Sanità

Vaccini, Gasparini (Aipo): “Bene il decreto legge, basta opinioni personali spacciate per scienza”

BOLOGNA – Anche il tema delle vaccinazioni è entrato nel programma del 44^ Congresso nazionale degli pneumologi italiani che hanno preso una forte posizione contro la pericolosa non-scientificità di tante “opinioni selvagge” sull’argomento. Lo ha fatto all’interno di una sessione presentata dallo stesso presidente AIPO, Stefano Gasparini (professore presso l’Università Politecnica delle Marche) nella quale sono stati ricordati i dati più recenti dell’OMS secondo cui i vaccini prevengono oggi circa 2,5 milioni di morti annue.

LEGGI ANCHE Apre il congresso Aipo: “Pneumologia è in una fase critica”

“Abbiamo voluto dedicare una sessione al tema delle vaccinazioni“, ha dichiarato il professor Gasparini, “per dare voce all’evidenza della scienza, affinché questa possa fare chiarezza in un momento in cui ognuno vuol pronunciare il proprio credo – e in questo ognuno è ovviamente libero di esprimersi – cadendo però nell’errore gravissimo di spacciarlo per scienza“.

Riferendosi alla sempre più quotidiana diffusione di convinzioni no-vax sui social-media, Gasparini ha ricordato la preoccupazione con cui il mondo medico segue i messaggi che presentano i vaccini come causa di danni irreparabili alla salute dei bambini.

I dati di fatto sulle coperture vaccinali sono invece ben diversi. A livello mondiale la fotografia dei benefici portati dai vaccini, come mostrato da Vito Ercole di Farmindustria presentando dati pubblicati sul prestigioso New England Journal of Medicine riferiti agli Stati Uniti, è indiscutibile: le vaccinazioni hanno portato i morti per malattie diverse (vaiolo, morbillo,,difterite, rosolia…) dai 38 milioni dell’era pre vaccinale, ai circa 7mila dei primi anni del 2000.

Venendo al nostro Paese, due soli dati presentati a Bologna valgono una conferma di efficacia: grazie alle vaccinazioni il vaiolo in Italia è stato eradicato ed è completamente assente dal 2015, mentre la poliomielite ha fatto segnare solo 359 casi nel 2014.

LEGGI ANCHE Salgono a 12 i vaccini obbligatori solo per i nati nel 2017

Sin qui gli elementi positivi. Purtroppo, però, i dati nazionali recenti riferiti alle coperture vaccinali sono preoccupanti: le coperture pediatriche nel nostro Paese per esavalente e morbillo sono ormai al di sotto di quel 95% di copertura che l’OMS ritiene soglia irrinunciabile di riferimento, con una riduzione della copertura percentuale che negli ultimi tre anni si è fatta sempre più sensibile (con rosolia e morbillo che ormai sono addirittura sotto all’85%) proprio in coincidenza con le recenti campagne sociali di opinione anti-vax.

In questo scenario il Piano vaccinazioni 2017-2019 e il Decreto legge 73.2017 (Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale) sono punti di riferimento per una ripartenza virtuosa delle coperture in tutte le regioni italiane.

Il Decreto, fortemente criticato e discusso anche in ambito politico e regionale, contiene l’obbligatorietà vaccinale per polio, difterite, tetano, epatite b, pertosse, morbillo, varicella, emofilia tipo b, meningococco b e c, rosolia e parotite.

Proprio sul DL 73/2017 si sono espressi positivamente gli pneumologi italiani: “Come AIPO abbiamo ricevuto una lettera dalle associazioni di pazienti in cui ci è stato chiesta la nostra posizione verso il decreto- ha dichiarato Gasparini-. È una lettera che è stata inviata a molte società scientifiche ed anche noi, come tutte le altre società di specialità, abbiamo risposto con un giudizio estremamente favorevole al decreto, alla necessità di copertura ed all’uso del vaccino. Ma non possiamo fermarci qui”, ha detto concludendo il presidente AIPO, “il medico deve essere cosciente dei valori in gioco in questo periodo nella catena informativa. Tutti gli operatori della sanità devono quindi sentirsi impegnati in prima persona anche comunicativamente nello sforzo quotidiano che ci deve portare a vincere la battaglia della scientificità”.

11 giugno 2017
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»