Al via la commissione nazionale per i nuovi Lea. Ecco le interviste della Dire

lorenzinROMA – Si e’ insediata oggi al Ministero della Salute la Commissione Nazionale per l’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza e la Promozione dell’Appropriatezza del Servizio Sanitario Nazionale. Lo rende noto il Ministero. La commissione, presieduta dal Ministro Beatrice Lorenzin, e di cui fanno parte rappresentanti del Ministero della Salute, del Ministero dell’Economia e delle Finanze, del Consiglio Superiore di Sanita’, dell’Istituto Superiore di Sanita’, dell’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco), di Agenas (Agenzia Nazionale per i servizi sanitari regionali) e delle Regioni ha il compito di garantire il costante aggiornamento dei LEA attraverso una procedura semplificata e rapida. “Con l’insediamento della Commissione Nazionale LEA e la prossima adozione del DPCM di aggiornamento dei LEA e dei Nomenclatori Protesici- sottolinea la nota- si completa un quadro che permettera’ agli assistiti del Servizio Sanitario Nazionale di avere prestazioni sanitarie innovative in modo uniforme sul territorio nazionale, con la garanzia di un aggiornamento costante e automatico alle piu’ moderne terapie e metodologie di cura”.

NUOVI LEA, SAITTA (REGIONI): SIAMO PRONTI A PARTIRE

“Le Regioni sono pronte, partiamo”. Cosi’ il coordinatore degli assessori regionali alla Sanita’, Antonio Saitta sui nuovi Lea. Interpellato dalla ‘Dire’, l’assessore piemontese ricorda che le Regioni hanno dato il via libera in conferenza Stato- Regioni pur avendo “dubbi sulla dimensioni del finanziamento dei Lea previsto dall’esecutivo: visto che tra noi e il governo c’era un differente valutazione dei costi, che rischiava di rallentare l’entrata in vigore dei Lea, abbiamo deciso di dare parere favorevole, concordando che il percorso di applicazione venisse monitorato. E abbiamo- ricorda Saitta- chiesto di accelerare il lavoro di questo gruppo congiunto Regioni – governo”.
Saitta sottolinea che “al di la’ delle diverse opinioni tra noi e il governo sulle risorse, bisogna monitorare un’operazione complessa: bisogna fare pulizia dei vecchi lea, le Regioni devono organizzarsi e poi il nostro obbiettivo e’ che i Lea siano applicati in modo uniforme in tutto il Paese”.
Ora il passaggio necessario e’ quello dei pareri delle commissioni parlamentari e poi la firma del decreto del Presidente del Consiglio che l’assessore prevede possa arrivare “a fine anno, cosi’ che nei primi mesi del 2017 si iniziera’ ad applicare i nuovi lea. Noi siamo pronti”, conclude il rappresentante delle regioni.

NUOVI LEA, FIMMG: SERVONO A METTERE IN ORDINE SISTEMA

 “Bene tutto quello che favorisca una maggiore chiarezza al sistema. In questo senso, se i nuovi Lea sono in vista di approvazione, speriamo che vengano pubblicati al piu’ presto”. Cosi’ Pier Luigi Bartoletti, vicesegretario nazionale Fimmg, interpellato dall’agenzia Dire. “Bisogna pero’ che le cose siano fatte bene- prosegue- perche’ accelerare ‘tanto per’ non e’ detto che sia foriero di buoni risultati. Occorre sicuramente mettere ordine al sistema, anche perche’ in alcune Regioni in piano di rientro e’ necessario che si faccia una programmazione sanitaria sapendo quali sono i nuovi Lea. I nuovi Livelli essenziali di assistenza, quindi, devono essere approvati nei tempi idonei- conclude Bartoletti- per poi mettere in atto elementi programmatori”.

NUOVI LEA, OMCEO ROMA: NON SI DISCUTONO, VANNO APPLICATI

“I Lea non si discutono e vanno applicati. Anzi, ne abbiamo perso qualcuno o almeno sembrerebbe, e bisognerebbe lottare per averne di piu'”. Cosi’ il segretario dell’Ordine dei Medici di Roma, Claudio Colistra, interpellato dall’agenzia Dire. Secondo il segretario dell’Omceo Roma, i Lea sono “estremamente importanti- sottolinea- perche’ danno garanzia al cittadino di avere immediatamente le prestazioni del quotidiano. Senza i Lea si aprirebbe molto di piu’ alla parte privata, a dispetto della pubblica, quindi noi dobbiamo sostenerli per andare incontro ai pazienti”, conclude Colistra.

NUOVI LEA, FNOMCEO: ATTO DOVUTO, SIANO FINANZIATI ADEGUATAMENTE

“I nuovi Lea estendono le prestazioni, ne aggiornano altre e ne eliminano di obsolete: per questo sono un atto dovuto”. Cosi’ Guido Marinoni, componente del Comitato centrale della FNOMCeO, interpellato dall’agenzia Dire. “Inoltre, all’interno del Dpcm nuovi Lea- prosegue- ci sono anche le indicazioni di appropriatezza che risolvono definitivamente tutte le problematiche collegate al decreto appropriatezza dello scorso anno”. Soluzione, quest’ultima, che si e’ concordata “tra il ministero della Salute e la Fnomceo- sottolinea Marinoni- e che quindi pone una parola fine al problema, rimasto soltanto parzialmente normato dalla circolare della scorsa primavera del ministero della Salute”. Infine, l’auspicio della Fnomceo e’ che i nuovi Lea “siano adeguatamente finanziati, perche’ diversamente rischiano di perdere gran parte del loro contenuto che, in caso di non adeguato finanziamento, rischia di diluirsi in un allungamento delle liste d’attesa”, conclude.

NUOVI LEA, AIOM: MIGLIORE ASSISTENZA A PAZIENTI ONCOLOGICI

“I nuovi Lea possono portare una migliore garanzia di assistenza, anche per i pazienti oncologici”. Cosi’ Carmine Pinto, presidente dell’Associazione italiana Oncologia Medica, interpellato dall’agenzia Dire. “Anche ai nostri pazienti, infatti- prosegue- i nuovi Livelli essenziali di assistenza garantiscono accesso a cure sicuramente importanti. Purtroppo non e’ stata inserita la riabilitazione oncologica come avevamo chiesto, ma sicuramente e’ un buon passo in avanti ed un fatto positivo. Non c’e’ dubbio”.

NUOVI LEA, UGL: BENE MA INVESTIRE DI PIÙ IN PREVENZIONE

“L’impianto dei Lea doveva essere rivisto e siamo contenti che l’approvazione dei Lea mandi in pensione il decreto sulla appropriatezza che tagliava le prestazioni pero’ c’e’ un enorme problema di copertura economica”. Lo sottolinea la segretaria nazionale Sanita dell’Ugl, Daniela Ballico, che spiega alla ‘Dire’: “Serviranno altri 1,3 milioni, forse 2,3 che dovranno essere reperite dalle regioni. Noi temiamo- osserva la sindacalista- che andra’ a finire che i nuovi Lea li pagheranno i cittadini con l’aumento dei ticket. Non sappiamo se si faranno risparmi ma potrebbero esserci tagli al personale e ai posti letto. Insomma, la coperta e’ corta e la domanda e’: chi paga i costi?”. Per l’Ugl ben vengano i nuovi Lea ma bisogna rivedere il sistema: “In Italia si spende pochissimo in prevenzione ma e’ dimostrato che per ogni miliardo speso in prevenzione se ne risparmiano 3 in cure e riabilitazione”, conclude Ballico.

NUOVI LEA, AISMME: IMPORTANTI PER SCREENING NEONATALE ESTESO

“Nei nuovi Lea, all’articolo 38, e’ previsto anche l’inserimento del decreto attuativo della Legge 167/2016, che e’ appena stata approvata e che attiva obbligatoriamente a livello nazionale lo screening neonatale esteso per tutti i 500mila bambini che nascono ogni anno in Italia. Quindi noi stiamo attendendo la pubblicazione e l’approvazione dei Lea davvero con il cuore in mano”. Cosi’ Manuela Vaccarotto, vicepresidente dell’Associazione italiana sostegno Malattie Metaboliche Ereditarie Onlus, interpellata dall’agenzia Dire. “La legge, ovviamente- prosegue- puo’ essere attuativa solamente dopo che i Lea prevedono il finanziamento, perche’ senza le Regioni non riescono ad attivare lo screening nel loro territorio”. Ma serve un occhio di riguardo anche per le malattie rare, sottolinea ancora Vaccarotto, per questo l’Aismme sta attendendo “l’inserimento delle oltre 110 malattie rare che il ministero della Salute ha previsto nel Dpcm. I malati rari sono quindi molto coinvolti nell’approvazione dei Lea, ma di conseguenza lo sono tutti. È da 15 anni che i Lea non vengono aggiornati e tutti ci aspettiamo un’approvazione a breve da parte delle Commissioni di Camera e Senato. Speriamo, insomma, che prima della Legge di Stabilita’- conclude- venga fatta l’approvazione generale di tutto il testo”.

NUOVI LEA, CECOS: CONTENGONO PRATICHE PIÙ INTERESSANTI IN PMA

“I Lea sono importanti perche’ nell’ultima formulazione hanno incluso tutte le pratiche diagnostiche e terapeutiche piu’ interessanti nel campo della procreazione medicalmente assistita. Questo farebbe cadere quella che una volta si chiamava ‘inappropriatezza’, intendendo con questo termine tutte le prestazioni che prima non erano consentite. Ma il problema e’ studiarne la compatibilita’ economica…”. Cosi’ Ettore Cittadini, presidente di Cecos Italia – Terapia della sterilita’ e fecondazione assistita, interpellato dall’agenzia Dire. “Non so se lo stanziamento iniziale- prosegue- che era di circa 800 milioni di euro, sarebbe sufficiente a coprire tutte questa grande mole di nuovi Lea; il ministro stesso ha instaurato dei gruppi di lavoro e sta studiando la compatibilita’ economica con le Regioni, alle quali poi si dovra’ presentare il conto visto che sono loro a sostenere il peso economico”. Aggiunge Cittadini: “Per alcune cose il ministero conta di giocare sul declassamento delle prestazioni, cioe’ quelle che erano in ricovero abituale vengono fatte in day hospital e quelle in day hospital in day surgery e cosi’ via. Ma questo non basta, perche’ il grosso della spesa riguarda i farmaci oncologici che non risentono di questo declassamento. Quindi il problema e’ molto piu’ grosso e serio- conclude- di quello che potrebbe sembrare”.

NUOVI LEA, SIAMS: SERVE VISIONE UNITARIA SU CENTRI PMA

“Siamo andrologi e lavoriamo in collaborazione con la medicina della riproduzione, quindi con i centri Pma. Ad oggi tutta la tematica della medicina della riproduzione non ha Lea specifici, ma frammentati per singoli prestazioni e neanche tutte. Per cui, a livello delle diverse Regioni, c’e’ confusione e manca un’omogeneita’ di comportamento”. Cosi’ il professor Carlo Foresta, direttore del Centro di andrologia e medicina della riproduzione dell’Universita’ di Padova e past president della Societa’ italiana Andrologia e Medicina della Sessualita’, interpellato dall’agenzia Dire. “I pazienti che per queste problematiche sono abituati a viaggiare attraverso tutte le regioni d’Italia- spiega Foresta- si trovano molte volte in difficolta’. In alcune Regioni, per fare un esempio, le tecniche di riproduzione medicalmente assistita sono completamente a carico del sistema sanitario nazionale, in altre ci sono i ticket, in altre ancora c’e’ bisogno di avere autorizzazioni dalle Regioni di partenza, quindi il sistema non e’ chiaro”. “Noi ci auguriamo che nell’ambito dei nuovi Lea ci possa essere una visione unitaria di facilitazione sia per il paziente sia per i centri, in modo da creare un iter omogeneo in tutto il nostro Paese” conclude Foresta.

NUOVI LEA, FESMED: ERANO NECESSARI, MA VIGILEREMO REGIONI…

“L’approvazione dei nuovi Lea dovrebbe avvenire a momenti, non vedo ulteriori difficolta’ se non per quanto riguarda il finanziamento… Speriamo che non ci siano sorprese, almeno il ministro Lorenzin cosi’ ci ha garantito: l’approvazione dovrebbe avvenire liscia e senza problemi. Ovviamente con il governo potrebbero esserci delle novita’, ma prima aspettiamo e vediamo quello che viene fuori…”. Cosi’ Carmine Gigli, presidente Fesmed (Federazione sindacale Medici Dirigenti), interpellato dall’agenzia Dire. “Ormai i precedenti Lea erano insufficienti per le esigenze della popolazione- prosegue- quindi e’ importante aggiornarli e aggiungere quelli che sono mancanti. Se ne sentiva la necessita’”. Gigli sottolinea pero’ che il problema principale e’ “se tutte le Regioni saranno e vorranno applicarli in maniera concreta- sottolinea- questo e’ il punto principale. In una sanita’ suddivisa in 21 Regioni, ci deve essere la forza economica ed organizzativa per applicarli completamente. C’e’ invece il sospetto che lacune Regioni, che gia’ non riuscivano a soddisfare i precedenti, ora avranno ancora piu’ difficolta’ con i nuovi- conclude- ma noi vigileremo”.

NUOVI LEA, GELLI (PD): VANNO RESI IMMEDIATAMENTE OPERATIVI

Fare presto per applicare i nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea). “Il provvedimento- spiega l’on. Federico Gelli, responsabile Sanita’ del Pd- sta ricevendo il parere delle due Commissioni della Camera e del Senato e a breve ci saranno anche audizioni congiunte. Credo quindi che l’iter seguira’ il suo percorso istituzionale come e’ previsto dalle norme del regolamento che disciplinano questa materia”. La Cgil ha avanzato osservazioni sul sistema dei ticket… “Il sindacato fa bene ad avanzare osservazioni e noi ovviamente ne terremo conto nel momento in cui andremo a scrivere un parere come Commissioni competenti”. Secondo Gelli i Lea vanno resi “immediatamente operativi- sottolinea- perche’ e’ da 15 anni che si aspetta il loro aggiornamento e finalmente vediamo la luce di questo importante impegno. Voglio ricordare che nei nuovi Lea ci sono cose molto importanti che aspettano risposte da moltissime anni, a partire dalle 110 nuove malattie rare, dalle malattie invalidanti che non erano riconosciute, come l’endometriosi nelle donne o la gratuita’ della procreazione medicalmente assistita. Insomma, i nuovi Lea contengono molte cose importanti che saranno possibili solo con la loro approvazione”, conclude il responsabile nazionale Sanita’ del Pd.

NUOVI LEA, SIMG: APPROVARLI SUBITO, ESTENDONO DIRITTI

“I Lea vanno approvati rapidamente perche’ estendono ancora di piu’ i diritti dei cittadini, ad un livello mai visto prima. In questo dobbiamo dare atto che i Livelli essenziali di assistenza, almeno sulla carta, sono importanti”. Cosi’ il presidente della Societa’ italiana di Medicina Generale, Claudio Cricelli, interpellato dall’agenzia Dire.
“Noi siamo rimasti l’unico Paese al mondo- prosegue- ad avere una sorta di dichiarazione in cui c’e’ scritto quali sono i diritti che i cittadini hanno nei confronti del Sevizio sanitario nazionale. Questi sono i Livelli essenziali di assistenza. E devo dire che, per quanto spesso sia difficile avere esattamente tutto quello che c’e’ scritto al loro interno, siamo gli unici che hanno nei nei Lea qualunque cosa: dalla possibilita’ di partorire senza dolore alla procreazione medicalmente assistita, per esempio”. Tutto questo, secondo Cricelli, non esiste in nessun Paese “che abbia un sistema sanitario pubblico- sottolinea- dove le prestazioni non sono garantite dallo Stato. Anche se nei Lea ci sono dei ritardi, quindi, comunque il cittadino puo’ far valere i propri diritti”. L’unica osservazione che avanza la Simg e’ questa: “È inutile fare dei bei Lea, molto avanzati ed estesi, se poi non c’e’ una quantita’ sufficiente di risorse disponibili per coprirli. Quindi bisogna approvare subito i Lea, ma in parallelo bisogna che le risorse vengano calcolate adeguatamente e poi stanziate davvero”, conclude Cricelli.

NUOVI LEA, CISL: SERVONO RISORSE, ASSISTENZA VA ORIENTATA

“Con i nuovi Lea c’e’ bisogno di garantire un adeguato studio finanziario: per diventare realta’, infatti, c’e’ bisogno di costruire un vero modello organizzativo a livello regionale, perche’ finora questo e’ mancato”. Cosi’ Maurizio Bernava, segretario confederale della Cisl, interpellato dall’agenzia Dire. “Le cure e l’assistenza vanno orientate- prosegue- non basta approvare i Lea se manca questo modello. La loro approvazione sono un passo avanti, ma se parliamo di prestazioni concrete per i cittadini bisogna avere sia le risorse adeguate sia un indirizzo di come questo poi diventa offerta reale sul territorio. Il confronto, poi- conclude Bernava- non deve limitarsi solo tra governo e Regioni”.

NUOVI LEA, ANAAO ASSOMED: E DAL 2001 CHE LI ASPETTIAMO…

“L’importanza dei Lea e’ innegabile: e’ dal 2001 che li aspettavamo. E per la sanita’ 15 anni di attesa, considerando anche lo sviluppo della tecnologia, e’ davvero un’epoca geologica. Insomma, che i nuovi Livelli essenziali di assistenza arrivino e’ una bellissima notizia”. Cosi’ il presidente nazionale Anaao Assomed, Domenico Iscaro, interpellato dall’agenzia Dire. “Peraltro- prosegue- i Lea raccolgono anche cose importanti, una su tutte la procreazione medicalmente assistita, e noi sappiamo quante coppie vanno all’estero oppure si rivolgono al privato per questo. I nuovi Lea, ribadisco, sono un evento assolutamente positivo”. Iscaro avanza pero’ anche qualche dubbio: “Noi come associazione medica di operatori- sottolinea- abbiamo qualche perplessita’ sul finanziamento, perche’ non sappiamo se gli 800 milioni di euro annunciati dal ministro siano sufficienti. La domanda allora e’ questa: puo’ una tranche di 800 milioni essere idonea a finanziare i nuovi Lea, quando tutto il sistema e’ sottofinanziato?”. Prosegue quindi il presidente nazionale Anaao Assomed: “Io dottore oggi ho il problema drammatico dei pronto soccorso e di fronte a questi problemi enormi, che sono segnali del sottofinanziamento, posso credere che bastino 800 milioni a risollevare le sorti e a garantire i nuovi Lea, che ritengo siano un fatto estremamente positivo? Ecco, se noi risolviamo il problema del finanziamento in toto- conclude- e’ un grande passo in avanti”.

NUOVI LEA, UIL: RENDERLI OPERATIVI QUANTO PRIMA

“È importante approvare quanto prima i nuovi Lea perche’ la precedente normativa risale al 2001. Quindi senz’altro un aggiornamento e’ inevitabile e necessario, anche alla luce delle nuove malattie e cronicita’”. Cosi’ Silvana Roseto, segretaria confederale della Uil, interpellata dall’agenzia Dire. “Sappiamo che sono in corso delle audizioni- prosegue- noi ancora non abbiamo ricevuto un invito, quindi non sappiamo se saremo auditi, ma immagino e spero di si'”. Aggiunge quindi Roseto: “È chiaro che vediamo in un’ottica positiva la rivisitazione dei Livelli essenziali di assistenza, siamo pero’ un po’ preoccupati rispetto a quello che potra’ essere la futura Legge di stabilita’, per capire in sostanza quali saranno le risorse destinate al Servizio sanitario nazionale”. In questa rivisitazione dei Lea, dunque, c’e’ senz’altro “un ampliamento positivo nella tipologia dei nuovi Lea, ma vorremmo anche capire se ci sara’ un finanziamento tale da poter rendere esigibili su tutto il territorio nazionale questa assistenza”, conclude la segretaria confederale della Uil.

NUOVI LEA, SMI: BENE, ASPETTIAMO DI APPLICARLI IN PRATICA

“L’approvazione dei nuovi Lea e’ sicuramente una cosa importante. L’unica cosa che ci preoccupa e’ che alcuni tipi di prestazioni, che prima rientravano in regime di ricovero e adesso invece sono in day surgery, potrebbero diventare affollamento… tipo cataratta, ernia inguinale e qualche altro tipo di intervento”. Cosi’ Pina Onotri, segretario generale Sindacato medici italiani (Smi), interpellata dall’agenzia Dire. “Siamo contenti che alcune prestazioni siano rientrate nei Lea- prosegue- un po’ meno che per far posto ai nuovi Lea qualcosa sia uscito fuori. È sempre lo stesso discorso della coperta corta: se si tira da una parte, dall’altra si rimane scoperti”. Secondo Onotri, quindi, ora bisogna vedere “come verranno finanziati questi Lea- sottolinea ancora- perche’ non ci e’ ancora chiaro come verranno supportati gli 800milioni di euro”. I nuovi Lea rappresentano un passo in avanti? “Vedremo all’atto pratico- risponde il segretario generale dello Smi- ce ne renderemo conto quando i pazienti verranno da noi a farci delle richieste. Solo allora vedremo come rispondere in base alle nuove disposizioni”.

NUOVI LEA, CIMO: SI È GIÀ PERSO TROPPO TEMPO…

“Sui Lea si fonda il Servizio sanitario nazionale ed e’ per questo che sono importanti. Sono anni che necessitano di un aggiornamento e finalmente sembra si sia arrivati alla fine. E prima si conclude la vicenda meglio e'”. Cosi’ Riccardo Cassi, presidente Cimo, interpellato dall’agenzia Dire. “Ci sono nuove prestazioni che vengono introdotte- prosegue- la medicina e’ in continua evoluzione e rimanere fermi e’ sempre sbagliato. Si e’ gia’ perso troppo tempo”.

NUOVI LEA, SIP: UNICA ARMA A GARANZIA EQUITÀ DIRITTI

“I nuovi Lea sono importantissimi. Sono l’unica attuale possibilita’ di avere equita’ nel sistema sanitario nazionale e l’unica garanzia che i cittadini italiani hanno di poter vedere attuati i loro diritti sanitari in maniera equa su tutto il territorio nazionale”. Cosi’ il professor Alberto Villani, vice presidente della Sip (Societa’ italiana di Pediatria) e responsabile dell’Unita’ di Pediatria Generale e Malattie Infettive dell’ospedale Bambino Gesu’ di Roma, interpellato dalla Dire. “Purtroppo le regioni fanno come vogliono- prosegue- e questo fa si’ che ci siano degli italiani di serie A e di serie B. I Lea rappresentano quindi l’unica arma che si ha- conclude Villani- per far si’ che almeno i Livelli essenziali di assistenza siano gli stessi in tutta Italia”.

 

 

11 Ottobre 2016
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»