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Musica. ‘Matrimoni e funerali’ e le passioni di Cisco – VIDEO

ROMA – Il ‘solito’ Cisco è sempre un piacere. Da sentire, da ascoltare, da ballare. Meno irlandese ma più balcanico, meno Pogues ma più Bregovic, si emoziona ed emoziona ancora oggi quando la sua chitarra come per magìa si trasforma in una macchina del tempo e inizia a regalare emozioni con canzoni dell’album ‘Viva la vida, muera la muerte’ – 2004 – come ‘Ebano’ e ‘I Cento Passi’. La prima delicata e dedicata ad un tema forte come quello dell’immigrazione, la seconda più dura ma allo stesso tempo con al centro un argomento ancora delicato come può essere quello della lotta alla mafia (racconta la vicenda di Peppino Impastato, una delle tante vittime della mafia). L’occasione dell’incontro con il ‘solito’ Cisco è quella dell’Eutropia Festival, uno degli eventi estivi di Roma. Quella al Festival rappresenta una delle ultime tappe, per questa stagione della band di Stefano Bellotti – Cisco – ex leader dei Modena City Ramblers. In attesa di salire sul palco, durante quella che è coincisa con la serata di chiusura della campagna dei Radicali in favore dell’accoglienza dei migranti, Cisco si è raccontato al portale Diregiovani.it. Nella chiacchieratat, il primo piccolo bilancio del tour iniziato ad aprile e del disco nuovo ‘Matrimoni e Funerali’ – il quarto da solista -, passando anche per Tsipras, Piotta e…Carpi e Bologna.

‘MATRIMONI E FUNERALI’, TRA DISCO E TOUR E’ TEMPO DI BILANCI –  “Sono in giro da metà aprile- racconta Cisco- Il disco era uscito da un mese, il tour ci ha regalato belle soddisfazioni. Il disco è stato accolto bene, le canzoni sono state ballate e cantate. Questo ci ha dato energia e forza in una estate che è stata ricca di concerti e soddisfazioni”. Nei prossimi mesi “canteremo nei teatri e nei posti adatti, ripartiremo a marzo-aprile del prossimo anno, magari con qualche aggiustamento. Un tour invernale nei club? Non ho più l’età…”.

‘CON IL NUOVO ALBUM VOLEVO CAMBIARE LE CARTE IN TAVOLA‘ – L’album ‘Matrimoni e Funerali’ era partito “con l’idea di cambiare le carte in tavola. Ero stanco di sentirmi dire ‘Il solito Cisco’, ‘Le solite cose'”.  Al centro di tutto “il concetto della vita e della morte: si gioca in maniera ironica e dissacrante e cinica. Nel disco ci sono piccole venature che hanno reso album diverso, con sonorità balcaniche e non irlandesi”. E poi le tante collaborazioni: Pierpaolo Capovilla, Massimo Zamboni, Angela Baraldi, Le Mondine di Novi e Piotta, per un album “che mi sono divertito a scrivere e a realizzare con gli ospiti”.

CISCO E ‘ER PIOTTA’ – “Tommaso lo conosco da diversi anni, abbiamo collaborato su un progetto dopo il terremoto in Emilia”. Ne ‘Il tuo altare’ “avevo bisogno in un brano di un intervento rap, e io sono la persona più lontana dal mondo del rap. Ne capisco poco. Per questo ho chiesto ad un amico di scrivere la parte”. Tommaso ‘Er Piotta’ “era la persona più adatta, è entrato benissimo nella parte”.

‘EBANO’ E ‘BELLA CIAO’, CHE EMOZIONI –  “Ho passato gli ultimi anni a cercare di distaccarmi, ma quello che ho fatto ora ne godo in pieno”. Come con ‘Ebano’ e ‘Bella Ciao’, la prima canzone sull’immigrazione e la seconda cantata da una piazza in festa come quella greca dopo la vittoria di Alexis Tsipras. Senza dimenticare un pezzo come ‘I Cento Passi’, che non passa mai di moda. Ebano, spiega Cisco, “è un pezzo diventato quasi un patrimonio culturale comune, quando la gente le canta con te, vuol dire che hai fatto qualcosa di speciale. Riesco a godermela, è una soddisfazione. Ma non sempre è stato così. A volte fuggi da quello che ti rappresenta ma se è importante la canzone, vuol dire che è qualcosa di valore che va preservato”. Di Tsipras e dei greci “ho letto la notizia su internet, ho acceso il video e sotto c’ero io che cantavo. Mai stato in Grecia in vita mia- sorride- Vedere una piazza piena con la nostra versione di ‘Bella ciao’ che girava è stata una emozione grande, qualcosa di buono l’abbiamo fatto”.

CONTENTO PER IL CARPI MA IO ‘SANGUINO’ ROSSOBLÙ – “Sono cresciuto a pane e Bologna”, ma se la squadra della tua città riesce addirittura a salire in serie A allora anche un fedelissimo rossoblù come Cisco, nativo di Carpi, può tentennare: “Sono al settimo con una squadra in A in più. Spero che facciano una deroga così che Carpi e Bologna sommino i punti e si salvino”, sorride. “Sarà dura”, torna serio, “però devo dire che è una gioia”, porterà il figlio “a vedere il Carpi in serie A. E’ divertente, mi divido tra la passione per il Carpi e per il Bologna. L’anno scorso ho visto il derby in B, il Carpi ha dato 3 pere al Bologna ma ero contento e un po’ dispiaciuto. Perché io sanguino rossoblù”.

di Adriano Gasperetti

Giornalista professionista

11 settembre 2015

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