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Migranti, Rocca (Croce Rossa): “Bene Global Compact, serve umanità”

ROMA – “La bozza elaborata all’incontro appena terminato alle Nazioni Unite è soddisfacente, ricca di buoni propositi. Il problema è che sul terreno la realtà è diversa: bisognerà vedere se i singoli governi accetteranno di adottarla. Di natura sono un ottimista, ma non posso fare a meno di notare che, a livello globale, è in corso un processo di criminalizzazione dei migranti“. Così all’agenzia ‘Dire’ Francesco Rocca, presidente della Federazione internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (Ifrc) e della Croce Rossa Italiana (Cri). A New York, Rocca ha partecipato al round conclusivo di negoziazione del Global Compact su ‘Migrazione ordinata e regolare’, in vista della prima conferenza internazionale sul tema che si terrà al Palazzo di vetro a ottobre. La Croce Rossa ha presentato una propria proposta che si articola attorno a quattro punti e a un principio cardine: la garanzia da parte degli Stati di offrire assistenza minima di base e protezione umanitaria a ogni essere umano. Tra questi diritti, rientra quello sanitario, tutt’altro che scontato. In molti paesi, spiega Rocca, “esiste l’obbligo – o si cerca di introdurlo in legislazione – per medici e infermieri di denunciare alle autorità persone che risiedono irregolarmente nel Paese. Ma questo costringe quei migranti a nascondersi. Cosa accade se però sono portatori di malattie gravi e potenzialmente infettive? Noi siamo convinti che la sicurezza non si possa raggiungere in questo modo, al contrario si espone la collettività a un rischio di salute pubblica. Ecco perché abbiamo introdotto tra i punti della nostra proposta la garanzia degli operatori medici e umanitari di poter agire senza il timore di essere arrestati”. Sulla stessa linea si colloca anche la ‘buona pratica’ dei ‘safe point‘, centri di accoglienza – già attivati da Croce Rossa in Italia – in cui oltre a servizi di base si offrono ai migranti “informazioni su diritti e doveri, come fare per ottenere l’asilo o il permesso di soggiorno, insomma tutto ciò che può essere loro utile per muoversi in un Paese nuovo”. “Voglio che sia chiaro un punto – prosegue il presidente di Ifrc – noi non vogliamo entrare nel merito del dibattito politico sulla gestione del fenomeno migratorio, bensì vogliamo introdurre in quel dibattito il principio di umanità: la dignità di ogni essere umano va garantita a prescindere dalle leggi nazionali”. Verso i migranti, in Italia ma anche in molti altri Paesi del mondo, Rocca sottolinea: “Noto reazioni eccessive e xenofobe, in cui anche gli operatori umanitari vengono criminalizzati, sebbene si spendano con tanto sacrificio per salvare vite umane. Inoltre, a questo enorme impegno a costruire muri e bloccare i flussi, non corrispondono azioni altrettanto decise nel porre fine alle cause che costringono le persone a fuggire”. E in Italia? “Il nostro Paese ha la solidarietà nel suo Dna” risponde Rocca: “Non dobbiamo dimenticarlo”.

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11 luglio 2018
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