivo e lo sviluppo del sistema delle locomotive “ha modificato la cultura dell’Italia, tutta spezzettata”, ha detto in conferenza stampa il Presidente della Fondazione FS Italiane, Mauro Moretti. L’introduzione dei nuovi mezzi “ha prodotto, prima dell’unità fisica dell’Italia- ha spiegato Moretti- un minimo di unità culturale. Le Ferrovie, insomma, hanno dato le radici all’identità del Paese”.

“Raccontare duecento anni di storia attraverso il finestrino di un treno è un’operazione fantastica. FS ha dato a Sky il compito di salvaguardare il patrimonio storico del Paese. ‘L’Italia del treno’, non è solo una produzione televisiva, ma è un orgoglio, un privilegio che spetta a pochi”, ha detto Riccardo Pozzi, Direttore Centrale Risorse Umane Gruppo FS Italiane.

‘L’Italia del treno’ è diretta da Paolo Malizia, anche autore insieme a Tommaso Vecchio. Simona Ercolani è produttore creativo e Fabrizio Forner è, invece, produttore esecutivo. Tutti insieme hanno potuto consultare l’enorme archivio audiovisivo inedito di FS Italiane a cui si sono affiancati 4 mesi di riprese in tutta Italia.

“History, come sempre, racconterà chicche mai raccontate e prospettive inedite”, ha spiegato Simone D’Amelio Bonelli, Content&Creative Director di A+E Networks Italia. Ad accompagnare gli spettatori in due secoli di storia, Beppe Severgnini e Raffaele Placido. Il giornalista e il divulgatore scientifico saranno accompagnati dal Direttore Generale della Fondazione Ferrovie dello Stato Italiane, l’Ingegnere Luigi Cantamessa.

TV. ‘L’ITALIA DEL TRENO’, FS: IL FUTURO SU CULTURA DEL PASSATO

“Chiunque possa guardare il futuro, avendo la pretesa di contribuire, deve avere delle robuste radici culturali. Deve riuscire a capire quali sono le leve che producono il benessere e lo sviluppo. Qui ci sono tutte”. Così Mauro Moretti, Presidente Fondazione FS Italiane, su ‘L’Italia del treno’, la docu-serie realizzata in collaborazione con Stand by me A+E Networks Italia. Cinque episodi in onda su History (canale 407 di Sky) da lunedì 22 ottobre, alle 21.50.

11 ottobre 2018
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