Emilia Romagna

Cambia lo statuto della Fondazione Carisbo, il Rettore entra d’ufficio

fondazione_carisbo_BOLOGNA  – Il nuovo statuto della Fondazione Carisbo “prevederà alcuni soci di diritto, vale a dire il rettore e l’arcivescovo”. Questa, spiega il presidente della Fondazione Leone Sibani, la novità più importante uscita dalla prima riunione del nuovo Collegio di indirizzo, che in tempi brevi potrebbe votare la modifica dello statuto e del regolamento, forse già nella prossima riunione in programma il 22 luglio.

Francesco Ubertini e Matteo Maria Zuppi, fa sapere il presidente, “entreranno in assemblea una volta che lo statuto sarà approvato dal ministero dell’Economia e delle Finanze”, quindi “potrebbe anche non essere necessario aspettare l’assemblea per ratificare le nomine”, anche se sulla questione “non si è ancora deciso nulla”.

LE ALTRE NOVITA’

Quello annunciato da Sibani è sicuramente un cambiamento importante, soprattutto alla luce delle violente polemiche nate dopo l’esclusione di Ubertini decisa ad aprile dall’assemblea, ma non è l’unico. Ad esempio, con il nuovo statuto verrà istituito un collegio di probiviri composto da tre persone, nominate sempre dall’assemblea dei soci. Per quanto riguarda, invece, i regolamenti interni, Sibani afferma che verranno seguite le indicazioni del protocollo siglato dal ministero delle Finanze e dall’Acri. Infatti, d’ora in avanti “saranno nominate negli organi della Fondazione persone con competenze specifiche nei settori in cui decideremo di intervenire”. In pratica, sintetizza il presidente, “se parliamo di arte, le persone designate dovrebbero avere competenze specifiche in materia“. Questa novità, però, non sarà immediata, ma si realizzerà solo con il prossimo Collegio di indirizzo.

Sarà poi rafforzata, ed estesa a tutti gli organi, la norma del Collegio che prevede una “quota rosa” del 30%, e i componenti del Collegio stesso resteranno in carica quattro anni, e ‘scadranno’ in contemporanea, fatta eccezione, precisa Sibani, per “due o tre persone nominate nel 2015 con la vecchia regola dei cinque anni di mandato, che quindi andrebbero in scadenza sempre nel 2020, ma qualche mese dopo gli altri”. Infine, il presidente tiene a sottolineare “la necessità che, tra i componenti degli organi della Fondazione, ci siano degli esperti di gestione del patrimonio”. Un’esigenza che, però, il nuovo Collegio di indirizzo “ancora non soddisfa”. Sibani, però, guarda soprattutto agli aspetti positivi della riunione di oggi, da cui “è sembrata emergere una certa concordia” dopo le spaccature e gli scambi d’accuse degli ultimi mesi.

di Andrea Mari, giornalista professionista

11 luglio 2016
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