A Cagliari fa tappa la Festa europea della musica

musica jazzCi sarà anche Cagliari tra le varie città europee e italiane che parteciperanno quest’anno alla Festa europea della musica, la grande manifestazione gratuita e popolare che si tiene ogni 21 giugno per celebrare il solstizio d’estate. Il capoluogo sardo parteciperà per la prima volta all’evento nato nel 1982 da un’idea del ministero della Cultura francese, e che dal 1985 è diventata una manifestazione europea. Un’intera giornata all’insegna della musica dunque, domenica dalle 7 alle 24, che a Cagliari avrà un prologo nei due giorni precedenti, con appuntamenti nel quartiere Villanova, al Giardino Sotto le Mura e alla Chiesetta Aragonese di Monte Urpinu. Appena ristrutturato riapre le porte agli appassionati anche il Teatro Civico in Castello, con un concerto a cura della Fondazione Teatro Lirico.

Un evento che nel capoluogo sardo coinvolgerà oltre 150 i musicisti, mentre saranno 40 i luoghi dislocati nella città in cui si esibiranno gli artisti. Ci sono i luoghi canonici dell’arte (tra gli altri il Conservatorio, il Foyer del Teatro Lirico, la Galleria Comunale) ma anche e soprattutto le vie, le strade, le piazze, i balconi, le vetrine e i parchi della città. Importante, in una festa che vuole essere per tutti, anche l’accordo con alcuni ospedali cittadini, per cui in alcuni reparti, su cui si stanno definendo gli ultimi dettagli, pazienti e parenti potranno ascoltare e partecipare a piccoli concerti in corsia.

Musica anche per chi sceglie di spostarsi in città sui mezzi pubblici: artisti e cantanti sui bus, secondo una formula già sperimentata che ha trovato un riscontro molto favorevole tra il pubblico. Questa prima edizione in terra sarda sarà l’occasione anche per rendere omaggio al soprano Giusy Devinu, scomparsa nel 2007: tra gli appuntamenti, infatti, l’inaugurazione di una targa dedicata all’artista cagliaritana al Parco della Musica.

11 Giugno 2015
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»