A Bologna la stella di Lucio Dalla coperta dai dehors

BOLOGNA – L’angolo del centro di Bologna che celebra il grande jazz merita “più attenzione”. E’ l’sos lanciato dagli organizzatori de “La strada del jazz“, il festival che si caratterizza per la posa lungo via Orefici e via Caprarie delle stelle in marmo con i nomi dei grandi interpreti del genere: quest’anno, per l’ottava edizione della manifestazione in programma da venerdì a domenica, una stella sarà dedicata a Charles Mingus e un’altra al bolognese Marco Di Marco, scomparso lo scorso anno.

Una strada così “è unica in Italia” e “dovrebbe essere promossa molto di più”, afferma in conferenza stampa Gilberto Mori, ideatore (insieme a Paolo Alberti) della manifestazione. I marciapiedi andrebbero messi “leggermente in ordine” e servirebbe un maggior “equilibrio” sul fronte dehors, continua Mora: “I quattro tavolini e le 12 sedie proprio sulla stella di Lucio (Dalla, ndr) mi fanno sempre incazzare e tutte le volte che passo le faccio spostare, anche i commercianti dovrebbero capire”.

E non è tutto: Mora segnala anche le rastrelliere per le bici “buttate” proprio davanti alle stelle, che ostacolano le foto di rito di turisti e passanti. Insomma, servirebbe “un po’ più di attenzione, perchè si tratta di una strada bella e importante– sottolinea Mora- che racconta Bologna città del jazz“. Non è l’unica nota polemica di questa edizione, visto le lamentele via social espresse da chi non ha gradito la decisione di coinvolgere Lo Stato sociale, che non si esibirà ma riceverà il premio Strada del jazz 2018.

“Ci sembrava una bella cosa, ogni anno- ricorda Alberti- abbiamo avuto degli amici con un particolare legame con Bologna per fare da testimonial a quest piccola cerimonia”: da Pippo Baudo a Renzo Arbore, da Luca Carboni a Piera Degli Esposti.

11 settembre 2018
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