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11 settembre, 15 anni dopo Boldrini: Politica stronchi terrore

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ROMA – “È un giorno che è scolpito nella storia con la stessa forza distruttiva con la quale i due aerei si schiantarono nelle Torri gemelle. L’11 settembre venne giù – insieme ai grattacieli e a migliaia di vite – l’illusione che, dopo la fine dell’impero sovietico, il mondo andasse verso un nuovo assetto più pacifico e regolato”. Così, sul suo profilo Facebook, la presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini, che aggiunge: “All’orrore del terrorismo islamista si scelse di rispondere con altri orrori, in una sequenza insensata di sangue che via via si è fatta più globale. Lo sgomento del cittadini di New York, quindici anni fa, è oggi quello degli abitanti di Nizza, di Bruxelles, di Parigi, di Dacca, di Tunisi, di Ankara, di Baghdad e di tanti altri cittadini del mondo. Nessuno può dirsi al sicuro, in nessun angolo del pianeta”.

“E resta fortissima, ancor più forte di quell’11 settembre, la domanda di politica, di una soluzione politica che stronchi la minaccia del terrore. Rafforzando la collaborazione tra Stati, mettendo a punto strategie comuni, affrontando i focolai di guerra con iniziative diplomatiche non intermittenti. La tregua– preziosa e fragilissima – che comincia in queste ore in Siria è uno dei modi non retorici per onorare oggi le vittime dell’11 settembre”, conclude Boldrini.

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COLANINNO (PD): “COLPITI AL CUORE E MINACCIA RESTA ALTA”

“Sono passati 15 anni da quel terribile 11 settembre che colpì al cuore gli Stati Uniti e il mondo intero. Oggi, più che mai, la minaccia del terrorismo internazionale è alta: la nostra risposta, ferma e convinta, passa per azioni decise, che devono puntare a sbarrare la strada ai terroristi”. Così Matteo Colaninno (Pd), che conclude: “L’Europa intera è chiamata a uno sforzo straordinario, in termini di coesione, per dare vita a un’efficace politica di difesa e sicurezza comune che faccia un salto di qualità imprescindibile per affrontare una sfida senza precedenti”.

CAPEZZONE: “NON SOLO ECCIDIO MA INIZIO DI UNA GUERRA ANCORA IN CORSO”

“L’11 settembre non è stata solo la data di un atroce eccidio, ma l’inizio di una guerra esplicitamente dichiarata dal jihadismo contro la libertà, la democrazia, l’Occidente. Questa guerra è ancora in corso, anche se in troppi paesi occidentali ci si ostina a negarlo”. Lo sostiene Daniele Capezzone, deputato Conservatori e Riformisti, che aggiunge: “Alcuni leader occidentali lo compresero allora (George W.Bush in testa, che la storia considererà molto meglio di come lo giudicò allora la cronaca) e posero l’obiettivo della promozione globale della libertà e della democrazia: non si trattava di ‘esportare’, ma di rimuovere gli ostacoli che impedivano a milioni di uomini e donne di conoscere una vita più libera, non oppressa da regimi e terrore. Da alcuni anni, invece, purtroppo l’Occidente arretra e ripiega, e ha creato un vuoto in cui non solo Isis, ma numerosi stati nemici della democrazia prosperano”.

“Da questo punto di vista- conclude Capezzone- proprio oggi desiro denunciare in tutta la loro carica di pericolosità, di errore strategico, di ambiguità, i rapporti di collaborazione (anche militare) tra Italia e Iran, stato tuttora al centro di rapporti opachi con il terrore jihadista. Lo dico a Renzi. C’è grande ipocrisia nel ricordare l’11 settembre (e anche nell’esprimere amicizia verso Israele) mentre poi, con tanto di inchini, statue incartate, viaggi di andata e di ritorno, si stringono patti oscuri con chi vuole cancellare Israele, continuare a opprimere il popolo iraniano, e organizzare altri lutti in tutto il mondo libero”.

CARFAGNA: “PRIMI ATTENTATI CHE CAMBIAVANO NOSTRE VITE”

“L’11 settembre 2001 i primi attentati che cambiavano le nostre vite. 11 settembre 2016 combattiamo senza esitare chi vuole annientare nostra civiltà”. Lo scrive su Twitter Mara Carfagna, parlamentare di Forza Italia.

ROSATO: “FU ATTACCO ALLA NOSTRA CIVILTA'”

“#11settembre fu attacco al cuore della nostra civiltà. Oggi come allora quei valori restano saldi e più forti di prima”. Così Ettore Rosato, capogruppo Pd alla Camera

11 settembre 2016

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