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Livorno, incerto il numero dei dispersi. Rossi contro Nogarin: “Evento prevedibile”


ROMA – A più di 24 ore dall’alluvione che ha colpito Livorno causando la morte di almeno 6 persone, il sindaco Filippo Nogarin è intervenuto ai microfoni di ‘6 su Radio 1’ parlando del numero dei dispersi che, a differenza di quanto affermato ieri, sembra essere ancora incerto: “Stiamo cercando di fare chiarezza perché è estremamente difficile con il caos del primo giorno”.

Intanto, scoppiano le polemiche. E’ il presidente della regione Toscana Enrico Rossi a lanciare quello che è un vero e proprio atto d’accusa al sindaco di Livorno che, nella giornata di ieri, aveva affermato che “le allerte per la Toscana erano arancioni e non facevano immaginare niente di simile”. Secondo Rossi, però, l’allerta è stata sottovalutata: “Un codice arancione è un codice di allerta che prevede gli eventi che si sono verificati a Livorno”.

“La differenza principale con il codice rosso- spiega Rossi su Facebook- riguarda la tipologia del reticolo idraulico delle possibili esondazioni. Rosso è il codice delle possibili esondazioni legate al reticolo idraulico primario: Arno, Serchio ecc; Arancione è il codice legato a possibili esondazioni del reticolo idraulico secondario, come appunto è avvenuto a Livorno”.

Inoltre, sottolinea Rossi, “in Toscana si è chiarita anche la responsabilità della manutenzione, spettando al genio civile della Regione la manutenzione del reticolo idraulico primario e ai consorzi di bonifica riformati quella del reticolo secondario. Codice arancione e codice rosso sono entrambi codici di allerta”.

L’allerta, quindi, potrebbe essere stata sottovalutata dal Comune. “Spetta alle autorità locali decidere le misure da assumere per far fronte alla situazione, facendo le dovute valutazioni- continua il presidente della regione Toscana- Alcune misure minime, come avvertire i cittadini con sms o telefonate, come alcuni sindaci fanno, con un sistema dai costi contenuti o come la messa in sicurezza dei sottopassi e delle zone più a rischio, sono comunque da consigliare.I codici arancione sono stati in Toscana l’anno scorso circa quindici- aggiunge- e in genere in un anno non vanno oltre venti. Non è una perdita di tempo né un ‘gridare al lupo’ attivarsi in rapporto alla situazione una ventina di volte in un anno, graduando l’intensità delle iniziative”.

Ma per Nogarin non è il tempo delle polemiche: “E’ un grande classico in questi eventi arrivare al momento della polemica. Ora è il momento di far funzionare al meglio la macchina dei soccorsi e dare aiuto a tutti coloro che hanno bisogno. Ci sarà poi il momento della polemica e delle indagini in cui tutti cercheranno di scaricare le responsabilità addosso agli altri e naturalmente arriverà addosso ai sindaci perché la moda oramai in Italia è questa, qualsiasi cosa accada la colpa è dei sindaci ma ora non è il momento”.

di Michele Bollino

11 settembre 2017

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