Report della commissione Finanze del 10 ottobre

SAN MARINO – Con un intervento non proprio all’insegna del “politicamente corretto”, Simone Celli annuncia le dimissioni dall’incarico di Segretario di Stato per le Finanze: parlando già come uomo non più di governo, intervenendo nella seduta odierna della Commissione Finanze, Celli sferra un vero e proprio J’accuse nei confronti di magistratura, Banca centrale e opposizione, puntando il dito contro “strane convergenze istituzionali- politico- giudiziarie”.

L’intervento del Segretario dimissionario giunge dopo un comma comunicazioni ad alta tensione, in cui i commissari di opposizione hanno richiamato governo, in particolare il Ccr e lo stesso Celli, e la maggioranza alle proprie responsabilità politiche, alla luce dei recenti sviluppi in Bcsm e Cassa di Risparmio e dei contenuti di stralci di un’ordinanza pubblicati on-line. L’intervento di Celli precede quello atteso del presidente di Bcsm, Catia Tomasetti, nel comma in cui i vertici di Banca centrale sono stati convocati in audizione per chiarire sulle ultime dimissioni avute nella Direzione generale e in Vigilanza.
“Dobbiamo essere convincenti e rivitalizzare l’azione di governo- manda a dire il Segretario uscente- Replicare con i fatti alle strane convergenze istituzionali-politico-giudiziarie. Per queste ragioni la mia esperienza di governo finisce qui, senza rimorsi e rimpianti, con la consapevolezza di chi ce la messa tutta per portare avanti un progetto di risanamento, consolidamento e rilancio del settore finanziario sammarinese e per conquistare, anche adottando decisioni impopolari l’equilibrio del bilancio dello Stato”.

Celli si dice amareggiato e deluso sul piano personale e politico: “Come fingere-manda a dire- di non aver visto che nei miei confronti era iniziato un vero e proprio tiro al bersaglio? Sono stato additato come responsabile di qualunque cosa. Sono stato macellato sul piano politico e personale”. E non tralascia un riferimento ai rumors sul suo coinvolgimento nelle recenti ordinanze: “Se per delegittimare un rappresentante delle istituzioni bastano due righe di un’ordinanza dove dicono che appare il mio nome e in cui, per verità, nulla mi si addebita- si difende- allora si impone una riflessione”. Nel mirino di Celli l’azione della magistratura, identificata in “un giudice elevato al grado di eroe” che “fa continue endorsement a questa o quella forza politica”. Ma sotto tiro anche Banca centrale, definita “una multiforme e rissosa accozzaglia capace solo di dire no, oppure non parla, è solo un muro che sbarra ogni strada”. Al centro di tutto insomma i dubbi sulla “sinergica convergenza tra iniziative giudiziarie, azioni di Bcsm e i proclami politici dell’opposizione”.

Non raccoglie la sfida Tomasetti, che piuttosto entra nella questione al centro dell’audizione di oggi spiegando come la revoca dell’incarico del DG Moretti da parte del Consiglio direttivo non sia legata a un’ordinanza giudiziaria ma “dettata da motivi di grandi inadempienze nella gestione e svolgimento del suo ruolo, e come conseguenza dal venir meno della fiducia da parte dell’organo amministrativo nei confronti di chi doveva gestire la banca”. Anche le dimissioni di Mazzeo e la mancata nomina a successore di Moretti, spiega, non derivano dall’ordinanza della magistratura. L’ex capo della Vigilanza, chiarisce, aveva manifestato al Consiglio direttivo che in caso non fosse nominato Dg, si sarebbe dimesso, mentre “noi abbiamo comunicato che sarebbe stato necessario testare la fiducia”, motiva Tomasetti, e che la nomina non sarebbe stata immediata. “Alla luce dell’ordinanza, Mazzeo ha deciso di fare un passo indietro che comunque ci aspettavamo già”. In replica alle critiche lanciate da Celli a via del Voltone, il Presidente risponde semplicemente dichiarandosi orgogliosa del suo incarico presso l’istituto: “Non è un edificio vuoto, è una banca con professionalità eccellenti a livello di Banche centrali, con persone che lavorano con grande senso di responsabilità”.

I lavori della Commissione terminano con l’annuncio di una nuova convocazione per lunedì prossimo in cui, come anticipato in comma Comunicazione da Celli , sarà affrontato il nodo della cessione dei crediti Delta di Cassa di Risparmio, rispetto cui l’assemblea degli azionisti dell’istituto oggi ha posticipato la decisione. I lavori di lunedì saranno in seduta segreta.

Di seguito estratti degli interventi odierni.

Comma 1, Comunicazioni

Tony Margiotta, Ssd, Presidente
Ieri due commissari di minoranza mi hanno richiesto di intercedere per rinviare l’assemblea Carisp. Lo sono venuto a sapere da un articolo pubblicato su Rtv, e non sono stato neanche informato. Ho ricevuto la richiesta dalla Segreteria Istituzionale solo nel tardo pomeriggio. Io chiedo di non utilizzare più questo metodo, si può trovare una modalità più consona, come quella telefonica, questa modalità non è accetabile.

Simone Celli, Sds per le Finanze
Ci tengo ad informare la Commissione sugli esiti dell’assemblea degli azionisti Cassa di oggi, in cui il congresso di Stato, che rappresenta l’Ecc. ma Camera, ha richiesto la post-posizione delle decisioni dell’assemblea, in ordine della cessione dei crediti Delta, e ho dato mandato al Cda di procedere con urgenza in previsione della scadenza contrattuale- il 15 ottobre è la data limite di risposta per la cessione- di acquisire tutti gli elementi di valutazione, se in ordine di aderire alla proposta di cessione stessa. Il socio in rappresentanza dell’Ecc.ma Camera ha dato inoltre mandato al Cda di verificare se ci sono le condizioni per far sì che sia posticipata la deadline del 15 ottobre e, da ultimo, affinché sulla pubblicazione di stralci di ordinanza vengano prese iniziative utili a tutela di Cassa di Risparmio. Sulla decisione di cessione, il governo ha chiesto per delibera al presidente di questa commissione di convocare in tempi rapidi una seduta per tutte le eventuali deliberazioni, alla luce dell’Odg approvato in gennaio 2018, della successiva deliberazione in Aprile in Commissione Finanze, e riteniamo doverosa prima del 15 ottobre una nuova convocazione della Commissione. Già si è avuto, in sede odierna, la disponibilità di una audizione del Dg di Cassa e dei membri del Cda in seno a questa Commissione. Per facilitare il lavoro della commissione Finanze, deposito formalmente la relazione dell’esperto dell Fmi in ristrutturazione bancaria del 2016, su Cassa, a supporto delle valutazioni.

Teodoro Lonfernini, Pdcs
Vorrei ascoltare le tante ragioni per cui la Commissione è convocata, la seduta ordinaria è diventata una sorta di riunione del Consiglio grande e generale visto le presenze, anche se posso capire l’interesse che si alimenta a seguito dei atti accaduti. La commissione è stata convocata la scorsa settimana con un messaggio irrituale con un Ordine del giorno qualunque. Forse rra importante riunirsi di più per discutere il piano di stabilità. Su sollecitazioni avute da parte nostra, lei Presidente ha richiesto al Segretario di avere un altro Odg e così successivamente ci siamo trovati la convocazione con l’intero Cda di Banca centrale in seduta aperta. Anche questo inusuale, visto che stiamo trattando temi di estrema delicatezza per il Paese. Poi emergono nelle ore successive indiscrezioni sulle eventuali dimissioni del Segretario- cosa che non mi interessa- vorrei piuttosto sapere quali sono le ragioni fondanti della riunione di quest’oggi, attraverso la partecipazione dell’intera Banca centrale o di quella che ne rimane. Se lei, Presidente, si imbarazza a ricevere la nota di due membri di commissione, il giorno prima della sua riunione, in cui viene fatta avanti una richiesta alla luce di tutto quanto sta succedendo, non credo comunque che qui in Commissione si debba assistere ad un rimbrotto ai due commissari. Le chiedo invece pechè ad oggi, rispetto la decisione presa dalla maggioranza dei colleghi in aprile di cedere l’intero pacchetto dei crediti Delta con valore imposto e non conveniente per il Paese, a distanza di qualche mese, noi siamo ad ottobre e ancora l’operazione non solo non si è conclusa, ma è ancora in discussione e anzi cìè una relazione del direttore di Cassa contrario.

Iro Belluzzi, Psd
Rinnovo alla maggioranza la richiesta di sapere i motivi della convocazione di questa Commissione. Nel momento in cui Bcsm aveva perso il suo direttore e nel Consiglio di settembre si era dichiarato che entro ottobre si sarebbe arrivati alla nomina di un nuovo direttore, mi sarebbe piaciuto confrontarmi con il presidente Bcsm anche per conoscere quale poteva essere il profilo e quale poteva essere la persona in funzione del rinnovamento del direttivo di Bcsm. Poi le notizie si sono succedute e abbiamo assistito alla decapitazione di Banca centrale, perché sembra dalle notizie circolate che Mazzeo e Granata potrebbero essere presenti in una ordinanza del Tribunale. Di fronte allo stralcio dell’ordinanza pubblicata oggi in una testata on line abbiamo l’immagine della rappresentazione di continuità con Grais e Savorelli. Oggi basta poco per capire che qualcosa non funzionava come impostazione e oggi sappiamo anche che non funzionava come legalità. Una parentesi sulla fusione Bsm e Cassa: come possiamo fidarci di una Banca centrale che ha fatto determinate scelte e che può essere immischiata in situazioni non corrette? Sulla Relazione del consulente Fmi su Cassa: il preambolo di quella relazione trattava del fatto che per poter ristrutturare Cassa si diceva che Paese e governo dovevano mettere in campo il percorso necessario per non cadere nel baratro dove ci avete portati.

Enrico Carattoni, Ssd
Dopo una settimana in cui in Banca centrale è stato mandato via il direttore ed è stata annullata la vigilanza, ci chiediamo il motivo per cui esprimiamo preoccupazione e vorremmo avere chiarimenti in merito? Mi pare cheil motivo della convocazione odierna sia abbastanza evidente. Abbiamo chiesto, come anche l’opposizione, trasparenza e chiarezza. In Commissione abbiamo udito chiunque, e adesso con quello che sta succedendo ci si chiede il perché della commissione e perché sia pubblica? Mi sembra curioso questo atteggiamento. È stato anche detto che è una convocazione ordinaria ma ci sono troppi partecipanti, sono sia di maggioranza che di opposizione, credo sia normale vista l’argomento, essere presente per chi può aderire a questo invito. Sulla relazione su Cassa: la leggo ora per la prima volta, sono contento che Belluzzi dica che la conosceva già, mi riservo di fare osservazioni successivamente.
Credo sia opportuna questa convocazione per poterci confrontare su quello che sta succedendo in Bcsm e in Cassa. Oggi apprendiamo della deliberazione dell’assemblea dei soci che sospende qualsiasi decisione sulla vendita crediti Delta. Ed è stato paventato dai commissari di minoranza che mi hanno preceduto il contenuto di ordinanze di cui sono stati pubblicati alcuni stralci on line. Noi abbiamo avuto diverse audizioni in questi mesi, e questa commissione ha adottato un proprio parere che mi pare sia stato oggi parzialmente disatteso. Mi piacerebbe capire e approfondire le motivazioni, se è stato disatteso il provvedimento sulla base di una ordinanza del tribunale che io non conosco.

Roberto Ciavatta, Rete
Mi chiedo come mai sia stata consegnata la relazione su Cassa del 2016 oggi e non mi tranquillizza l’intervento del consigliere Carattoni che oggi sulla stampa parla di dover metter mano in Bcsm. A me preoccupa che si sia voluto fare una convocazione non segreta. Oggi qui ci facciamo le battutitine come se fosse normale questa convovazione. Abbiamo la tribuna e l’aula piene come non mai perché oggi il governo si gioca tutto. Ci sta, ma non ci sta nella macchina di distruzione del Paese metterci dentro anche Banca centrale. Forse non ha eseguito tutto quanto chiesto? Se non fanno esattamente tutto quello che pretendete, allora bisogna cacciarli. Questa di oggi è una barricata contro tutto, contro ogni evidenza, senza scrupoli e con dileggio di questa maggioranza e governo anche nei confronti di chi fa il proprio mestiere. Fino a ieri si diceva ‘speriamo il tribunale lavori e porti avanti prima possibile la questione titoli’, oggi sotto voce si dice che il magistrato è politicizzato perché non fa quello che dice il governo. Avete solo una soluzione: mettere fine a questo scempio di fronte all’evidenza. Non possiamo permettere di far saltare il paese con continue forzature, anche di fronte quello che sta succedendo, un minimo di amor proprio, il paese chiede normalità. In seduta pubblica non possiamo avere dettagli sull’ordinanza che ci può dare Banca centrale. Quando si tratta di queste questioni, sempre è stata fatta la seduta segreta, oggi parteciperà anche la Reggenza, c’è solo un precedente, ma in seduta segreta. Dove volete portare lo scontro, pur di salvare la vostra posizione? Io so che qualcuno in maggiornza ha chiesto un atto di responsabilità al Segretario Celli, ma non è solo lui. Voi avete giurato per la Repubblica, non potete andare a sostenere pubblicamente una persona che, da quello che emerge dall’ordinanza pubblicata, ha amministrato infedelmente la banca dello Stato. Il problema non è in Bcsm, ma nel Ccr e nel governo che vuole mandare via chi non è in linea con loro.

Roberto Giorgetti, Rf
Oggi sembra sia diventato un problema riunirsi qui, e sono basito. Pensare oggi di dover parlare di piano di stabilità e non di quello di cui tutti parlano, mi sembra un approccio un po’ bislacco. Registro l’inversione di rotta completo. Credo oggi sia molto importante parlare di quello che sta succedendo nel nostro Paese. Si è detto che dovevamo riunirci in seduta segreta perché dovremo parlare dell’ordinanza. Io non la conosco anche se chi mi ha preceduto ha già detto che ci sono indagati e una serie di passaggi che lasciano pensare che l’abbia letta. Altrimenti ci stiamo basando su stralci pubblicati su un giornale on line. Da Banca centrale vorrei sapere le motivazione che li hanno portati a determinate scelte, se è l’ordinaza o meno, non è la prima volta che li chiamiamo qui dentro. È stato detto che tutti noi abbiamo ritenuto opportuno fare chiarezza su titoli Demeter, è passato un anno e noi un anno fa abbiamo chiesto se chi ha fatto quell’operazione aveva il potere di farlo e le responsabilità, ma a distanza di un anno non abbiamo le risposte. Abbiamo un’ordinanza in cui non emerge il coinvolgimento del govenro né del povero Simone Celli. È stato anche detto che vi è la relazione del direttore di Cassa di risparmio che ha cambiato idea e adesso la cessione Npl non è più conveniente, io non ho contezza di questo, non risulta assolutamente. Sulla relazione Quill: anche io vorrei leggermela con un po’ di calma, Credo dentro quella relazione ci siano elementi importanti che chiariscano quanto avvenuto negli ultimi anni in Cassa di Risparmio e nel nostro sistema bancario, forse andava discussa anche prima. Guardo con favore che si sia distribuita e avremo un altro elemento concreto.
Prendo atto della presa di posizione forte di certi partiti di opposizione, pronti per ascendere al governo, forse abbiamo una situazione in cui ci sono situazioni giudiziarie tutte da chiarire, non mi pare il massimo per la democrazia, avremo modo di parlarne. Contento della presenza di Bcsm oggi, è l’occasione di fare domande e non c’è processo per nessuno. Forse invece c’è interesse di non parlare su certi argomenti.

Francesco Mussoni, Pdcs
Non mi soffermerei sul dilemmma seduta pubblica o meno, ma mi stupisce che stiamo parlando di questo e non della vostra responsabilità politica, di maggioranza e governo, perché le nomine in Bcsm, dei direttivi che si sono dimessi, sono il frutto delle vostre scelte politiche. Siamo qui per capire il perché di queste scelte politiche e se si intrecciano con vicende giudiziarie, e se le scelte politiche sono coincidenti con il tema della svalutazione del bilancio di Cassa e con i crediti Delta e con le scelte politiche fatte. Mi auguro di no, ma voi che siete governo e maggioranza non potete fare i terzi, li avete nominati voi. Siamo qui per accertare se ci sono delle responsabilità politiche e io credo ci siano perché non è possibile una Banca centrale sia in queste condizioni. Le responsabilità ci sono e voi non avete il coraggio di dire che non ce la fate. Un governo di fronte tutto questo dà le dimissioni e va a casa. Speriamo che l’audizione Bcsm ci faccia chiarezza, ma resta il dato politico e di fatto: la situazione è molto grave e merita di essere gestita in altro modo. Ecco perché l’opposizione ha chiesto la Commissione finazne, e speriamo ci sia lucidità e di farci un’idea, resta il fatto che se oggi siamo in questa situazione le responsabilità politiche ci sono.

Marco Podeschi, Sds Istruzione
Non è che chi è all’opposizione fa il bene del Paese e che chi è al governo è ‘fetente e ladro’, consigliere Ciavatta. Bcsm c’era ieri, oggi e ci sarà anche domani e verso di lei il govnnro deve avere massimo rispetto, però qualcuno vuol far credere che il govenro rimuova e voglia rimuovere ma non è così. Adesso si fa un po’ fatica a capire, gridare alla normalizzazione del Paese quando qualcuno poco tempo fa ha gridato al colpo di Stato.

Federico Pedini Amati, Mdsi
La presenza della Reggenza oggi in Aula denota la difficoltà di governo e maggioranza. Chiedo al Sds Celli di dimettersi seduta stante perchè non è in grado di rappresentare il suo ruolo sotto ogni punto di vista. Sarebbe inutile elencare tutti i suoi errori, ne citiamo qualcuno: la gestione del Ccr nel rapporto Bcsm, la liquidazione Asset, la nomina sua del Cda di Cassa che ha prodotto un bilancio da 534 mln di euro di perdita, la difesa di Savorelli e di Siotto, l’esistenza del signor Advantage financial quando si diceva era un marziono ma lo troviamo nello stralcio pubblicato. Oggi ragioniamo di fatti gravissimi, è stato sollevato il direttore di Bcsm Moretti, da lui voluto, dall’intero Cda di Bcsm per tramite di una ordinanza si è dimessa l’intera vigilanza Mazzeo -Granata. Ve lo ricordate che chiedevamo noi che Granata lasciasse la vigilanza e ci si dava dei folli? Nell’ordinanza si parla di amministrazione infedele di Cassa di risparmio, si parla di reati e qui il consigliere Giorgetti si stupisce che il direttore di Cassa di risparmio abbia cambiato versione sulla vendita Npl. Oggi cercate di difendere l’indifendibile di fronte al paese tutto che chiede a Celli di lasciare il posto. Non è idoneo, non è competente. Stiamo parlando di una situazione drammatica, di un’ordinanza che parla di reati commessi dentro la banca di tutti i sammarinesi. Stiamo parlando delle dimissioni dei vertici Bcsm e di nomine che avete cannato tutti voi.

Luca Boschi, C10
Io non ho tante certezze come i commissari di opposizione, ho invece molti dubbi. Gli scudieri di opposizione che adesso difendono la magistratura perché gli fa comodo, in passato parlavano di magistratura deviata. A noi interessa conoscere l’opinione del presidente Bcsm sui recenti fatti, se ci sono dimissioni ci saranno problemi interni, di struttura. Sarà uno scambio di opinioni. Su Cassa: oggi si è svolta l’assemblea dei soci con all’Odg due temi importantissimi, l’avvio dell’iter che dovrà portare azioni di responsabilità precedenti alle gestioni di Cassa di risparmio e avviare la finalizzazione della vendita del pacchetto Delta. La situazione è drammatica e mi sembra che molti dall’opposizione non se ne siano accorti. I responsabili dovranno essere puniti, a livello politico, tecnico e consulenti. Ma verifichiamo i dati, vediamo se quelle poste sono state svalutate troppo o troppo poco. Rigetto il fatto che politica e tecnici abbiano guardato in modo acritico quei dati che arrivavano dai consulenti. Andiamo a verificare i dati di cui non parlate mai. Sulle responsabilità politiche: assolutamente andrà fatta la verifica, ma per farlo occorre prima avere chiare le responsabilità legali, se no parliamo di teoremi e notizie sbagliate come quella di oggi che ci dicono che Cassa di risparmio è indagata. Concentriamoci sui dati, se no prenderemo decisioni sbagliate, sappiamo che non procedere alla vendita può portare Cassa ad ulteriori difficoltà.

Alessandro Mancini, Ps
Grazie di aver distribuito dopo anni la relazione del consulente Fmi, chiedo di averla anche nel testo originale in lingua inglese. Collega Boschi, lei ha detto che ha molti dubbi, non si vergogna? Se li aveva perché non li ha chiariti in questi due anni di legislatura quando le si chiedeva una commissione di inchiesta su caso titoli e sulla veridicità del bilancio di Cassa di risparmio. Lei con i suoi dubbi ha spinto sempre il bottone che gli dicevano di spingere. Io, Pedini, Ciavatta, l’opposizione avevamo i dubbi e dal primo giorno vi abbiamo chiesto di fare chiarezza, di verificare la responsabilità politica e lei sempre oggi ci dice che prima vanno verificate le responsabilità penali, no, non funziona così. Le responsabilità politiche non hanno nulla a che fare con gli esiti della magistratura. In questi 20 mesi di legislatura di normalità non c’è stato niente, voi avevate bisogno di tutto tranne che di normalità. La gestione passiva di quello che è successo sul commissariamento Asset Banca, non aver fatto finire il lavoro a un Cda di Cassa che scadeva tra dieci giorni, aver nominato un Cda di persone che venivano tutte da fuori, avergli fatto fare loro il compitino con tutte le manleve possibili e aver messo in estrema difficoltà tutto il sistema bancario sammarinese…. I dati di liquidità pubblicati due giorni fa, sono normalità? Oggi punto il dito contro il Ccr che ha avvallato le scelte e oggi ci troviamo in questa situazione. Non è un problema del Segretario alle Finanze, che ce ne sia un’altro tra qualche ora o qualche giorno: qui c’è un problema di credibilità di governo e maggioranza. Continuerete con o senza Celli a gestire il Paese come avete fatto in questi 20 mesi, non potete fare diversamente.

Stefano Palmieri, Rf
Nessuno deve aver paura della conoscenza, l’occasione di oggi servirà per conoscere quello che è avvenuto. Non possiamo conoscere fatti da ordinanze pubblicate e smentite. Se continuiamo ad alimentare il sentito dire e il forse come paese faremo poca strada. Oggi ci faremo un’idea di quanto avvenuto, poi la politica deciderà il da farsi.

Nicola Selva, Rf
Quando si parla di attualità politica non va bene. In Bcsm sono saltati direttore e capo vigilanza, credo siano fatti importanti. È l’ennesimo cambio della vigilaza. Poi si accusa la commissione di essere degli scudieri. Qua sembrano tutti esperti di economia, ma sarebbe bene ricordare che maggioranza e opposizione avevano concordato un percorso per capire gli Npl rimasti in Delta, vero problema di Cassa.

Obiettivo della maggioranza è stato fin da subito quello di fare chiarezza sul sistema bancario sammarinese e non continuare a spendere milioni come fatto in passato senza risolvere nulla. Ora arrivano le ordinanze, ho letto gli stralci, si parla di interessi economici terzi, cose che dall’opposizione già ne parlavano, e oggi parlano di indagati e cose che ancora non si sanno, mi fa riflettere sul rapporto con la politica. Viene denunciato chi rileva il buco di Carisp, ma non si dice niente di chi quel buco lo ha creato. Basta con Banca centrale, poi oggi c’è la relazione che è sempre stata tenuta nascosta, mi viene il dubbio se sia stata sempre nascosta in tutti questi anni. Qui abbiamo tutti il dovere politico di fare chiarezza, invece siamo arrivati a un clima di conflttualità politico tale che mette in seria difficoltà il Paese.

Comma 2. Audizione del Presidente, del Direttore Generale, dei membri del Consiglio Direttivo e del Collegio Sindacale, della Banca Centrale della Repubblica di San Marino, relativo dibattito ed eventuali conseguenti deliberazioni

Simone Celli, Sds Finanze
Il momento è stato scelto ad arte per inscenare l’ennesimo scontro. Ce la potevamo risparmiare questa guerra che coinvolge Bcsm, istituti bancari, la politica, magistrati, parti sociali. E’ in atto un tutti contro tutti che non giova al Paese che avrebbe bisogno di ritrovare coesione, politica e sociale, intorno a un chiaro progetto di cambiamento, risanamento e crescita. Vi preannuncio che le parole che pronuncerò non saranno improntate al ‘politicamente corretto’, dirò quello che penso, senza filtri. Sono franco, temo si vada consolidando un metodo di governance in Bcsm basato sulla ossessiva ricerca di un nemico da eliminare, il cattivo di turno, magari legato al potere forte e occulto fuori territorio, il più alto in grado viene silurato a suon di ordinanze, certe strumentalizzazioni servono a creare consenso effimero, per risollevare il morale di una parte politica che applaude fiduciosa, che si stringe attorno al giudice elevato a eroe. Ma questo non è un modo sano di fare politica. C’è chi asseconda- anzi ancor peggio istiga- il rancore sociale, per accendere l’odio, la rivalità e per alimentare una tensione che frustra ogni velleità di cambiamento. Qualcuno sta mettendo gli uni contro gli altri, sta avverando la profezia di chi alcuni mesi fa, aveva avvertito di esser pronta a scatenare la guerra se qualcno l’avesse criticata, contrastata o messa da parte con danni che in ultima istanza pagheranno i cittadini.

Chi si attacca ad una indagine come fosse una boa di salvataggio non sta aiutando il Paese a trovare una rotta. C’è chi dice che sugli scaffali del giudice elevato al grado di eroe ci sono più di 500 procedimenti prescritti. C’è chi anche chi ha detto che il giudice elevato grado di eroe non è stato in grado di completare alcuna indagine significativa,. Sarebbe doverosa una spiegazione. Altrimenti si potrebbe alimentare il dubbio che vi siano convergenze con una parte politica o addirittura l’intento di coprire le difficoltà e la mancanza di risultati significativi nel proprio lavoro. Mi auguro siano falsità, ma come si può negare la puntualità cronometrica degli interventi giudiziari?

Dopo un mese si è proceduto alla perquisizione nella casa di Savorelli, con cui si è dato il benvenuto al nuovo direttore Capuano. Non è andato meglio al successore Moretti, sul suo conto sono state fatte circolare anticipazioni su imminenti sviluppi processuali. Staremo a vedere nella nuova puntata della telenovelas. Tempismo perfetto anche con le nuove due ordinanze: la prima per far cadere la nomina del successore del direttore Bcsm, quella di Mazzeo. Il progetto era evidentemente un altro. Puntuale anche la notifica a Cassa di risparmio che è arrivata nell’imminenza dell’avvio di azioni di responsabilità, chieste giustamente a gran voce dalla politica e dalle forze sindacali e dal Paese. Oggi si grida allo scandalo nei confronti di chi ha redatto e approvato un bilancio rigoroso e prudente, che in modo chiaro ha fatto emergere il buco presente in una banca, mentre non si dice nulla di chi quel buco lo ha creato e nascosto.
Oggi tanti sconfitti e nessun vincitore: perché il tentativo di cambiamento è stato combattuto in Banca centrale a suon di restaurazione e da quanto si sente in giro in molti in questi giorni stanno stappando bottiglie e facendo strategie politiche sul day after e festeggiando la fuga di oscuri poteri forti sui quali però nessuno parla. Se c’erano dubbi sulla refrattarietà al cambiamento di certe strutture, ultrapagate e ultra garantite, ora i dubbi sono stati fugati e il modo rocambolesco e timido su come l’istituzione ha azzerato Direzione generale e coordinamento della Vigilanza è un aspetto interessante nell’era della comunicazione. La raccolta bancaria è ormai un terzo dai tempi d’oro, le finanziere sono quasi sparite e le banche sono solo 5, mentre Bcsm- con i suoi misteri interni e le sue congiure- è ancora lì, splendida, ad abbellire lo skylinee di via del Voltone con 100 dipendenti e consulenti in aumento, un via e vai di auto a ogni ora del giorno e della notte con pittoreschi personaggi che passeggiano con sigari fumanti lungo la strada. Tutto cambia per non cambiare nulla. Banca centrale è una multiforme e rissosa accozzaglia capace solo di dire no, oppure non parla, resta silente, aspetta come se non ci fosse un domani. Non è capace di fare una proposta, non ha un progetto, è solo un muro che sbarra ogni strada. Abbiamo un arbitro che invece di dirigere il gioco vi interviene in modo pesante, talvolta sleale. Una cosa mi è chiara: non ho voluto crederci per molto tempo, ma come negare la sinergica convergenza tra iniziative giudiziarie, azioni di Bcsm e i proclami politici dell’opposizione? Le parole sono le stesse, certe ordinanze sono veri e propri manifesti politici in cui sono individuati i buoni e i cattivi. Peccato che il contenuto sia anticipato o comunque coincida con i diktat dell’opposizione degli ultimi mesi.

C’è amarezza e delusione in me. Ma voglio rendere edotti voi di un episodio accaduto poche ore fa in assemblea degli azionisti di Cassa di risparmio. Un noto legale sammarinese, già Capitano reggente e già membro del Consiglio grande e generale, noto per passione per la caccia e il tiro a volo, durante una discussione accesa, riferendosi a me ha affermato con toni minacciosi ‘a lei penserà Morsiani’ e ha addirittura profetizzato che a breve dovrò esercitare un diritto costituzionalmente garantito, riferendosi alla difesa. Come fa questo soggetto a sapere che sarò oggetto di atti giudiziari? Come fa a conoscere in anticipo sviluppi legati ad attività giudiziaria? È normale? Per questo prima di recarmi qui ho presentato denuncia alle autorità competenti.

Andare contro qualcuno è molto facile, fare politica per costruire qualcosa è decisamente più difficile. Credo nel futuro di San Marino, e per questo credo sia indispensabile dare corso al cambiamento anche assumendo scelte radicali come ha provato a fare questo governo sin dal suo insediamento, magari facendo anche qualche errore. L’unica chanche è superare le secche in cui qualcuno di facilmente individuabile vuole spingere il paese. Dobbiamo essere convincenti e rivitalizzare l’azione di governo. Replicare con i fatti alle strane convergenze istituzionali-politico-giudiziarie. Per queste ragioni la mia esperienza di governo finisce qui, senza rimorsi e rimpianti, con la consapevolezza di chi ce la messa tutta per portare avanti un progetto di risanamento, consolidamento e rilancio del settore finanziario sammarinese e per conquistare, anche adottando decisioni impopolari l’equilibrio del bilancio dello Stato. (…) Chi fa politica sa che c’è un prezzo da pagare, talvolta molto alto a livello personale, ma quanto avvenuto in questi mesi mi ha indotto a prendere una decisione definitiva che oggi voglio anticipare e che formalizzerò ufficialmente alla Reggenza lunedì 15 ottobre prossimo, così da poter permettere al Consiglio grande e generale di nominare il nuovo Segretario di Stato per le Finanze già nella sessione consiliare di ottobre.

Non posso rimanere incollato a ruolo che non ho chiesto. Si illudono coloro che credono che ferite personali e politiche possano essere determinati per farmi cambiare idea e percorso. Come fingere di non aver visto che nei miei confronti era iniziato un vero e proprio tiro al bersaglio. Sono stato additato come responsabile di qualunque cosa. Sono stato macellato sul piano politico e personale. Ho resistito a tutto questo con il convincimento forse ingenuo che con il confronto si potessero attenuare i contrasti. Se per delegittimare un rappresentante delle istituzioni bastano due righe di un’ordinanza dove dicono che appare il mio nome e in cui, per verità, nulla mi si addebita, allora si impone una riflessione. Ho resistito fermo nella mie convinzioni alle illazioni contro la mia dignità personale e politica, ora però sono molto preoccupato. Ho paura. Non per me, ma per il Paese. Un giudice che fa continue endorsement a questa o quella forza politica, incrina il concetto stesso di indipendenza della magistratura. ho resistito finché il combattimento era alla pari, fatto dalla politica, con gli strumenti della politica, ma come accettare che politica sia fatta sulla carta intestata del tribunale? Come pensare a sparare fossero istituzioni neutrali scese ormai palesemente in campo? Non accetto che un progetto politico per il cambiamento sia messo in crisi da chi il cambiamento non lo vuole. Occorre una reazione. Serve nuovo impulso all’azione del governo e lascio posto a qualcuno di più sereno. Ora le forze di opposizione e le parti sociali non hanno più alibi.

Catia Tomasetti, Presidente di Banca Centrale
Esprimo rammarico per le dimissioni del Segretario Celli, ottimo interlocutore di Bcsm.

Il 21 settembre come ConDir (consiglio direttivo) all’unanimità abbiamo deliberato di revocare il ruolo di Direttore generale. Sono vincolata dal segreto istruttorio, ma chiarisco che la decisione è stata presa non per un’ordinanza giudiziaria. E’ una revoca dettata da motivi di grand’ inadempienze nella gestione e svolgimento del suo ruolo, e come conseguenza dal venir meno della fiducia da parte dell’organo amministrativo nei confronti di chi doveva gestire la banca. Nemmeno la mancata nomina di Mazzeo attiene all’ordinanza, è vero c’è stata una coincidenza di date, poteva essere il naturale direttore generale, ma il ConDir aveva già manifestato la volontà di testare l’opera di Mazzeo per qualche mese prima di nominarlo. Avendo rilevato una gestione discutibile della direzione generale, volevamo che la gestione Mazzeo andasse con forte discontinuità. Il 3 di ottobre lui ha manifestato che, ove non nominato direttore generale, si sarebbe dimesso, noi abbiamo comunicato invece che sarebbe stato necessario testare la fiducia. Alla luce dell’ordinanza, Mazzeo ha deciso di fare un passo indietro che comunque ci aspettavamo già. Ritenevamo però importante la continuità con i rapporti del Fmi, di qui chiesto a Mazzeo di proseguire su questo.

Ho poco altro da aggiungere se non il fatto che in un momento così difficile come ConDir abbiamo garantito unità di visioni, abbiamo deciso di sviscerare le nostre decisioni e stiamo prendendo delibere tutte all’unanimità. Siamo riusciti a garantire continuità, abbiamo ricostruito l’organismo di vigilanza con persone tutte di esperienza e sammarinesi ed è per noi fonte di orgoglio. Le due consulenze più costose che avevamo si sono interrotte per i motivi di prima. Sono molto orgogliosa di essere Presidente di questa banca. Non è un edificio vuoto, è una banca con professionalità eccelleti a livello di Banche centrali, con persone che lavorano con grande senso di responsabilità.

11 ottobre 2018
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